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Contenuti Aggiuntivi: quando i videogiochi arrivano a pezzi

Sin dagli esordi, la questione DLC e Season Pass creò diverse polemiche fra i giocatori, che la videro quasi come una truffa nei loro confronti, spesso accusando le software house di tagliare appositamente pezzi programmati dei giochi per lucrarci sopra. Oggi, con le microtransazioni sempre più diffuse, il problema dei DLC sembra quasi passato in secondo piano, oppure la diffusione di quest’ultimi, ormai onnipresenti, ha creato una certa rassegnazione o abitudine nei giocatori. Personalmente non sono contro l’idea di DLC in sé: ricordo che molto prima dell’arrivo di questi, esclusivamente su PC, esistevano le espansioni, progenitrici ben più sostanziose degli attuali contenuti scaricabili, in grado di aggiungere nuove campagne e novità di rilievo nel gameplay. Pensiamo ad esempio ad Half Life Blue Shift, aggiunta dell’Half Life originale che ci faceva rivivere la tremenda esperienza di Black Mesa attraverso gli occhi di una semplice guardia.

Questo era un ottimo esempio di contenuto extra che non aggiungeva parti significative alla trama, ma offriva contenuti interessanti e sostanziosi ai fan più accaniti. Dunque il male non è il DLC in quanto tale, ma è più il come viene usato; io spenderei volentieri dei soldi in più per un contenuto come Blood and Wine o The Ringed City, ma non per 4 ulteriori mappe multiplayer, costumi extra o un livello da mezz’ora. La questione di oggi però non è l’eterno dilemma se i DLC siano giusti o no, ne abbiamo parlato abbastanza anche in passato e non c’è molto altro da aggiungere oltre quanto riassunto nelle righe soprastanti. Oggi vi parlo invece di un problema che ho io in prima persona con i DLC e le espansioni, di qualità e non, problema che magari è solo mio (mi farete sapere nei commenti), ma di cui ho deciso di parlare dopo aver visto i contenuti extra inseriti in Final Fantasy XV Royal Edition, titolo uscito proprio in questi giorni.

Prima di analizzare questa nuova versione di FF c’è bisogno di un po’ di contesto. Il mio problema con i DLC è soprattutto la loro uscita tardiva, perché è difficile che mi venga voglia di riprendere un titolo finito dopo mesi o anche dopo un anno solo per provare dei nuovi contenuti (e parlo di contenuti interessanti, non certo “fuffa” come l’aggiunta della missione sul recuperare gli ingredienti per preparare il brasato).

Il mondo va avanti, specialmente quello videoludico, con sempre nuovi titoli interessanti all’orizzonte, e quando mentalmente ritengo di aver chiuso con un gioco, difficilmente riesco a riaprire il file mnemonico dentro al mio cervello per rimetterlo nello status “attivo”. Proprio per questo motivo ho ancora da giocare le espansioni di Dark Souls III a quasi due anni dall’uscita dell’originale, o addirittura Dragonborn, ultimo contenuto dedicato a Skyrim. Se ne ho la possibilità preferisco aspettare una versione completa per giocare tutto insieme, come è stato per il recente Nioh Complete Edition o la super collector’s edition di Witcher 3.
Mi ritengo un “completizionista”, amo sviscerare i titoli che mi appassionano in ogni loro sfaccettatura, e sento un peso sulla coscienza se non porto le uova alla contadina per 2 misere monete, ma l’importante è che la quest sia completata. Lo so, è brutto avere questa mentalità nei giochi e preferirei io stesso essere più alla mano, ma purtroppo sono sempre stato così e difficilmente cambierò.

