Oggi parleremo di… vichinghi! Ebbene sì! Abbiamo parlato proprio qualche giorno fa di Vikings, in occasione del finale della seconda stagione (potete leggerlo qui), e abbiamo già parlato in molte altre occasioni di argomenti affini.
Però pensateci: in quanti hanno già parlato dei Vichinghi? E non solo, che hanno scritto libri e sceneggiature, girato film e cortometraggi, illustrato dipinti e fumetti, composto opere e musiche? Pensate che il primo lungometraggio, chiamiamolo così, che parla della valorosa cultura nord-europea risale approssimativamente al 1908, centosei anni fa, con The Viking's Daughter: The Story of the Ancient Norsemen.

Ma non siamo qui per parlare di vecchi film che probabilmente ormai sono spariti dalla faccia della Terra. Siamo qui per parlare di Barbarian Lord. Ora, se volete, potete utilizzare una colonna sonora adatta, noi vi consigliamo questa. Barbarian Lord è una graphic novel che parla di drakkar, di muri di scudi, di corvi, di combattimenti feroci, di troll, di mostri marini, di elmi con le corna, di grossi uomini con la barba che combattono, di grossi uomini con la barba che bevono birra e idromele, di inganni, e di foreste e montagne ricoperte da uno spesso manto di neve. In poche parole di vichingi.
Matt Smith debutta nel mondo delle graphic novel con un edizione speciale con corpertina rigida, anche se l'autore non è del tutto nuovo nel mondo dell'illustrazione, e nemmeno Barbarian Lord è del tutto nuovo nel mondo dei web comics. Infatti, ormai dal 2006, sul blog dell'illustratore compaiono periodicamente delle strisce che hanno come protagonista Barbarian Lord.

In ogni storia esiste un protagonista, in questa storia il protagonista è Barbarian Lord, un guerriero con un viso privo di qualsiasi espressione meno che un'arcigna smorfia, che possiede la migliore fattoria esistente nelle Garmrland. Dall'altro lato, abbiamo anche l'antagonista, Skullmaster, il cui unico desiderio è quello di distruggere Barbarian Lord e di sottrargli la sua fattoria – perché all'epoca ci si accontentava anche di una semplice fattoria. Tra un inganno di Skullmaster e l'altro, Barbarian Lord si ritrova a combattere una grande varietà di mostri, dai mostri marini ai fantasmi e ai troll.

Tutte le vicende si svolgono in un mondo dove la line di distinzione tra bene e male è netta e marcata, il nostro arcigno eroe riesce a distinguersi posizionandosi in una particolare situazione che potremmo definire caotico-neutrale: egli potrebbe benissimo trascorrere la sua esistenza a coltivare la terra e a portare avanti la fattoria, ma difficilmente si tira indietro dall'uccidere (o trucidare, o impalare, o squartare, o decapitare, o distruggere, o schiacciare) chiunque gli metta i bastoni tra le ruote.
D'altronde, potrebbe comportarsi diversamente? É un vichingo, suvvia!

Ma a conti fatti questa storia non è del tutto nuova.

Quindi, perché i vichinghi, e tutte le tematiche che li riguardano, non passano mai di moda e sono sempre, per così dire, piacevoli?
Sarà la loro particolare connessione con l'ambiente in cui vivono, o che sono dei grossi, inarrestabili e micidiali guerrieri, dietro il cui rude aspetto nascondono un cuore tenero e che riescono a vivere e sopravvivere in modo umile e in qualsiasi situazione, o sarà semplicemente la loro barba. Ma tant'è che è davvero difficile stufarsi di guardare, leggere, ascoltare storie ambientate al tempo degli Dei di Asgard, dei valorosi guerrieri e di esploratori che viaggiarono per metà dell'emisfero boreale.


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damianozanardi

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