Gli Stati Uniti d’America sono una nazione da sempre idealizzata per la sua difesa verso i diritti fondamentali di libertà ed uguaglianza, una terra nella quale, con perseveranza e la giusta dosa di fortuna, ogni sogno può trasformarsi in realtà. Ancora oggi mentre leggete questo pezzo, moltissimi sono i libri che annualmente corrono il rischio di essere messi al bando da scuole o luoghi pubblici.

In loro difesa nel 1982 venne promossa la prima Banned Books Week, una campagna di sensibilizzazione a cadenza annuale realizzata da Judith Krug col fine di celebrare la libertà di leggere. Solitamente tenuta durante l’ultima settimana di settembre, quest’anno gli eventi si sono concentrati fra il 23 e il 29, la campagna sottolinea il valore della libera informazione e della sua piena fruizione. Per perseguire questo obiettivo durante la Banned Books Week vengono organizzati eventi di dibattito e sensibilizzazione che uniscono l’intera comunità libraria formata da lettori, librerie e biblioteche.

In difesa della libertà di espressione

banned books week freadom

L’importanza di questo evento, promosso dalla American Library Association e da Amnesty International, risiede nel non voler dare per scontato il diritto alla libera informazione e all’espressione della propria opinione, libertà che ancora oggi sono osteggiate in molti Paesi del mondo.
Più che il problema dei libri proibiti, concetto ormai vetusto e superato almeno per quanto riguarda la società occidentale, di attualità rimane il problema dei Challenged Books, pubblicazioni di cui gruppi di persone tentano una rimozione forzata dal mercato o dalle biblioteche scolastiche a causa delle tematiche di cui parlano.

Per avere un’idea dei 10 libri più controversi del 2017 vi basta visitare questo link, noterete come in prima posizione sia presente Thirteen reasons why, libro di Jay Asher portato alla ribalta mediatica dalla serie Netflix.

Il problema dei Challenged Books va ricercato nelle difficoltà degli adulti di capire quali siano i libri più indicati per i propri figli; non è infatti un caso che i gruppi che maggiormente tentano di scoraggiare la diffusione di alcuni testi siano proprio formati da genitori preoccupati per i volumi che i propri figli potrebbero trovare in biblioteca o nel durante il percorso scolastico.
In loro aiuto accorrono quindi i librai e i bibliotecari, categorie direttamente coinvolte durante la Banned Books Week, ai quali è affidato il cruciale compito di indirizzare ogni lettore verso il libro a lui più congeniale, dimostrando conoscenza e professionalità.

Inoltre, così come già accade nel mondo videoludico con il sistema PEGI, una proposta fortemente spinta dalla American Library Association riguarda un sistema di valutazione delle pubblicazioni cartacee con l’intento di semplificare l’arduo compito di scegliere la lettura più adatta per un bambino o un ragazzo, senza nulla togliere alle preferenze di ogni giovane lettore.

Banned Books Week e fumetti

banned books week logo

Oltre al mondo dell’editoria anche quello del fumetto si trova in una situazione di continua minaccia e discriminazione da parte dell’opinione pubblica, ancor più in pericolo per via dell’aspetto grafico che lo contraddistingue. Vi basti pensare che ancora oggi storie acclamate da pubblico e critica come Saga, Maus, E la chiamano estate o Sandman trovano continui impedimenti alla loro diffusione in librerie e biblioteche per via della tematiche di cui parlano.

Durante la Banned Books Week il settore del fumetto ha fatto sentire la propria voce sopratutto grazie al Comic Book Legal Defense Fund, organizzazione no profit che si batte per il rispetto dei valori del Primo emendamento della Costituzione americana.
In supporto alle varie iniziative si è mossa anche Image Comics, principale editore indipendente del fumetto USA, scesa direttamente in campo organizzando una serie di incontri con i propri autori: fumettisti del calibro di Skottie Young, Charles Soule o Grace Ellis hanno dibattuto sul loro ruolo di artisti e sul potere delle proprie opere. Potete (ri)vedere i vari talk visitando direttamente il canale Twitch di Image Comics.

Non importa quali siano i vostri generi preferiti, ogni anno la Banned Books Week celebra la libertà di espressione e ad un’informazione corretta e consapevole, un diritto fondamentale per ogni società civile.


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Mattia De Poi

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Anche conosciuto come Il Nini, Mattia è il lato gioioso di Orgoglio Nerd.Biondo e curioso, è appassionato di ogni genere fumettistico, Gunpla e avventure. Portatelo in viaggio, all'organizzazione ci penserà lui.