Dunque, una volta fatto tutto il possibile, magari con somma fatica, considero il titolo archiviato e mentalmente i DLC con quest e storie aggiuntive in arrivo in un momento successivo mi mandano in confusione, perché da una parte li vorrei giocare per poter dire a me stesso di aver esplorato ogni contenuto esistente, dall’altra sono tanti i fattori che mi fanno desistere: il prezzo troppo alto e contenuti troppo brevi o poco significativi e, soprattutto, il fatto che ormai io sia preso da qualcosa di nuovo (e succede sempre) e non abbia voglia di tornare sui miei passi da videogiocatore. Certo prima o poi giocherò ai DLC di Dark Souls 3, ma sono sicuro che me li sarei goduti di più se li avessi giocati al lancio, quando l’hype era al massimo. Giocarli postumi vuol dire non avere più quello stesso hype, perché la sete per quel titolo è stata soddisfatta e in più bisogna di nuovo ricordarsi i comandi, rivedere tutto l’equipaggiamento e reimparare il funzionamento di certe meccaniche. Insomma, mi sento meno motivato. Si potrebbe dire che conviene allora aspettare una Complete Edition, e sarebbe la cosa più giusta da fare, ma non sempre si ha la certezza che esca, e spesso capita che i DLC vengano annunciati dopo l’uscita originale del gioco. Poi ci sono certi titoli per cui non posso proprio aspettare ulteriormente, come appunto Final Fantasy XV.

Essendo Final Fantasy la mia saga preferita, non avrei potuto attendere un altro anno per mettere le mani sul quindicesimo capitolo, dopo tutta l’attesa e hype che c’era, e l’uscita di questa Royal Edition provoca in me sentimenti contrastanti. Ripensandoci a mente fredda Final Fantasy XV è un titolo che rievoca in me ricordi d’affetto e delusione: affetto perché alcune sequenze come la boss battle contro Leviathan o contro Ifrit, la sequenza sul treno, il finale e molte altre cose sono state davvero epiche e mi sono rimaste nel cuore; delusione per gli enormi buchi di trama e per le tante mancanze che hanno fatto della versione base di FFXV un gioco incompleto, e questa nuova versione appena uscita conferma le mie sensazioni del tempo.

Final Fantasy XV Royal Edition (e parallelamente anche la nuova versione per PC, Windows Edition) contiene tutti i DLC che tappano buchi importanti della storia e aggiunge alcune importanti novità a livello sia di trama che di gameplay; un nuovo gioco in pratica, o forse la versione che avrei voluto vedere poco più di un anno fa. Qui dunque si va oltre il DLC che aggiunge nuove parti e diventa una vera e propria riscrittura del gioco originale, che è migliorato a ogni nuova aggiunta. In verità non riesco nemmeno a sentirmi arrabbiato per questa scelta, perché lo sviluppo di questo quindicesimo capitolo è stato travagliato e sono convinto che Tabata sia stato costretto a farlo uscire nel 2016 anche per la pressione dei fan, che aspettavano il titolo da troppo tempo. Il direttore Hajime Tabata ha secondo me fatto un ottimo lavoro, considerando i limiti e le immani difficoltà di un progetto che prima del suo arrivo sembrava deragliato, e ha salvato il salvabile nei tempi imposti, ma ciò non bastava a rendere la quindicesima fantasia un titolo compiuto. Dunque ha deciso di non abbandonare la sua opera, nonostante le molte critiche e le accuse di aver consegnato un gioco incompleto, ha deciso di proseguire il suo lavoro fino a quando sia lui che i fan non fossero stati soddisfatti. Mi auguro in futuro di poter vedere un prossimo capitolo di FF guidato da Tabata, stavolta senza problemi di tempo e di sviluppo; sono convinto che ne potrebbe uscire davvero un capolavoro.

Resta il fatto che, purtroppo, l’esperienza di Final Fantasy XV non è stata come molti fan, me compreso, avrebbero voluto, e nonostante mi sia affezionato a Noctis e ai suoi compagni, il ricordo di quest’avventura avrà sempre un retrogusto amaro. Anche se con tutte le migliorie la storia sarà finalmente perfetta, non riuscirò mai a godermela come se la stessi giocando per la prima volta, perché ormai il gusto della scoperta e della sorpresa non c’è più e i buchi tappati mi ricorderanno soltanto dei difetti che vidi la prima volta.

