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Doctor Who: saresti un ottimo Dalek

Continuiamo il nostro viaggio nell'universo del Dottore, arrivando a parlare dell'incarnazione di Christopher Eccleston.

La nostra serie di articoli dedicati a Doctor Who continua. Com’è giusto che sia parlando di questo personaggio, il tempo scorre all’indietro e così, partendo dalla sua ultima incarnazione, interpretata da Jodie Whittaker, siamo giunti a quella che ha riportato il Signore del Tempo sugli schermi televisivi inglesi: la nona, con il volto di Christopher Eccleston.

Una vita breve, ma molto intensa

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Uno dei concetti più strettamente legati al Nono Dottore è il “Never skip Nine“. Molto spesso, per via della sua breve durata, gli spettatori della serie inglese scelgono di ignorare l’incarnazione di Eccleston, che partono da Dottori più accattivanti, come il Decimo o l’Undicesimo. Sarebbe facile quindi impostare questo pezzo sull’importanza di “non saltare Nove”, ma abbiamo scelto un’altra strada.

Da una parte, questo perché abbiamo già parlato nell’ultimo articolo di quale sia il momento migliore da cui partire nella visione di Doctor Who. Dall’altra perché il Nono Dottore ha tanti altri aspetti interessanti da approfondire.

Questo perché pur essendo stato protagonista solo di pochi episodi, Nine ha vissuto alcune delle avventure più memorabili della serie. Puntate come The End of the World o The Empty Child sono indimenticabili per i fan. È lui, inoltre, che ha avuto il compito di riportare in auge Doctor Who, essendo Eccleston il primo a interpretare il Signore del Tempo nel revival della serie.

Non solo, ma è proprio durante la sua unica stagione che vengono introdotti concetti e personaggi fondamentali per tutto lo show. Rose Tyler, “run!”, la faccia di Boe, il Capitano Jack Harkness, Bad Wolf e molti altri ancora nascono proprio durante le avventure di Nine. Ma soprattutto un tema chiave di tutto il revival di Doctor Who: la fine dell’Ultima Grande Guerra Del Tempo.

Un’esistenza segnata dal rimorso

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Si tratta di un evento che viene spiegato piano piano nel corso delle stagioni e che molto probabilmente nasconde ancora tanti segreti. In poche parole il Dottore ha posto fine a questo epocale conflitto che vedeva schierati i Signori del Tempo contro i Dalek annientando completamente entrambe le razze. In realtà poi scopriremo che non è esattamente così che è andata, ma questo è quello che crede Nine.

Si è trattato di un gesto terribile, estremo, che ha richiesto al Dottore uno sforzo ai limiti delle sue capacità. Ha dovuto andare contro tutto quello in cui ha sempre creduto, arrivando ad abbandonare il suo stesso nome perché non si riconosceva in ciò che era costretto a fare. Sappiamo bene come Ten sia ancora tormentato dai miliardi di giovani innocenti che ha ucciso e Nine, incarnazione immediatamente successiva all’evento, soffre ancora di più per questo.

Come si fa a riprendersi dopo aver abbandonato la propria identità per così tanto tempo? Chi è il vero Dottore, quello che evitava il conflitto o quello che ha causato uno dei più grandi genocidi della storia dell’universo? Come ci si sente ad essere sopravvissuto alla propria intera razza? Questo è quello che passa giorno dopo giorno nella mente di Nine, che ancora porta i segni di quella terrificante decisione.

Una vecchia conoscenza che sa dove colpire

È così che il Nono Dottore arriva a una delle avventure più importanti di tutta la sua incarnazione, ma anche dell’intera serie dal 2005 in poi: Dalek.

Si tratta di un episodio assolutamente chiave, non solo perché ripresenta uno (in realtà due se contiamo il cameo del Cyberman) dei principali rivali del Dottore, ma perché per la prima volta si entra davvero nel profondo della psicologia del personaggio e soprattutto il suo rapporto con il rimorso per la vittoria della guerra. “Sai che vittoria” dirà lui stesso nell’episodio.

Quando il Dottore rivede una delle sue nemesi e si rende conto che non è riuscito davvero a eliminarli tutti, in lui scatta qualcosa. Riemerge tutto l’odio che provava per i Dalek non solo per la loro crudeltà, ma soprattutto per averlo obbligato a compiere un gesto che ripudia con ogni fibra del suo corpo.

Demons run when a good man goes to war” sarà una frase importante in un futuro episodio della serie, ma un primo esempio di questo concetto lo abbiamo proprio in Dalek. La rabbia aggressiva del Dottore esplode in un dialogo con il Dalek, raggiungendo livelli di violenza verbale mai visti né prima né dopo nello show. Sono incanalati tutti i pensieri più terribili riguardo alla presenza del suo grande nemico, a partire probabilmente da “Se lui è ancora vivo a cosa è servito restare come ultimo della mia razza?“.

L’esplosione di odio del Dottore non è rivolta solamente al Dalek, quanto a sé stesso. “Non vedi che è tutto perduto? Tutto ciò che eri? Tutto ciò per cui combattevi?” non sono domande indirizzate solo al crudele avversario. Così come con tutta probabilità non lo è quell’invito a morire, gridato con rabbia contro lo schermo.

E a quel punto arriva una delle frasi più importanti dell’intera serie: “Tu saresti un buon Dalek“.

Un Dottore che vuole ritrovare la sua identità

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Si tratta di un momento emozionante, che sbatte in faccia al Dottore quello che è diventato. Meglio ancora quello che crede di essere diventato e da cui cercherà di distanziarsi il più possibile. Un capolavoro di scrittura che rivisto oggi, dopo tutto quello che si è scoperto sulla Guerra del Tempo non solo regge ancora benissimo, ma anzi assume un significato ancora più profondo.

La tragicità di Nine è tutta lì in quella frase. Certo, tecnicamente sa che non è stato il Dottore ad aver concluso la Guerra, non l’ha fatto con quel nome, lui è ormai un’altra persona. Ma può davvero esserne sicuro? E se le conseguenze non fossero così semplici da superare? La Guerra del Tempo lo ha davvero trasformato in un Dalek, capace di provare solo odio?

Fortunatamente sappiamo che non è così e la fine dell’episodio lo conferma: quando viene posto davanti alla scelta di uccidere nuovamente per liberarsi definitivamente dell’ultimo Dalek, Nine esita, per poi rinunciare  del tutto. In futuro poi il Dottore scoprirà la verità su cosa è successo quel giorno e come in realtà non abbia davvero sterminato la sua razza, riuscendo a trovare come sempre una soluzione alternativa.

Dalek: un episodio indimenticabile

Dalek è uno degli episodi più importanti di tutto il revival della serie, da vedere e rivedere periodicamente per poterlo apprezzare sempre di più. Il conflitto interiore del Dottore, non solo nel suo rapporto con i Dalek, ma in tanti altri aspetti, è uno degli elementi chiave dello show, che negli anni è stato spesso approfondito fino a diventare uno dei veri e propri punti di forza della qualità di Doctor Who.

Perché tra i tanti motivi per cui ci siamo appassionati a questo show, uno dei principali è sicuramente la complessità del personaggio del Dottore. E raramente c’è stata una rappresentazione di questa complessità paragonabile a quella riassunta dalla frase: “Saresti un ottimo Dalek“.

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Mattia Chiappani

Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.

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