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Cultura e Società

Jeff Goldblum “Vorrei lavorare di nuovo con Woody Allen”

L'attore difende il regista dalle accuse di abusi sessuali

Jeff Goldblum, l’attore protagonista de La Mosca di Cronenberg, nonché Ian Malcolm nel mondo di Jurassic Park, è tornato a difendere il regista Woody Allen. In un’intervista, l’attore ha affermato che avrebbe lavorato di nuovo con il regista, ribadendo le dichiarazioni che ha fatto in precedenza.

Jeff Goldblum, Allen non è mai stato dichiarato colpevole

Jeff Goldblum

“Penso che ci sia una presunzione di innocenza fino a prova contraria”, ha detto Goldblum “So che mi è piaciuto lavorare con lui molti anni fa e mi sono esibito anche assieme alla sua band”. Goldblum è apparso brevemente in Io e Annie, il settimo film del regista diretto nel 1977. Il suo sostegno per Allen non è condiviso in tutta Hollywood, dove molti credono alle affermazioni di Dylan Farrow, che ha dichiarato di essere stata molestata da bambina da Allen.

Per capire di cosa stiamo parlando, ecco un veloce riassunto della vicenda: quando Woody Allen divorziò dalla sua compagna (l’attrice Mia Farrow), ci fu un lungo processo per la custodia dei figli, durante il quale Allen fu accusato di molestie sessuali nei confronti della figlia di 7 anni Dylan Farrow. Allen non fu mai incriminato, in quanto le prove portate a sostegno dell’accusa di Dylan Farrow non erano sufficientemente credibili. All’epoca la piccola Dylan non testimoniò al processo, ma raccontò la sua versione dei fatti in una lettera pubblica del 2014, nella quale confermava le molestie subite dal padre.

Woody Allen ha sempre negato le accuse, sostenendo che la figlia fosse stata spinta dalla madre a raccontarle, per vendicarsi della sua relazione con Soon-Yi Previn.

Nonostante la sua difesa riguardo Woody Allen, Jeff Goldblum ha affermato di sostenere la lotta contro i molestatori sessuali nel settore, “sento che questo cambiamento culturale sia molto, molto positivo e atteso da tempo, lo sostengo con tutto il cuore. Lo prendo molto sul serio. Quindi prenderei in considerazione di lavorare di nuovo con lui, finché non avrò capito qualcosa in più sulla sua vicenda”.

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Enrico Natalini

il suo DNA è composto al 100% di cultura trash e underground. Che siano libri, film, fumetti, serie tv, spettacoli teatrali, mostre o televendite è un segugio per tutte quelle chicche che sopravvivono all'insaputa del mainstream. Di lui dicono che è come un cartone animato, non ha capito bene se sia un complimento o meno, ma a lui piace.

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