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Gas serra e riscaldamento globale: un cane che si morde la coda.

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Orma sappiamo con lampanti evidenze scientifiche che il pianeta su cui viviamo sta andando incontro ad un repentino aumento delle temperature. La questione del riscaldamento globale è ormai uno dei temi più importanti e studiati del mondo scientifico, sia per l’effetto che questo enorme evento potrebbe avere sulle nostre vite, sia perché risulta in un cambiamento senza alcun precedente nella storia del nostro pianeta. Per questo il dibattito sul cambiamento climatico è sempre più aperto ed acceso. E’ importante capire a fondo i reali meccanismi che governano questo problema, per capirne la reale portata e per poterlo affrontare con informata intelligenza.
Il clima è un qualcosa mutevole, è sempre cambiato. Il motore di questo cambiamento sta tutto nell’energia, la radiazione, che riceviamo dal Sole ogni giorno, e che non è affatto costante. Gli esempi possono essere i più disparati, anche in tempi relativamente recenti, si va da quella che è conosciuta come le piccola era glaciale del  XVI-XVII secolo, che è stata caratterizzata da una lieve diminuzione della radiazione solare, per passare al periodo medievale, attorno all’anno 1000 quando una radiazione particolarmente intensa ha aumentato le temperature per diversi anni. Sono molti i fattori che possono influire sull’arrivo dell’energia solare, basti pensare alle eruzioni vulcaniche di grande intensità che buttano in atmosfera una elevatissima quantità di particelle di zolfo, che con la loro capacità di schermare la radiazione solare in entrata, possono raffreddare l’atmosfera anche per anni. Basta davvero poco per modificare le dinamiche dell’atmosfera terrestre. Ma se il clima è sempre stato così variabile, come facciamo con tanta certezza ad essere sicuri che questo aumento delle temperature sia dovuto all’uomo?


Sì è osservato un aumento della CO2 atmosferica dall’inizio dell’era industriale ad oggi. L’anidride carbonica, insieme al vapore acqueo ed al metano sono tre dei principali gas legati all’effetto serra. Queste molecole, naturalmente presenti nell’atmosfera, a determinate concentrazioni, mitigano la temperatura terrestre: altrimenti avremmo differenze di temperatura tra giorno e notte di più 30°C. Quando i raggi solari entrano in atmosfera colpiscono la superficie che, oltre a venire scaldata, ne riflette una parte sotto forma di radiazione infrarossa. I gas serra assorbono questa radiazione e la riemettono in tutte le direzioni ributtandone una parte verso la terra. In questo modo si comportano come una sorta di coperta fatta di atmosfera. Viene da se che se  la coperta diventa sempre più spessa, sulla Terra farà sempre più caldo. Questo aumento di C02 perfettamente coincidente con l’inizio dell’utilizzo di combustibili fossili, che bruciando rilasciano appunto anidride carbonica, ha messo in allerta la comunità scientifica, che ha cominciato a cercare prove concrete  della  possibile connessione “ > CO2 da attività umane = aumento di temperatura”. Dopo tanta ricerca, adesso sappiamo fuori da ogni possibile dubbio, che è proprio l’uomo, con le tecnologie conseguenti la rivoluzione industriale, l’artefice di questo cambiamento di clima e temperature talmente veloce ed intenso da non avere precedenti in tutta la storia della Terra. E le evidenze sono molteplici: la composizione isotopica del carbonio in atmosfera, ad esempio, coincide con quella caratteristica che si avrebbe da una reazione di combustione della CO2. Anche la diminuzione dell’ossigeno nell’aria (che comunque resta naturalmente preponderante in atmosfera) risulta perfettamente coincidente con quella necessaria per bruciare carbone o altri combustibili fossili. Insomma il riscaldamento globale è reale ed è stato scientificamente provato essere causato dall’uomo.
Ma di quanto questo aumento di CO2 antropica ha incrementato le temperature? Di circa 1 grado nel giro del XX secolo, ci stiamo avviando verso il secondo. Sembra poco direte voi, ma dobbiamo valutarlo in funzione dei tempi della Terra. La differenza  in temperatura fra ere glaciali ed interglaciali ad esempio, è sempre stata all’incirca di 5-6 °C ma parliamo di periodi intervallati tra loro da centinaia di migliaia. In meno di mille anni, abbiamo guadagnato un grado, in meno di 50, dicono i modelli, arriveremo al secondo. Ci stiamo velocemente dirigendo alla temperatura dell’era Giurassica, quando sul pianeta, in 50 milioni di anni di scambi atmosferici, si era creata una temperatura di circa 6 gradi più alta di quella attuale ed il mondo era dominato da rettili, animali amanti del calore per eccellenza. Solo che lo stiamo facendo qualche migliaio di volte più veloce. 
Ma l’attività umana è quindi così intensa da causare cambiamenti più veloci di quelli mai avvenuti nella storia? In parte sì. Siamo passati da una concentrazioni di CO2  atmosferiche di circa 315 ppm (particelle di co2 per milione di particelle di aria) negli anni ’50 a 404 ppm nel 2017. Un valore altissimo se contiamo che prima dell’avvento dell’uomo, le oscillazioni in anidride carbonica non superavano le 300 ppm. La miccia però realmente scatenante l’aumento di temperatura sono una serie di meccanismi con  effetto di  feedback positivi, una sorta di auto-alimentazioni ed auto-amplificazioni intrinseche nella natura e dovute alla presenza dei gas serra. Ad esempio, alte concentrazioni di gas serra risultano in una maggior temperatura, che a sua volta risulta in un suolo ed in acque più calde. Un suolo più caldo lascia proliferare i batteri decompositori che per ciclo biologico espellono grandi quantità di CO2,  aumentandone ulteriormente la concentrazione. Ugualmente acqua e temperature più calde, aumentano la capacità dell’atmosfera di contenere vapore acqueo (il maggiore dei gas serra), che sarà prodotto in grandi quantità per evaporazione verrà raccolto in concentrazione sempre maggiori amplificando di volta in volta il ciclo.  La stessa cosa vale per i ghiacci: maggior calore significa minor ghiaccio, minor ghiaccio significa minor superficie in grado di riflettere al mittente i raggi solari e quindi più superficie da scaldare che produrrà ancora più calore. Un cane che si morde la coda in sostanza. Un circolo che più va avanti più si intensificherà in forza e velocità.
Questo, brevemente,  è ciò  che è necessario sapere per essere realmente consapevoli dei meccanismi che governano il riscaldamento globale. Il conseguente clima altamente instabile, produrrà cambiamenti repentini nel regime delle piogge e nei cicli atmosferici, risultando in siccità, alluvioni, tempeste ed eventi catastrofici che  tutti noi ben conosciamo e che già stanno minando l’integrità del nostro stile di vita.  Per questo vorremmo continuare ad analizzare con voi questi fenomeni in questi mesi, entrando nel dettaglio delle conseguenze a breve e lungo termine e delle politiche, dei trattati, degli interessi legati al tema del problema ambientale. Per questa parte introduttiva è tutto, so stay tuned e fateci sapere cosa ne pensate!

http://www.ipcc.ch/ 

http://www.ipcc.ch/report/ar5/wg1/docs/WG1AR5_FAQbrochure_FINAL.pdf 

http://www.ipcc.ch/report/ar5/wg1/docs/WGI_AR5_2013_Poster.pdf

https://climate.nasa.gov/evidence/


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Eleonora Beccari

        






      





 
















 
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