Come ho detto, non sono uno che ama rigiocare titoli già finiti, specialmente se finiti da poco, ma per questa nuova versione di Final Fantasy potrei anche fare un’eccezione; c’è una cosa che però mi frena e mi impedisce di rimettermi alla guida della Regalia, ossia la futura uscita di ulteriori espansioni. Tabata ha infatti confermato che i contenuti dedicati a FFXV usciranno fino al 2019 e in un dialogo con dei fan ha perfino accennato alla possibilità di ulteriori finali (anche se è presto per considerarla una cosa ufficiale). Dunque fra un anno dovremo aspettarci la Royal Mega Final Edition comprensiva di tutto con finali aggiuntivi e storia finalmente raccontata totalmente? Non lo vedo così improbabile e per questo motivo ho deciso che se proprio devo rigiocare Final Fantasy XV, lo rigiocherò quando saprò che sarà davvero la versione definitiva, anche se so già che non mi potrà mai emozionare come se fosse la prima volta.

La cosa che più mi auguro è che il caso di FFXV sia stata un’eccezione dovuta a grossi problemi di sviluppo perpetrati per 10 anni e che in futuro non avvenga nulla di simile, perché giocare un titolo con la storia tagliata per poi vedersela completare negli anni successivi alla sua uscita è parecchio frustrante per un giocatore, soprattutto se è fan. Spero dunque che questo sia stato uno sfortunato incidente e che Square Enix abbia imparato la lezione a vantaggio del futuro sedicesimo capitolo, così da focalizzarsi maggiormente sulla storia e meno su campagne marketing troppo aggressive, magari traendo ispirazione dai suoi titoli minori, come vi raccontavo il mese scorso su queste pagine virtuali.

Dunque lascio a voi la parola, cosa ne pensate della questione Final Fantasy XV? Voi rigiocherete questa nuova versione? Alla prossima!

Silvio Mazzitelli

Di stirpe vichinga, sono conosciuto soprattutto con il soprannome “Shiruz”, tanto che quasi dimentico il mio vero nome. Videogiocatore incallito sin dall’alba dei tempi, adoro il mondo videoludico perché dopo tanto tempo riesce sempre a sorprendermi come la prima volta. Scrivo ormai da diversi anni di questa mia passione per poterla condividere con tutti. Sono uno dei fondatori di Orgoglio Nerd e sono anche appassionato di tutto ciò che riguarda la cultura giapponese e la mitologia (in particolare quella nordica).

3 Commenti

  1. Secondo me Square-Enix ha sbagliato a far pagare il Royal Pack, avrebbe dovuto seguire l’esempio di Capcom con Street Fighter V che ha reso disponibile gratuitamente l’upgrade all’Arcade Edition per chi aveva già il gioco. Io poco sopporto i DLC se sono usati per “completare” un gioco che è uscito non finito, però almeno per la prima ondata era già chiaro dal Day One che ci sarebbe stato un season pass, ho acquistato il gioco cosciente del fatto che se avessi voluto giocare i pezzi mancanti avrei dovuto acquistarli a parte, quello che non ci è stato detto è che i vari Episodi sarebbero stati pressoché fondamentali per capire la storia nel suo insieme.
    Il titolo l’ho abbandonato a metà circa perché non mi trovo assolutamente con il sistema di combattimento, se mai dovessi riprenderlo però giocherò la versione “liscia”.

    Spero che Kingdom Hearts 3 non subisca lo stesso trattamento…

  2. Concordo su tutta la tua linea Shiruz,
    La Royal edition quasi certamente non la giocherò perché: oltre ad aver acquistato il gioco, oltre ad aver acquistato il season pass, per vedere ulteriormente perfezionato il gioco con alcuni contenuti che completano la storia (e soprattutto NON il post storia) dovrei acquistare l’edizione nuova del gioco, il quale prezzo ovviamente è per me paragonabile all’acquisto di un videogioco “nuovo”, ma non recentissimo, COMPLETO, credo che anche questa cosa scocci veramente molto.
    Perché oltre a non aver la possibilità, come dici nell’articolo, di aver potuto godere di un videogame con i nuovi grossi miglioramenti e con una storia anche pressoché completa, questo nuovo DLC ha pure un costo che certamente non invoglia all’acquisto.
    La cosa spregevole è che non considerano minimamente la lista infinita di videogiochi che un gamer medio ha da giocare e ritornare su vecchi titoli toglie tempo a esperienze nuove.

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