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Gavin Verhey: come nasce un set di Magic The Gathering

Il Senior Magic Designer si racconta in occasione di Lucca Comics&Games

LUCCA – Tra i vari ospiti di rilievo presenti per l’edizione 2019 di Lucca Comics&Science, molti di noi in redazione erano particolarmente emozionati per la presenza di Gavin Verhey, ovvero un Senior Designer responsabile di molti tra gli ultimi set usciti per il gioco Magic: The Gathering. In occasione di alcuni incontri, ci ha potuto quindi spiegare alcuni retroscena sull’ultimo set da lui ideato, ‘Il trono di Eldraine’ e sul processo necessario alla creazione di una nuova espansione, oltre che a raccontarci della sua carriera e condividere il suo entusiasmo (ma ben poche informazioni!) sulle prossime uscite di Magic.

Gavin Verhey e il genio dietro Magic

Gavin Verhey ha solo 29 anni, ma è considerato un genio per quanto riguarda il mondo di Magic: The Gathering. Fin da quando da piccolo ha cominciato a giocare a questo gioco, infatti, il suo sogno è stato quello di lavorare alla sua creazione ed espansione.

press cafe Gavin Verhey

Gavin aveva le idee chiare fin da giovanissimo: ci ha raccontato del suo incontro fatale con Randy Buehler, a soli 11 anni, da cui ha ricevuto le “istruzioni” per diventare un designer: laureati, diventa un giocatore professionista, fatti notare. Tutta la sua carriera si è sviluppata con questo obiettivo: da amatoriale è diventato presto un professionista, tanto da riuscire a pagarsi da solo l’università con i soldi guadagnati giocando. Poi, per “farsi notare”, ha pensato bene di inventare un nuovo formato, che ha chiamato “overextended”, battendo di qualche mese il lancio di Modern. Nel 2011 è finalmente entrato nel team Design e Sviluppo di Wizards, e da allora non ha fatto che sfornare un’espansione dopo l’altra, prima come membro del team e poi come responsabile. Fra i set realizzati con quest’ultimo ruolo ricordiamo “Archenemy: Nicol Bolas“, “Commander 2017“, “Battlebond” e infine il nuovissimo “Il trono di Eldraine”.

Creare un set di Magic

Ma come si crea, nella pratica, un set di Magic? Serve innanzitutto molto tempo. “Dall’inizio alla fine, ci vogliono circa 3 anni. Ma alcune idee per dei set mi sono venute anche 6 anni prima della loro effettiva uscita” ci dice Gavin.

Il design segue degli step abbastanza precisi, di cui il primo è quello Esplorativo. Per esempio, per “Il trono di Eldraine”, è nato tutto dall’idea di voler far incontrare il mondo delle favole con quello cavalleresco di Camelot. Solo dopo aver definito questo ‘spirito’ del mondo da creare si passa poi al definire le varie carte e le varie meccaniche. In un processo che dura circa 6 mesi, vengono pensate anche 30 meccaniche possibili da inserire in quel set.

creazione carta Gavin Verhey Magic The Gathering

Di queste la maggior parte viene scartata, nel mentre che si definisce quali meglio si sposano con il mondo immaginato. È solo a questo punto che si cominciano ad progettare le varie carte capaci di sfruttare le suddette meccaniche. In fase di test, le carte non sono molto di più che dei cartoncini con delle scritte, quanto basta per provarle e vedere se effettivamente le dinamiche immaginate funzionano. Anche delle carte la stragrande maggioranza verrà scartata, o comunque cambiata in fase di finalizzazione.

Quando le carte sono definite, e il set è quindi praticamente finito, manca ancora un anno di attesa alla sua effettiva uscita. Wizards ha infatti pronti già in anticipo tutti i set dell’anno successivo, per gestirne al meglio la promozione e la distribuzione. “Il prossimo anno di Magic è praticamente pronto” ci confida Gavin.

