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Gli Incredibili 2: una vera famiglia (di supereroi)

Sono passati quattordici anni da quando per la prima volta il mondo ha conosciuto la famiglia Parr, eroi protagonisti di uno dei più amati classici Pixar di tutti i tempi, ovvero Gli Incredibili. Per tantissimo tempo i fan dell’opera hanno richiesto un seguito alle avventure di Mr. Incredible ed Elastigirl, peraltro già anticipate dal finale della prima pellicola, che vedeva il team affrontare una nuova minaccia. Il percorso è stato lungo e tortuoso, ma finalmente oggi questi personaggi così amati torneranno nelle sale italiane con Gli Incredibili 2, dopo aver già registrato incassi da record in tutto il mondo.

Non completamente a sorpresa, la nuova avventura riparte esattamente da dove eravamo rimasti con la famiglia Parr che si prepara ad affrontare il terribile Minatore. Nessun salto nel tempo quindi, con una storia che si sviluppa interamente nel periodo immediatamente successivo al primo capitolo. Da un certo punto di vista, si può percepire la vicinanza temporale anche dal fatto che Gli Incredibli 2 sia apparentemente immune da qualsiasi influenza di quanto successo nell’ambiente del cinema d’intrattenimento negli ultimi anni: in un momento storico dove i supereroi sono al centro assoluto dell’interesse del botteghino, il regista e sceneggiatore Brad Bird evita facili riferimenti a riguardo, procedendo sulla propria strada, proprio come se questo film fosse uscito nel 2005.
Addirittura, si potrebbe dire che il lavoro di decostruzione della figura dell’eroe mascherato, centrale nel primo capitolo, venga messo in secondo piano, per focalizzarsi sul vero fulcro di questo franchise: la famiglia. Una famiglia che viene vista in una situazione destabilizzata, dove i ruoli abituali (ma ovviamente non obbligatori) sono stati scambiati e i personaggi si trovino quindi ad affrontare le difficoltà e le sfide delle proprie posizioni, con il padre che si sente scavalcato, in panchina dopo essere stato in prima linea per anni e viceversa la madre che quasi sente un senso di colpa per essere lontana dalla famiglia o per il fatto che stia tornando ad essere la protagonista.
Il livello però va molto più a fondo di così, perché in tutto ciò Bob vuole davvero dimostrare di essere un ottimo padre così come Helen  sente di poter essere una vera e propria guida per le nuove generazioni di eroi, ma soprattutto si inserisce il personaggio di Edna Mode, perfettamente calata nel ruolo della “zia” senza figli pronta ad aiutare e ad apprezzare la dolcezza del piccolo Jack Jack, senza però scadere in stereotipi.  È davvero eccezionale il grado di profondità raggiunto dalla Pixar nel ritrarre “la famiglia” in tante sfaccettature diverse, con sviluppi mai davvero uguali a quanto visto in passato (e che ci si potrebbe aspettare dai trailer) e soprattutto personaggi assolutamente e totalmente veri.
Come dicevamo il lavoro sulla figura del supereroe non è così centrale come lo era nel primo film (con tanto di continue citazioni a una delle opere più importanti del genere, ovvero Watchmen di Alan Moore) ma questo non significa che sia stato abbandonato. È piuttosto difficile parlarne senza entrare nei dettagli della trama, ma la riflessione che viene fatta sulla percezione esterna, quella del grande pubblico della figura dell’eroe, è estremamente interessante e coinvolgente.
Gli Incredibili 2 quindi è un film che ci sentiamo assolutamente di promuovere, che piacerà sicuramente sia al pubblico più giovane che a quello più adulto, soprattutto chi potrà riconoscersi direttamente nelle dinamiche vissute dalla famiglia Parr. È sicuramente uno dei migliori “numeri due” della Pixar e l’attesa per il terzo capitolo è a questo punto altissima, sebbene non sia ancora stato annunciato nulla in merito.
Un’ultima postilla è doverosa purtroppo per il doppiaggio italiano, che ci è sembrato leggermente meno curato rispetto ad altre opere dello studio d’animazione. Non si tratta certo di un difetto imperdonabile, ma vista l’attenzione prestata in passato ci aspettavamo un risultato migliore.
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Mattia Chiappani

Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.

3 Commenti

  1. Ammazza la vecchia…
    No, davvero, se “pochi di noi” hanno alzato la mano riguardo al ricordarsi questa meraviglia, io disconoscerei tutti. Un film geniale, davvero.
    Però mi vergogno ad ammettere che non sapevo fosse tratto da un libro! Devo recuperare. E ovviamente attendo il seguito con ansia.

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