Abbiamo assistito alla presentazione di Driveclub, gioco che uscirà il prossimo Ottobre in esclusiva per Play Station 4, e abbiamo avuto modo di provarlo in anteprima. Come prima opinione possiamo dire che Driveclub è un gioco talmente unico nel suo genere che è stato addirittura coniato un nuovo genere con cui classificarlo: social  racing game. Ma di questo ne parleremo più avanti.
Infatti esistono già centinaia di videogiochi di corse automobilistiche o simulatori di guida, più o meno realistici e per ogni tipo di piattaforma, per intenderci, da Mario Kart a Gran Turismo. Ma Driveclub ha alcuni aspetti che lo distinguono da tutti gli altri videogiochi.

Il primo aspetto che ci ha colpito è l'ambientazione. Ovvio, direte voi, che con la grafica delle console next-gen possiamo riuscire a distinguere i punti neri sul dorso di una coccinella che vola in un campo fiorito. Ma non è questo il punto, con ambientazione intendiamo tutto ciò che circonda la pista, o il tracciato, flora e fauna comprese. Il team di Evolution Studios, che ha sviluppato il gioco, ha passato settimane, se non mesi, a documentarsi sugli tutti gli aspetti che colpiscono la vista, hanno catalogato ogni singolo albero o cespuglio che potevano trovare lungo la strada, hanno guidato per centinaia di kilometri in modo da poter riprodurre l'atmosfera esatta, a qualsiasi ora del giorno, con qualunque condizione meteorologica. Ovviamente non hanno trascurato le automobili, queste sono infatti riprodotte nel minimi dettagli sia dentro che fuori (motore compreso) e sono un piacere sia per l'occhio che per l'orecchio. Anche l'interazione fra vettura e tracciato non è stata lasciata al caso: vengono sollevati polvere e/o detriti, che variano a seconda del tipo di terreno su cui le ruote passano. Inoltre fango e urti non hanno pietà per la carrozzeria dell'automobile.

Lasciamo da parte gli aspetti grafici del gioco e parliamo ora della vera innovazione che Driveclub porta nel mondo dei videogiochi di corse automobilistiche. Abbiamo prima accennato a social racing game, il termine si spiega benissimo da solo e vuole portare il mondo dei videogiochi all'interno del gruppo di tutti i servizi che vogliono creare nuove esperienze basandosi sulle relazioni fra un utente e l'altro, soprattutto, per creare dei gruppi di persone che, nella migliore delle ipotesi, si aiuta a vicenda.

Questo è esattamente ciò che Driveclub si prefigge di fare. L'automobilismo, o attività simili,  sono spesso ritenute degli sport individuali, in qui ogni pilota è solo contro tutti gli altri, ma non deve essere così. E se i risultati in gara contribuissero ad aumentare il punteggio di un gruppo di persone invece che di un singolo? Di sicuro più persone partecipano più il punteggio sarà elevato.
In Driveclub, appunto, l’utente può anche scegliere di giocare da solo, ma se vuole fare la differenza e vincere le gare che davvero contano, dovrà creare il suo club o entrare a far parte di uno già esistente e mettere le proprie abilità a disposizione dei compagni di squadra. Potrà succedere che, e succederà spesso, che debba mettere da parte l’orgoglio e rallentare per favorire un altro membro del suo club che ha totalizzato il punteggio migliore, ma questa non sarà una sconfitta, anzi sarà la chiave per ottenere aumentare il punteggio del proprio club, e più è alto il punteggio più sostanziose saranno le ricompense, e queste ricompense andranno a tutti quelli che hanno contribuito.

Come Driveclub esistono tante altre tipologie di attività che, che può andare dal giocare, al lavorare, al vivere assieme, risultano più proficue e convenienti se vengono svolte in gruppo invece che da soli, sono casi in cui il vecchio chi-fa-da-se-fa-per-tre non vale più. Pensate solo ai fenomeni come il co-housing o il co-working, o anche il car-sharing o i gruppi di acquisto, e a come si stanno diffondendo. E dietro a tutto questo c'è una generazione intera che ha capito che si fa più strada se si condividono le risorse.
Questa generazione è stata nominata Team Generation, infatti secondo la ricerca realizzata da Doxa e commissionata da PlayStation in occasione della presentazione di Driveclub, il 61% dei giovani di età compresa tra i 14 e i 34 anni fanno parte (o hanno di recente fatto parte) di una squadra o di un team, in attività sportive, musicali, sociali e culturali, condividendo abilità, passioni, esperienze e risultati. Infine i dati raccolti da Doxa dicono che, al pari di queste attività, anche il videogiocare in gruppo, o assieme ad amici, o anche online assieme a sconosciuti, ha accolto più consensi che giocare da soli. Stiamo parlando del "multiplayer" ma sappiamo che già conoscete bene questo argomento.

Per concludere, Driveclub è la sintesi di tutti i concetti e di tutti gli aspetti che descrivono la Team Generation. Perché l’unione fa la forza e insieme si vince di più e meglio che da soli.


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damianozanardi

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