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Game of Thrones: fra i costumi e la pelle | Ago e Film

Diamo il benvenuto ad Ago e Film: una nuova rubrica dedicata ai costumi di film e serie tv. Iniziamo da Game of Thrones

Game of Thrones è ormai terminato, eppure il web ancora non ha smesso di parlarne. In ambito cosplay la serie non è mai stata così popolare, con ormai otto stagioni e decine di straordinari costumi a cui attingere. La community degli interessati già studia ed inizia a progettare la propria versione del capo più chiacchierato dell’ultima stagione, indossato dal personaggio di Sansa Stark. Una miriade di articoli sul significato nascosto dei costumi di Game of Thrones è stata riesumata ancora una volta per mettere in risalto lo straordinario lavoro alle spalle di quelli che possono essere annoverati fra i più alti esempi di design del costume per la televisione. Persino YouTube pullula di video in cui vengono analizzate cromie e tagli e messi a confronto i pezzi indossati da antagonisti, amici, connazionali. Cosa scrivere, quando è già stato detto così tanto?

Le sottostrutture nei costumi di Game of Thrones

Uno degli argomenti più interessanti per chi intende replicare uno di questi costumi, ma anche soltanto per i curiosi, è un insieme di sottigliezze che non salta subito all’occhio: le sottostrutture.
Per “sottostrutture” in questo articolo verranno intesi tutti quegli indumenti non visibili che vanno ad alterare in qualche modo l’aspetto di quanto indossato all’esterno. Queste sono la chiave per le silhouette specifiche di moltissimi abiti fantasy, di quasi tutti gli abiti storici, e di tantissimi abiti di alta moda. E in fin dei conti GoT è un po’ tutto questo: è sicuramente un fantasy, è un po’ storico, perché va a pescare elementi e tecniche della storia del costume, ma è anche coerente alla sua stessa storia, avendo elementi distintivi per ciascuna regione e alla storia pregressa; ed è sicuramente più haute couture di moltissime serie, in quanto la costumista, Michele Clapton, ha un background di quel tipo.

La Sottogonna

Il primo elemento di cui andiamo a parlare è la sottogonna. Una buona sottogonna in cotone viene spesso considerata superflua perché economica, semplice e non visibile, ma è davvero un segreto fondamentale per un costume dall’aspetto professionale. Quando il tessuto di una gonna si muove e si poggia direttamente sulle gambe, rivelandone la forma, dà immediatamente l’idea di un costume povero anche quando la gonna è molto ricca. Come fare a vedere se c’è? Ecco un trucco utile: senza strati sottostanti, la linea che scende dal punto più ampio dei fianchi a terra è come un filo a piombo, mentre in un abito ricco va leggermente ad aprirsi. Se la gonna va ad aprirsi…c’è sotto qualcosa! Un secondo trucco è quello di cercare di scoprire dove sono le ginocchia mentre un attore cammina. Se entrambe queste spunte vengono segnate quasi sicuramente siete davanti ad una sottogonna!

Ma se nelle scene di nudo non si vede?”.
Non è detto che non ci sia. Le scene di sesso sono sicuramente molte in questa serie, e un cosplayer attento le guarda con occhio molto diverso dagli altri: osserva l’interno degli abiti, le chiusure, cosa viene indossato sotto, che consistenza hanno i capi quando vengono tolti.
In molte di queste scene gli abiti scivolano di dosso senza mostrare nulla sotto. Com’è possibile? Ricordiamo che gli abiti sono utilizzati per descrivere un personaggio! Un busto dà al pubblico un’idea di costrizione e non descriverebbe la personalità lasciva di quel momento e quel contesto. Può essere che fra un’inquadratura ed un’altra alcuni strati non direttamente visibili vengano aggiunti e rimossi per esigenze di scena, come vedremo per Cersei.

Questione di fianchi

Alcuni costumi hanno poi delle ulteriori sottostrutture che vanno ad ingrandire i fianchi. Potremmo chiamare queste imbottiture “panier”. In realtà i panier originali, quelli del diciottesimo secolo, hanno la stessa funzione, ma non sono creati con imbottitura. Esistono imbottiture storiche che si chiamano “bum roll” o “faux cul”, ma vanno a circondare tutta la figura, anche dietro, e non vanno ad agire solo sui fianchi. Concediamoci una licenza e chiamiamo queste imbottiture “panier”.
Le vediamo solo in abiti di corte, e possiamo quindi interpretare la loro presenza come qualcosa che indichi un evento particolare, qualcosa “di rappresentanza”: il vestito che Sansa indossa per il matrimonio con Tyrion, quello che Cersei indossa quando va a trovare in prigione Ellaria e quando siede sul trono, e quello indossato da Margaery per il matrimonio con Tommen.

