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Don Rosa, il fumettista che ha definito l’Albero Genealogico dei Paperi

Vi siete mai chiesti chi è la mamma di Qui, Quo e Qua?

Paperino, sfortunato e maldestro pennuto che vive a Paperopoli circondato da stravaganti parenti e simpatici amici, alter ego meno perfetto di Topolino… chi non lo conosce? Chi non ha mai letto almeno una sua storia o visto una delle sue bizzarre avventure alla TV? Per molti è una pietra miliare dell’infanzia, e tutti ci ricordiamo i personaggi principali o secondari che accompagnano il papero sulla carta o sullo schermo, ma l’Albero Genealogico dei Paperi è più complicato di così.

Donald Duck VS Paperino

Innanzitutto, la storia editoriale americana e quella italiana di Paperino non vanno di pari passo, non esiste un vero canone da seguire. Si può addirittura parlare di due differenti storie (principali) con due genesi abbastanza distanti.

Donald Duck appare per la prima volta nei fumetti nel 1934, in una versione cartacea del suo primo corto animato The Wise Little Hen, pubblicata in 14 tavole domenicali e disegnata da Al Taliaferro. Sarà quest’ultimo a dare vita a diversi celebri coprotagonisti del papero, fra i quali i nipoti Qui, Quo, Qua e Nonna Papera. L’esordio negli albi a fumetti avverrà successivamente, quando nel 1942 viene pubblicato “Donald Duck Finds Pirate Gold” di Carl Barks, soprannominato L’Uomo dei Paperi perché in tutta la sua carriera si è occupato principalmente del mondo di Paperino, creando tanti degli abitanti di Paperopoli, nonché il suo personaggio più famoso, Paperon de’ Paperoni. A lui si deve inoltre la caratterizzazione più avventurosa della versione americana del nostro protagonista piumato, che aveva iniziato la sua “carriera” con le strisce decisamente comiche e autoconclusive del sopracitato Taliaferro. Erede di Barks sarà Don Rosa, di cui però parleremo più avanti nell’articolo.

albero genealogico dei paperi, don rosa

In Italia Paperino ha la sua prima testata dedicata nel 1937, con delle storie complesse e d’avventura grazie ad autori come Federico Pedrocchi e Nino Pagot, che quindi anticipano gli americani in questo. Nei fumetti italiani, forse ancora di più che negli equivalenti d’oltreoceano, il papero ha una caratteristica che lo rende divertente, derisibile ma anche più umano… è estremamente sfortunato. Capitano tutte a lui, anche quando cerca di fare qualcosa di buono, magari dando consigli all’avaro zio Paperone, questo gli si ritorce contro. Le uniche cose che gli riescono bene sembrano essere dormire e cucinare. È infatti descritto come un ottimo cuoco, soprattutto se si tratta di frittelle. Fino a qui, nonostante alcune differenze, possiamo ancora trovare dei punti in comune fra le storie editoriali del personaggio, ma ad un certo punto gli autori italiani decidono di dare un nuovo passato a Paperino, cambiando in modo abbastanza radicale le sue le origini. Nel 1984 Marco Rota, in “Buon Compleanno Paperino” descrive la nascita del papero che, orfano, appena il suo uovo si schiude viene trovato da Zio Paperone e Nonna Papera. I due lo adottano, scoprendo solo successivamente di essere effettivamente imparentati con lui, e vivono insieme in una fattoria per poi traferirsi anni dopo a Paperopoli.

albero genealogico dei paperi, don rosa

L’Albero Genealogico dei Paperi di Don Rosa

Ed è anche per evitare di confondere i lettori e creare background troppo differenti al personaggio che nel 1990 viene commissionato a Don Rosa un autorevole albero genealogico della famiglia di Paperino. Ma chi è Don Rosa?

Il suo primo nome è Keno (non stiamo facendo i saccenti, saperlo ci servirà fra qualche riga), ed è un fumettistaalbero genealogico dei paperi, don rosa italoamericano considerato l’erede di Barks soprattutto dal punto di vista narrativo, ma anche perché avendo lavorato alle storie di Donald Duck fra gli anni Ottanta e Duemila si può dire che sia l’ultimo grande autore statunitense Disney in un periodo in cui sono le scuole Europee e Italiane a portare avanti la produzione fumettistica.

Rosa ha sempre sentito uno stretto legame con il Maestro dell’Oregon e questo, oltre all’affetto che nutre nei confronti del suo idolo, lo portano ad inserire una dedica a Barks in quasi tutte le sue storie. Ed è qui che ci torna utile il primo nome del fumettista. Queste dediche consistevano in una sigla, D.U.C.K., che come sappiamo significa papero in inglese. E quindi? Tutto qui? No, per fortuna, sennò che noia. D.U.C.K. è anche l’acronimo di Dedicated to Uncle Carl by Keno, dedicato allo zio Carl da Keno. E se non sapete chi è Keno vuol dire che non siete stati attenti.