Il Trono di Eldraine

Entrando un po’ più dettaglio riguardo la creazione de ‘Il trono di Eldraine’, Gavin ci ha spiegato come l’idea di un set di questo tipo sia nata dall’incontro di altre due idee: da una parte la voglia di fare un set di tipo fantasy, dall’altra quella di provare a mettere nel gioco le favole tradizionali.

il trono di eldraine

Questi due elementi quindi coesistono all’interno dell’espansione, con cinque corti di cavalieri dai colori e le caratteristiche diverse e tutta una serie di creature (fate, nani, elfi) tipiche di entrambi i mondi. Alcune magie richiamano elementi favolistici, come il ‘bacio del vero amore’ o la nuova meccanica che permette di mandare ‘all’avventura’ alcune carte, e permettono di provare uno stile di gioco totalmente nuovo.

Ma come si fa ad essere sicuri, con un set così variegato e ricco, che le carte siano comunque riconoscibili come parte dello stesso mondo? Per questo tipo di necessità, legata soprattutto all’aspetto delle carte, per ogni espansione viene creato una specie di art book di più di 100 pagine, dedicato proprio a mettere alcuni paletti in termini di estetica e atmosfera nel mondo descritto.

castello Magic The Gathering Gavin Verhey

Tutti gli edifici e i paesaggi per le terre, tutte le creature e le razze coinvolte, sono descritte e illustrate da un team artistico dedicato, in modo che poi i vari disegnatori abbiano una reference precisa a cui fare riferimento durante l’illustrazione delle carte.

Nel caso de ‘Il trono di Eldraine’, nel libro, chiamato ‘Archery: Fall 2019 World Guide‘ (dove Archery era il nome in codice del set), sono illustrati i vari castelli da ogni angolazione, la codifica cromatica delle varie corti di cavalieri e le differenze all’interno di una stessa razza a seconda del colore di appartenenza. Per esempio, le fate possono essere bianche, blunere: le prime sono eteree e angeliche, le seconde sono vere e proprie fatine dei boschi, mentre le terze sono demoniache, con ali di insetto e ingannatrici.

nani Magic The Gathering Gavin Verhey

Delle varie razze è anche specificato il comportamento e il modo in cui devono essere disegnate: ad esempio, i nani di Eldraine sono dei lavoratori, da ritrarre sempre con attrezzi e strumenti e mai in pose buffe o impacciate.

Il futuro di Magic

Una persona così protagonista del mondo di Magic non può che avere delle opinioni decise sul futuro di questo gioco. Gavin è infatti un convinto sostenitore dell’aspetto ‘gathering’ (adunanza) di Magic, ovvero della capacità di far incontrare di persona giocatori anche molto diversi e riunirli con un’unica passione.

Magic Arena Gavin Verhey

Ancora oggi, [quando vado all’estero] cerco di conoscere persone nuove giocando a Magic“. Anche a Lucca stessa, infatti, si è reso disponibile per un Meet&Greet con i fan, dove questi ultimi hanno avuto la possibilità di giocare con lui. Ci abbiamo provato anche noi, e siamo stati sculacciati in scioltezza dal suo mazzo Commander capitanato da Merieke. Non vuol dire, però, che disprezzi la versione online del gioco, ovvero Magic Arena.

Secondo lui, infatti, il videogame non sta portando via le persone ‘dai tavoli’, ma sta invece permettendo a quelle persone che lavorano e hanno tempo libero solo la sera di rimanere a contatto con il gioco. Inoltre Arena sta dando nuova linfa all’interno del team creativo in Wizards, con un intero piano della sede centrale dedicato alla creazione delle animazioni.

Gavin è anche l’architetto della pletora di futuri prodotti dedicati al formato Commander in uscita per il 2020. Proprio in contemporanea con Lucca è stato pubblicato un video nel canale YouTube di The Command Zone in cui il designer elencava tutte le novità. Da super appassionati (qui la nostra guida al formato!), non abbiamo potuto trattenerci dal punzecchiarlo per ottenere qualche informazione in più, ma oltre a una vagonata di genuino entusiasmo siamo riusciti a ottenere ben poche anticipazioni! A niente sono valsi i nostri occhioni dolci mentre gli chiedevamo almeno di confermarci che il nuovo Barone di Sengir annunciato per Commander Legends sia mononero…a niente, salvo questo impagabile scatto in posa “vampirica”!

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Giovanni Natalini

Chi mi conosce mi definisce come una persona 'entusiasta' e 'appassionata': scienza, tecnologia, ma anche fumetti, podcast, meme, Youtube e videogiochi. A tempo perso, sto finendo una laurea magistrale in Ingegneria Elettronica.

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