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Castlevania: l’eredità di Dracula

Fra le tante serie videoludiche nate negli anni ‘80, Castlevania è sicuramente una delle più longeve e meritevoli; non a caso, insieme a Metroid, ha dato il nome al sottogenere degli adventure detto “metroidvania”, proprio per lo stile unico che queste due saghe hanno saputo donare al mondo dei videogiochi. Pochi mesi fa ci veniva dato, completamente inaspettato, l’annuncio dell’arrivo di una serie animata dedicata proprio alle vicende di Dracula e dei Belmont, e subito l’hype si è impennato in maniera notevole, specie per gli appassionati della saga. Quando si annuncia un progetto del genere le paure sono tante, sia perché si adatta qualcosa che prima è sempre stato visto nel formato videoludico in un formato totalmente diverso, sia per il legittimo dubbio che lo spirito originale non venga rispettato. Dopo un’attenta visione di questa prima serie, composta da soli quattro episodi, vogliamo condividere con voi le nostre impressioni. Sarà riuscita la produzione Netflix a mantenere alto il suo nome?
La serie animata di Castlevania è stata scritta da Warren Ellis, famoso fumettista, autore (fra le tante cose) della serie Red (da cui i recenti film con Bruce Willis sono stati ispirati) e di diverse serie della Marvel. Alla produzione c’è il giovane indiano Adi Shankar, che a quanto pare sembra intenzionato a continuare il filone videoludico trasposto in serie animate, avendo infatti da poco annunciato di voler adattare anche Assassin’s Creed in formato anime. La storia di questa produzione animata è ispirata principalmente da Castlevania III: Dracula’s Curse, titolo uscito nel 1989 per NES, ma non mancano alcuni richiami stilistici (specie nel design di alcuni personaggi) dedicati a uno dei capitoli più riusciti della serie, Castlevania: Symphony of the Night, uscito sulla prima PlayStation nel 1997.

La storia inizia con l’arrivo di Lisa, giovane e audace ragazza, nel castello del conte Vlad Dracula Tepes.  La giovane donna vuole acquisire del conte tutta la conoscenza scientifica possibile al fine di salvare l’umanità. Il conte è sorpreso dal carattere forte della ragazza, che non dimostra alcuna paura di lui, e accetta di istruirla. Molti anni dopo Lisa è messa sul rogo con l’accusa di stregoneria dalla folla ignorante, guidata da un subdolo vescovo. Dracula, scoperto l’accaduto, decide di vendicarsi della morte di quella che ormai era diventata sua moglie, unica umana amata in vita sua, per la quale aveva anche deciso di dare una possibilità al genere umano, ma le speranze di una comprensione finiscono con la morte dell’amata. Così il conte scatena una piaga di demoni sull’umanità, minacciandone l’esistenza. Protagonista della storia è Trevor Belmont, ultimo discendente di un’antica casata nobile specializzata nella caccia ai mostri e ormai decaduta a causa delle accuse di blasfemia mosse dalla sempre ottusa Chiesa. Seppur restio all’inizio, Trevor decide pian piano di aiutare le persone contro i mostri scatenati da Dracula, grazie in particolare all’incontro con Sypha Belnades, una maga dei Parlatori, antica popolazione custode di molti segreti, e di Alucard, figlio di Dracula e Lisa, pronto a fermare la follia di suo padre.

La produzione Netflix ci ha visto giusto anche stavolta; Castlevania in versione animata riesce a dar giustizia alla originale saga videoludica, riproponendone le atmosfere cupe. La forza della serie è soprattutto nei personaggi ben caratterizzati, da Dracula a Trevor, fino a tutti i comprimari. I dialoghi, ben scritti, danno alla serie un senso di profondità che esula dalle specifiche vicende che tratta, ponendo questioni quali l’ignoranza umana e chi se ne approfitta, in questo caso una Chiesa pregna di fanatismo, che ci appare più odiosa dello stesso Dracula, con cui invece lo spettatore quasi riuscirà a empatizzare. Le scene d’azione risultano ben fatte, seppur non tantissime, ma coreograficamente appaganti, riuscendo a trasmettere le emozioni che i combattimenti del videogioco sapevano dare, in particolare grazie alla frusta benedetta di Trevor e alle potenti magie di Sypha. L’atmosfera del videogioco non è mantenuta soltanto dalle scene d’azione, ma anche dalla resa dei luoghi e da alcuni particolari che i fan apprezzeranno, come ad esempio una scena in cui i nostri protagonisti dovranno schivare diverse trappole poste sul loro cammino, quasi in stile platform. Da notare una presenza di diverse scene piuttosto splatter, che potrebbero disturbare i più deboli di stomaco, dato che la serie non fa sconti a nessuno, nemmeno a donne e bambini, proprio per dimostrare al meglio la ferocia delle forze del male. Una scelta che secondo noi non stona affatto con la spirito della serie, anche perchè l'uso di queste non è eccessivo nel complesso.

Gli unici difetti che abbiamo notato sono una qualità delle animazioni altalenante, che non riesce a essere costante nei quattro episodi della serie, e soprattutto il fatto che i quattro episodi presentati sono decisamente troppo pochi. In realtà questo più che un difetto può essere forse considerato anche un pregio, infatti le vicende sono così interessanti che è un peccato vederle finire in sole quattro puntate. In effetti questa serie si può considerare un prologo delle vere vicende, atta a farci conoscere i personaggi e la situazione che si è scatenata, finendo sul più bello, quando il party del protagonista si è formato, tra l’altro in uno stile che ci ricorda l’inizio di un’epica avventura in una campagna di D&D.
Castlevania è un ottimo inizio per una saga che ha del grande potenziale. Nonostante siano solo quattro episodi è riuscita a convincerci, con la promessa che assisteremo a una grande avventura. Dunque sospendiamo il giudizio finale e lo rimandiamo alla seconda stagione, già annunciata e in arrivo l’anno prossimo, stavolta con otto episodi invece di quattro, sperando che il livello qualitativo riesca a mantenersi buono come visto in questo inizio.

Silvio Mazzitelli

Di stirpe vichinga, sono conosciuto soprattutto con il soprannome “Shiruz”, tanto che quasi dimentico il mio vero nome. Videogiocatore incallito sin dall’alba dei tempi, adoro il mondo videoludico perché dopo tanto tempo riesce sempre a sorprendermi come la prima volta. Scrivo ormai da diversi anni di questa mia passione per poterla condividere con tutti. Sono uno dei fondatori di Orgoglio Nerd e sono anche appassionato di tutto ciò che riguarda la cultura giapponese e la mitologia (in particolare quella nordica).

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