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Intrattenimento

Gli ammazzagiganti: affrontate i vostri mostri

I giganti sono dei mostri enormi, inarrestabili, dalla forza sovrumana invincibile. Sono esseri molto antichi e potenti. Però spesso strutture così colossali e formidabili hanno dei punti deboli, dei punti che se colpiti provocano un crollo strutturale, e quello che prima ci era sembrata la fine del mondo, alla resa dei conti giace davanti ai nostri occhi sgonfio, una pelle svuotata.
Questo, si intende, succede se siamo dei guerrieri all’altezza della prova.
I giganti sono figure mitologiche che hanno attraversato nei millenni diverse epoche e culture fino ad arrivare al mondo moderno. Per gli antichi greci rappresentavano una minaccia per gli stessi dei che, essendosi quasi giocati l’Olimpo, ne erano terrorizzati.
Ai nostri giorni i giganti sono sopravvissuti nelle favole come Jack e la pianta di fagioli, e ricordiamo il famoso rifacimento Disney Topolino e il fagiolo magico, con Topolino nei panni dell’intrepido Jack e un impareggiabile Paperino. Quest’anno uscirà un nuovo adattamento cinematografico della favola Il cacciatore di giganti dove Jack, fedele alla storia popolare, dovrà sconfiggere una implacabile razza di giganti volta alla distruzione dell’umanità, guadagnandosi l’amore di una principessa. Il film che vede alla regia Bryan Singer, e come interpreti Nicholas Hoult, Eleanor Tomlinson e Ewan McGregor uscirà in Italia il 28 Marzo.
Nel 2010 la Bao ha pubblicato in Italia un fumetto prodotto dalla Image I kill giants di Joe Kelly e Jim Ken Nimura.
Barbara Thorson è una bambina di quinta elementare con una passione per Dungeons & Dragons; a scuola è bersaglio di bulle che la tormentano e a casa una terribile minaccia misteriosa incombe. Lei però ha una missione: trovare e uccidere i giganti. I presagi tutto intorno a lei sono ormai molto chiari: i giganti stanno tornando, e la giovane Barbara è pronta a combattere, con l’aiuto del suo martello Coveleski, il distruttore di giganti.
È chiaro che Barbara sfugga a una realtà difficile rifugiandosi in un mondo fantastico, ma non significa che quello che solo lei riesce a vedere non esista. 
Tutto quello che sta arrivando nel mondo di Barbara, annunciando la propria venuta con mille presagi e avvisaglie, non potrà essere evitato; non è possibile rifugiarsi sempre in un posto sicuro.
I giganti vanno affrontati, è l’unico modo per poter sopravvivere e andare avanti, perché i giganti vengono per noi e non possono essere fermati e sconfitti da nulla se non da noi stessi.
Barbara è una ragazzina che vede il mondo attraverso gli occhi di una giocatrice di ruolo e i mostri che si trova attorno quotidianamente si incarnano, anche, nei bulli a scuola.
Come in D&D i giganti ti si possono sempre parare davanti mettendoti i bastoni tra le ruote solo per il piacere di farlo. Anche se a volte nemmeno loro hanno la più pallida idea del perché gli stai sulle palle e vogliono annientarti (e umiliarti), evidentemente solo per il fatto che esisti. 
Le guerre che ognuno deve intraprendere contro i propri giganti sono funzionali a crescere affrontando la vita. Non possono essere ostacoli troppo facili.
I giganti possono avere comunque dimensioni variabili di altezza e possanza, e Barbara è preparata.
Ma quello che si trova davanti è peggio di qualunque cosa potesse aver immaginato.
Nella realtà capita sempre proprio quella cosa che non ci si era immaginati, per quanto si pensasse di essere pronti, e a quel punto, con quel che si ha, si va in battaglia.
I giganti saranno sempre più grossi e imponenti di noi, ma quello che dobbiamo imparare è che siamo più forti di quanto pensiamo.
Le paure sono dei mostri enormi, inarrestabili, dalla forza sovrumana invincibile. Sono esseri molto antichi e potenti. Però spesso strutture così colossali e formidabili hanno dei punti deboli, dei punti che se colpiti provocano un crollo strutturale, e quello che prima ci era sembrata la fine del mondo, alla resa dei conti giace davanti ai nostri occhi sgonfio, una pelle svuotata.

Francesca Giulia La Rosa

Trekker, whovian, whedonian. Non amo le etichette (a parte queste tre). Traduttrice, editor a caccia di errori come fossero punti neri nel tessuto della realtà. A volte, trovo essere me un’esperienza profondamente imbarazzante.

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