Ma perché proprio a lui è stato dato questo incarico? Perché il buon Don Rosa, negli anni precedenti, si è fatto notare per la sua minuziosità nello studio di chi lo aveva preceduto per creare i suoi lavori (a partire ovviamente dalla ben nota Saga di Paperon de’ Paperoni) e questo lo rende il candidato perfetto per un lavoro estremamente preciso come può essere creare un albero genealogico dei paperi. Inoltre, la sua stima e ammirazione quasi morbosa per Carl Barks, gli permette di intraprendere con quest’ultimo una corrispondenza per avere conferme e chiarimenti sulle varie parentele di Paperino.

Con lo schema di Barks sotto mano, Rosa si è dato dei criteri abbastanza rigidi per la realizzazione dell’Albero Genealogico dei Paperi:

1) Ogni personaggio significativo avrebbe dovuto avere due genitori identificabili;

2) Soprannomi e nomignoli potevano esistere solo se integrati da nomi di battesimo verosimili;

3) Invenzioni ex novo di nomi e parentele dovevano, per quanto possibile, essere ridotte al minimo.

don rosa

Una volta stabilite le regole generali, l’autore è passato alla pratica immaginando che alla base delle ultime due generazioni di paperi Disney ci fossero tre famiglie, il Clan de’ Paperoni, i Duck e i Coot. E da qui si è sbizzarrito con nomi, legami familiari e discendenze varie. Nello specifico, I de’ Paperoni e i Duck si uniscono con il matrimonio tra i genitori di Paperino, Quackmore Duck e Ortensia de’ Paperoni, mentre Duck e Coot si mescolano con l’unione tra Nonna Papera e Humperdink Duck, dando origine a tutte le confluenze successive.

Non tutte le informazioni inserite nell’albero sono state prese da Barks o da altri autori, per esempio scelta personale di Rosa fu inserire il fatto che Cornelius Coot, fondatore della città di Paperopoli, fosse un avo di Nonna Papera.

In una sezione staccata da quella principale vengono ritratti anche personaggi al di fuori di queste famiglie, ma sempre legati a Paperino e importanti per la Paperopoli creata da Barks. Fra loro Daisy Duck o Paperina, la fidanzata del protagonista, e lo strambo inventore Archimede Pitagorico.

Chi è la mamma di Qui Quo e Qua?

Uno dei più grandi punti interrogativi a cui l’albero genealogico cerca di dar risposta è sicuramente quello che riguarda la madre di Qui Quo Qua, che ogni autore descrive in modo diverso. Per alcuni i gemelli sono figli di una sconosciuta cugina di Paperino, che glieli lascia perché deve occuparsi del marito finito in ospedale proprio a causa dei figli; secondo lo schema di Barks, invece, madre dei paperi è Thelma Duck, sorella di Donald Duck, in Italia a volte viene tradotto con il nome Anitra, insomma, chi più ne ha più ne metta.

Anche nell’opera di Don Rosa Paperino non è figlio unico, ma ha una sorella gemella, Della Duck che viene raffigurata insieme ad un Duck sconosciuto, senza volto né nome, che poi sarebbe il padre dei tre piccoli paperi che vengono accuditi dallo zio Paperino.

 don rosa

La madre di Qui, Quo e Qua ha ora un nome ed un volto ufficiali, e questo sconvolge moltissimi dei lettori che li credevano orfani. Di fatto, veri e propri orfani non lo erano mai stati, venivano affidati a Paperino perché si comportavano male, ma in questa occasione viene finalmente legittimata la madre e il legame con l’irascibile zio.

Lo stupore fu tale che la notizia della ‘scoperta’ della mamma di Qui Quo Qua fece addirittura notizia sul giornale. Infatti l’edizione de Il Corriere della sera uscita il 26 Ottobre 1995 si intitolava “Qui Quo Qua non sono orfani”, facendo eco ad un servizio mandato in onda dal TG1 che definiva scoop del giorno la notizia dei genitori di Paperino e dei vari legami di parentela sviscerati dall’albero di Don Rosa.

Un punto di riferimento autorevole

Nonostante esistano diversi alberi genealogici di origini europee e non esista un canone definitivo, l’Albero Genealogico dei Paperi di Don Rosa rimane un punto di riferimento chiaro e autorevole sulle parentele dei Paperi Disney, quindi se avete dubbi sui nomi dei nipoti di Nonna Papera o se volete conoscere i nomi di battesimo dei genitori di Gastone, non dovete fare altro che consultare il preciso e accurato lavoro di Keno Don Hugo Rosa. Inoltre, se volete incontrarlo di persona, mercoledì 15 sarà ospite a Milano presso WOW Spazio fumetto.

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Eleonora Finassi

Eterna indecisa, timida, testarda. Amante di cinema, libri, serie TV e di tutto quello che può allontanarmi dalla vita quotidiana, anche se per breve tempo. Non nutro un semplice interesse per qualcosa, o ne sono ossessionata o niente, non esiste via di mezzo. Sto cercando il mio posto nel mondo.

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