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Fast & Furious, una saga fraintesa

3 min


Ad Aprile uscirà l'ottavo film della saga di Fast & Furious, The Fate of the Furious. Iniziano ad venire lanciati trailer e materiale pubblicitario, che stiamo seguendo con una certa curiosità. Una curiosità che un po' ci inquieta, che non riusciamo a spiegarci.
Si può dire tutto di una saga come Fast & Furious, ma di certo non che sia nerd. Suvvia, per capirlo basta immaginare di chiedere al soggetto medio, che entra nella sala il giorno dell’uscita dell'ottavo film, perché si trovi lì. La sua risposta probabilmente conterrà i seguenti punti: macchine veloci, macchine costose, muscoli, qualche termine giovane per indicare donne di bell’aspetto, tizi muscolosi che guidano macchine veloci e costose con suddette donne, e simili. Quindi caso chiuso, Fast & Furious non è nerd. Però a pensarci bene questa spiegazione ci sa un po’ di stereotipo, per non parlare del fatto che, se abbiamo fatto queste osservazioni sullo spettatore medio, significa che anche noi eravamo lì quella sera. E cosa ci facevamo? Potremmo dire che siamo capitati al cinema e ci andava di vedere un film leggero, effetti speciali, qualche gara automobilistica che non dispiace mai, ma non sarebbe proprio tutta la verità. La verità è che abbiamo guardato tutti e 7 i precedenti film, ci sono piaciuti, e abbiamo atteso quasi impazientemente l’uscita dell'ottavo. Non siamo a livelli di attesa  tipo “The Avengers”, “Lo Hobbit” (o quello che vi pare), però c’è stato un certo feeling. Non sarà mica che Fast & Furious un po’ nerd lo è?
Possiamo imputare parte delle anomalie rilevate dal nostro nerd-detector alla presenza di Vin Diesel. Pochi infatti sanno che sotto tutti quei muscoli e quell’espressione da bruto si trova un giocatore super accanito di D&D, amante di Tolkien e patito di sci-fi (I Am Groot!). Tuttavia non basta, c’è qualcosa di più, e forse per arrivare al succo della questione dovremmo prendere spunto proprio da Vin Diesel, distruttore di stereotipi di professione
Siamo tutti d’accordo sul fatto che gran parte di coloro che hanno guardato almeno un Fast&Furious lo hanno fatto per le scene di corse automobilistiche: chiaramente la produzione del film spende un bel gruzzolo in stuntman, automobili, effetti speciali, ragazze di corredo, per garantire l’epicità di quelle tre o quattro scene. Portano incassi e quindi molta enfasi viene messa su di esse, ma non ci si può fermare a questo. Occorre forse tornare un po’ indietro, al 2001, quando uscì il primo film della saga, con alle spalle molto meno budget e molti meno sfarzi accecanti, per capire la vera natura della storia. Fondamentalmente racconta di un gruppo di fan sfegatati delle automobili. Abbiamo da una parte i ladri, dall’altra lo sbirro, ma le auto non sono uno strumento del loro lavoro, o un semplice espediente per poter inserire scene ganze con gli stuntman. Le auto sono la loro passione. La trama di Fast&Furious, nonostante gli alti e bassi, non è una cornice con l’unico scopo di dare un po’ di sostegno alle sgommate e agli inseguimenti. La trama di Fast&Furious sono le automobili, perché questo è il paradiso dei protagonisti, l’ambiente in cui si sentono a proprio agio, in cui si svolgono le loro vite. E poi c’è la cornice: le gare, gli inseguimenti, le auto che volano dai palazzi, le camere blindate trascinate in giro per le città, perché queste cose piacciono, portano la gente al cinema e, alla fine, perché no?
La differenza può sembrare banale, alla fine a chi importa cosa è la cornice e cosa è la trama, ognuno vede quello che gli pare, ma se ci si pensa bene  magari è proprio questa formula vincente che ha portato Fast & Furious a diventare la serie di film campione di incassi che è ora, mentre altri progetti, magari partiti con più budget, gare automobilistiche più curate, auto più costose,  sono finiti nel dimenticatoio, o non hanno avuto seguito. Forse in fin dei conti la fortuna di questa saga è proprio il suo essere nerd, il fatto che i protagonisti non sono dei tizi a caso che guidano macchine milionarie, ma dei giganteschi (fisicamente e figurativamente) nerd delle auto. Persone che si spingono oltre ogni limite per passione, oltre che per la loro famiglia, per lealtà, amore e tutti gli altri temi sicuramente importanti e centrali nella trama. Insomma, la nostra definizione di nerd, nonostante le apparenze ingannino. Chiaramente non stiamo dicendo che apprezzare F&F è o non è nerd, ma semplicemente che la vera natura di questa saga, in realtà peculiare e interessante, con personaggi tutt’altro che stereotipati, viene quotidianamente banalizzata in “qualche Ferrari, ragazze in bikini e un paio di sgommate”. 
 

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6 Comments

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  1. Se me la metti così, mi fai quasi venir voglia di guardarlo. E dire che tutti i memes con Vin Diesel e le frasi da duro del Bronx quella già di per sé poca voglia me l’avevano distrutta.

  2. Sono d’accordo con ogni virgola, Fast&Furious è diventata una delle mie saghe preferite…senza contare che gli ultimi film sono sostanzialmente film della Marvel.

  3. Si anche io ero scettico perché non ho la passione per le auto, ma mi hanno convinto a vedere tutta la serie ed è davvero fatto bene! Tutto quello che dice Giada è verissimo, e poi dal quinto capitolo diventa di un tamarro allucinante! Spiace solo per Paul Walker che era un grande, lui e Vin Diesel erano davvero come una famiglia, non solo sul set.

Giada Rossi

Laureata in Astronomia, aspirante Astrofisica. Curiosa di natura. Scrivo soprattutto di scienza, ma preferisco parlare di cani buffi.
        






      





 
















 
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