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Fantasy Island, dove (non) tutto può accadere | Recensione

3 min


Tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80 andò in onda la serie Fantasy Island negli Stati Uniti, arrivata da noi come Fantasilandia. Nello show i turisti dell’isola potevano vivere i propri sogni nascosti, in un’esperienza unica e spesso rivelatoria. Ora a distanza di anni Fantasy Island torna in una nuova versione più cupa e horror, nel nuovo film realizzato da Blumhouse Productions. Un titolo che ha una base interessante, ma che purtroppo si perde per strada. Vediamo insieme perché.

Di cosa parla il film di Fantasy Island?

fantasy-island-film-horror-blumhouse-recensioneCinque turisti arrivano su un’isola paradisiaca a bordo di un aereo, dopo aver vinto un viaggio premio. Ad accoglierli c’è il signor Roarke, loro anfitrione, che racconta loro qualcosa dell’esperienza che si preparano a vivere. L’isola infatti non è semplicemente una località lussureggiante in cui passare le vacanze, ma molto di più.

Ognuno di loro avrà quindi la possibilità di vivere una delle proprie fantasie, anche le più irrealizzabili. Ci sono però due regole chiave da rispettare, enunciate nella prima sera dal signor Roarke. La prima è che a ogni ospite è concessa una sola fantasia. La seconda è che una volta avviata, dovrà giungere necessariamente alla sua naturale conclusione. Da qui gli avvenimenti prenderanno piano piano una piega imprevista, sempre più oscura

Il concept alla base, dicevamo, è piuttosto brillante. L’idea di assistere a quello che succede quando si realizzano le proprie fantasie offre tantissimi spunti narrativi, dal fatto che spesso i risultati non sono quelli che vorremmo, all’avidità che ci porta a non accontentarci, fino addirittura a una riflessione sulla crudeltà dell’uomo quando crede di non avere conseguenze.

Peccato però che tutto si sviluppi in una sceneggiatura davvero debole. I dialoghi in particolare, fin dai primi minuti, sono piuttosto banali, ricorrendo a formule ricorrenti e con personaggi che è facile incasellare per la maggior parte nei tipici luoghi comuni dell’horror. Il tutto per portare a un finale che poteva dare molto di più, con i diversi colpi di scena che appaiono confusi e poco coerenti con il resto della pellicola.

Tante buone idee, ma male organizzate

fantasy-island-film-horror-blumhouse-recensioneGià, perché le idee che colpiscono non mancano. Le diverse fantasie degli ospiti ad esempio, prestano il fianco a un’interpretazione metacinematografica che andava forse valorizzata di più. Ognuna di esse si ricollega a un diverso genere della settima arte e l’impostazione di regia e fotografia cambia proprio per seguirne le trasformazioni. Un tocco affascinante che però purtroppo cade nel vuoto.

Allo stesso modo, è divertente vedere come si rapporti alla serie originale. L’idea di sviluppare un film horror da Fantasy Island è quel tipo di bizzarro che può risultare brillante e i legami con lo show sono davvero più di quanti si possa pensare. Il gioco di riferimenti è incastrato ottimamente nella pellicola e risulta invisibile per gli spettatori che non conoscono la serie, non disturbandone (quasi) mai la visione.

Tuttavia, il diavolo è nei dettagli, come si dice. E così, il risultato finale pur con un terreno fertile, non risulta soddisfacente. Sono troppe le scelte dei personaggi che risultano decisamente forzate e tante altre sono difficilmente comprensibili a posteriori.

Poco da rilevare sugli altri aspetti della pellicola. Il cast si dimostra in generale solido sebbene non particolarmente entusiasmante. In particolare Michael Peña sembra piuttosto frenato nella sua interpretazione del signor Roarke, soprattutto con il proseguire delle vicende. Jeff Wadlow in cabina di regia tira fuori invece qualche guizzo interessante, come si diceva più sopra, ma purtroppo a questi non viene dato un seguito concreto.

Fantasy Island, un film che non ha realizzato la sua fantasia

fantasy-island-film-horror-blumhouse-recensionePer concludere, il nuovo titolo prodotto da Blumhouse Productions nasce con un concept davvero affascinante, da cui si poteva trarre molto di più. Purtroppo però il risultato non convince, cadendo in troppe trappole comode, in contrasto con la brillante idea di partenza. Nel finale da l’idea di potersi riprendere con alcuni colpi di scena inaspettati, ma a conti fatti questo non risulta pulito e chiaro come vorrebbe essere. Il film di Fantasy Island può divertire per una serata senza troppo impegno, ma è ben lontano dai picchi raggiunti da questo studio con altri titoli.


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Mattia Chiappani

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Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.
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