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Emma Watson e il caso 4chan: due vittime?

Partiamo dall’inizio.
Circa sei mesi fa Emma Watson è stata designata ambasciatrice di Buona Volontà per le Nazioni Unite e la campagna cui si è dedicata è #HeForShe, un movimento di solidarietà volto a sensibilizzare e coinvolgere attivamente uomini e ragazzi nella battaglia per l’uguaglianza di genere.
La scorsa settimana l’ambasciatrice ha tenuto un ormai noto discorso proprio per promuovere gli ideali di questa campagna davanti alle nazioni unite.
L’appassionato appello si è diffuso viralmente online (per chi se lo fosse perso lo riproponiamo qui) ci piace pensare grazie all’importanza dei contenuti e alla lucidità che ha sfoggiato Emma nel sottolineare elementi del femminismo che spesso vengono travisati e ignorati.
In breve Emma ha spiegato cosa volesse dire femminismo, cioè la convinzione che donne e uomini debbano avere gli stessi diritti. Non ha nulla a che vedere con una presunta superiorità delle donne o con l’odio verso il genere maschile. Anzi, spesso non si tiene in considerazione di come anche gli uomini siano vittime di pregiudizi e stereotipi di genere.L’appello è alla collaborazione di tutti, ricordandoci come non si possa sperare di cambiare le cose se solo la metà della popolazione si sente invitata a partecipare al dibattito sul tema della discriminazione. 
Ma quello di cui vi vogliamo parlare riguarda il caso esploso in seguito alla diffusione del discorso alle UN.
Questa settimana sono spuntati un po’ ovunque diversi articoli che riportavano l’attacco intimidatorio preparato dagli utenti della nota tana di troll 4chan.
Effettivamente sul sito erano presenti diversi messaggi minacciosi nei confronti dell’attrice, dal puro odio verso l’idea di femminismo, all’invettiva umiliante verso Emma, niente di nuovo per il nostro 4Chan.
L’immediato passo successivo è stata la pubblicazione di un sito (il famigerato Emma you are next) con countdown annesso che allo scadere del tempo avrebbe pubblicato foto dell’attrice nuda. 
Evidentemente ispirandosi al recente caso di hackeraggio iCloud con pubblicazione di foto analoghe di note attrici.
Se non fosse bastato, le cose si sono fatte ancora più disturbanti con la diffusione dell’hashtag su Twitter  #RIPEmma insieme alla notizia secondo cui l’attrice sarebbe stata trovata morta in una camera d’albergo, a mò di velata minaccia.
La cosa effettivamente puzzava di bufala (se fossero esistite foto di nudo di Emma come minimo sarebbero già circolate da un pezzo), ma il dispendio di energie nel costruire la cosa ha suscitato un altissimo livello di attenzione.
Tanto che l’obiettivo dell’attacco più che Emma cominciava a sembrare un altro. Possibile che qualcuno abbia costruito tutto questo per screditare 4chan?
Parrebbe proprio di sì. Allo scadere del countdown ovviamente non sono comparse foto di alcun tipo di Emma ma il sito improvvisamente rimandava a un altro, quello di una certa agenzia di marketing virale Rantic. Il sito della Rantic sotto a un gigantesco logo inneggiante alla chiusura di 4chan, aveva una lettera indirizzata al presidente Obama in cui si diceva che l’agenzia agiva per incarico degli agenti delle star al fine di far chiudere 4chan e di sottolineare la necessità di censurare internet.
La firma è del CEO dell’agenzia Brad Cockingham.

Il bello è che appunto non esiste nessuna agenzia Rantic e tantomeno, come potete presumere dal simpatico nome, il signor Cockingham.
Una teoria che sta prendendo piede farebbe capo a una serie di episodi che presentano evidenti similarità con quest’ultimo caso.
Ai tempi della dipartita del cane Brian in Family Guy circolava la promessa di un annuncio speciale, sempre tramite countdown, che si sperava avrebbe riguardato uno spin off con Brian. E anche in quel caso il tutto si era rivelato una bufala a opera del collettivo SocialVEVO.
Social VEVO si è fatto conoscere per la discutibile pratica legata a youtube del botting, che consiste nel gonfiare esponenzialmente le visualizzazione dei video.
Jacob Povolotski, socio fondatore del collettivo e certamente nome falso cui dietro si nascondono più personaggi, nel 2012 aveva gonfiato un suo video rap autoprodotto con 8 milioni di visualizzazione fasulle.
Prevedibile come questo tipo di tecnica abbia portato i suoi guadagni al gruppo, proponendo un modello di business di marketing virale, creando campagne finte per multinazionali.

Come nel caso NASA: nel 1995 era stato annunciato che la NASA avrebbe chiuso tutti gli eventi pubblici in seguito a un grosso taglio del personale. Eppure era comparso un sito con il logo NASA che citava “Remember the 13th” promettendo che quel giorno la più grande scoperta per l’umanità sarebbe stata rivelata.

L’attesa era stata trepidante e anche in quel caso lo scadere del countdown aveva portato all’enesimo video di Povolotski.
Social VEVO insomma sceglie obiettivi che sono già protagonisti dei titoli giornalistici per avere il più ampio impatto possibile e fingono di rappresentare organizzazioni internazionali o multinazionali.
Nel momento in cui ci si rende conto che di bufale si tratta, e le compagnie intervengono, hanno già riscosso l’attenzione mondiale portandosi a casa attenzione e soldi. 
Ecco chi molto probabilmente si cela dietro l’operazione Watson e allo scandalo attribuito a 4chan.
Questa volta la macchina del discredito a quanto pare era mirata alla fucina di internet trends.
Quindi gli utenti di 4chan sarebbero del tutto ignari e innocenti e anzi vittime di una campagna di discredito portata avanti dal collettivo SocialVEVO. Difficile pensare che questo attacco non avrà conseguenze.
Al momento il sito di Rantic è stato hackerato e ci sono diverse gif con banane e la scritta
we are legion, we do not forgive, we do not forget, expect us
e la firma Hacked by Le 9GAG Army, in association with reddit.com/r/Anonymous and Ebaumsworld.com. Che la guerra sia solo all'inizio?

Francesca Giulia La Rosa

Trekker, whovian, whedonian. Non amo le etichette (a parte queste tre). Traduttrice, editor a caccia di errori come fossero punti neri nel tessuto della realtà. A volte, trovo essere me un’esperienza profondamente imbarazzante.

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