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Non sono fianchi larghissimi, giusto quell’imbottitura che basta per fare sì che il vestito attorno al bacino sia più largo che profondo. Il vestito di Margaery fa eccezione, perché la sporgenza è ottenuta con pieghe del tessuto, così rinforzate da rimanere tridimensionali.
Va notato come tutti e tre si aprano quasi a cono, rendendo le imbottiture un po’ più ardue da identificare (ecco, vedete la sottogonna come rende tutto più armonico allargando il fondo?). Senza questo stratagemma tali costumi sarebbero assolutamente simili agli altri, per quanto riguarda la silhouette.

Crinoline, sottostrutture per eccellenza

Ma nei costumi di Game of Thrones si fa uso anche di crinoline! Cos’è una crinolina? È solitamente una gonna a cui sono cuciti dei cerchi di materiale rigido. Si chiamano così perché in principio erano gonne rinforzate con tessuto fatto di crine di cavallo, la crinolina appunto, per poi allargarsi sempre di più con cerchi di vimini ed infine acciaio armonico, rimasto fino ad oggi.
La cosa da ricordare è che sopra alla crinolina e sopra alle imbottiture va sempre (sempre!) almeno una sottogonna (e per gli abiti storici non è insolito utilizzarne anche due o tre). La sottogonna fa sì che non si abbia quell’antipatico effetto di cerchi che si vedono da fuori, come le costole in una persona denutrita, e tiene il fondo in linea con il resto, senza che cada a piombo rivelando l’ultimo cerchio. Una vera panacea del costume.
Due vestiti che usano questo stratagemma sono l’altro abito da sposa di Sansa, per il matrimonio con Ramsay e l’abito di Cersei per l’incontro al vertice dei sette regni, alla fine della settima stagione.
In quello di Sansa è palese: si apre come una campana. Quello di Cersei è ingannevole: quando si siede la gonna di tessuto metallico si drappeggia in ampie pieghe alla caviglia. Tuttavia quando cammina potete ben osservare come l’abito si muova a campana, come resista dal cedere e aderire al corpo, come se all’interno ci fossero dei cerchi.

È possibile che abbiano filmato la camminata con i cerchi, e abbiano rimosso la sottostruttura per le inquadrature da seduta, così che il vestito non assumesse forme strane.
Di crinoline se ne possono fare di ogni forma e dimensione: variando il diametro, il numero ed il posizionamento dei cerchi è possibile ottenere moltissime diverse silhouette, quindi non pensate che perché non vedete una gonna da principessa Disney sia da escludere un supporto a cerchi.

Il corsetto c’è, e si vede

Ultimo, e forse il più sottovalutato è il corsetto, o in questo caso busto. Busti che non si fermano sotto al seno, ma che lo supportano senza poi spiccare in alto, somigliantissimi ai busti in uso nel diciottesimo secolo. Oppure corsetti che lisciano i fianchi, stringono il punto vita e separano i seni, sorreggendoli, dando una forma armonica. Mai underbust, e mai corsetti che superino la porzione più larga del seno in altezza (overbust con linea a cuore), così sorreggono e sagomano senza essere individuabili.
Ne fanno uso tutti i maggiori personaggi femminili: un busto stabilizza la figura, fa da guscio rigido a tutte le parti molli dando una base geometrica su cui lavorare. Non serve sempre stringerlo come per il vitino di vespa dell’abito di Sansa nel finale della serie.
Osservate poi Daenerys: ricordate la silhouette a pera vista nelle scene di nudo? Ricordate che forma avevano i seni sotto all’abito semitrasparente con cui viene presentata al futuro marito? Non combaciano con la figura delle ultime stagioni, con un vitino stretto e il seno sollevato. Possiamo vedere chiaramente che sotto al vestito che va a fare da base ai cappottini delle ultime due stagioni c’è un corsetto!

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Purtroppo per Cersei non possiamo fare lo stesso ragionamento: nella walk of shame hanno utilizzato il corpo di un’altra donna, in quanto Lena è coperta di tatuaggi ed era, al tempo, incinta. Però tutti i suoi abiti stretti con l’ampio collo ad imbuto non potrebbero stare su senza essere rinforzati con tessuti appositi, steccati, e indossati a loro volta sopra ad un corsetto. È per questo che sono così puliti e che non vediamo lacci da nessuna parte.

Insomma, quando farete un rewatch di Game of Thrones, magari per pianificare il vostro prossimo cosplay, osservate con molta attenzione i costumi, e ricordate i miei “trucchi del mestiere”!

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Grimilde Malatesta

Artista a tutto tondo. Laureata in fisioterapia e finita quasi per caso a fare di maniche a sbuffo e sete il suo lavoro

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