Golgo 13: boom, headshot.

3 min


Uno sparo improvviso nella notte, la vittima, un importante politico invischiato in qualche brutto affare: è stato centrato in piena fronte. Le sue guardie del corpo si interrogano su chi possa essere stato e guardandosi intorno notano che non esistono postazioni strategiche abbastanza vicine da dove qualcuno possa aver colpito il politico. L’unico punto buono per colpire è a una distanza troppo grande per chiunque, anche col miglior fucile da cecchino…

J-pop porta in Italia il sicario più famoso del Giappone: Golgo 13 e ci colpisce alla testa! Questo manga è di sicuro una parte di storia delle pubblicazioni giapponesi. Nato nel 1969 a opera di Takao Saito, è tutt’oggi in corso di pubblicazione con all’attivo ben oltre 160 volumi, numero che lo rende il manga più longevo della storia. Lo stile retrò che ci fa fare un tuffo nel passato del fumetto ricorda molto il nostro Diabolik. Infatti molte tematiche e soprattutto le atmosfere noir o complottistiche di alcune storie si somigliano molto. Inoltre entrambi i fumetti si basano fondamentalmente sul carisma dei loro protagonisti che, in segreto, agiscono spesso  in modo spietato mantenendo il sangue freddo in ogni situazione. J-pop ci porta una collezione di 13 storie scelte dall’autore stesso, raccolte in tre maxi volumi che potete trovare in un box unico o a uscita singola se avete la pazienza di attende un mese. L’edizione, come la J-pop ci ha ormai abituati, è di ottima qualità e l’edizione nel box ha un fascino tutto suo che i collezionisti non potranno certo farsi sfuggire.
D'altro canto, il manga, stupisce, esso infatti non ha una storia continua, lineare, ma si tratta di una serie di episodi totalmente slegati fra loro, spesso con tematiche totalmente differenti: si può passare da una storia complottistica da piena guerra fredda, fino ad un assedio di fuorilegge in una città dimenticata che ricorda molto il vecchio West. Ma anche questo fa parte del fascino di Golgo!
Dalla sceneggiatura di alcuni episodi trapela  lo sforzo di ricerca e la maniacale cura del dettaglio da parte dell’autore per ricreare contesti credibili, apprezzabile. La cosa  che troviamo molto interessante  però sta nelle narrazioni è il modo in cui viene trattato Golgo. Spesso, infatti, la storia inizia e si svolge anche per oltre metà della sua durata senza che il protagonista compaia nemmeno una volta, avete capito bene. Certo, alla fine Golgo di sicuro apparirà per intervenire nella storia e spesso il lettore sarà ormai talmente curioso di vedere come s'inserirà all’interno degli eventi, che non starà più nella pelle.
Ma, comunque, a storia finita si avrà l’impressione che Golgo non sia tanto il vero e proprio protagonista quanto una presenza secondaria che lascia spazio ad altri personaggi proprio per agire nell’ombra e comparire per svolgere il suo lavoro al momento giusto. Insomma il nostro sicario è fedele al suo dovere persino nelle narrazioni delle sue storie.

Ma chi è Golgo 13? Nessuno lo sa e non pensate nemmeno di provare a indagare troppo, pena una pallottola nel cranio quando meno ve lo aspettate. Spesso il nostro protagonista usa come pseudonimo il nome di Duke Togo. Alcuni sostengono sia Giapponese, altri invece che sia un meticcio mezzo russo e mezzo giapponese. Le autorità di tutto il mondo conoscono la sua fama e la sua abilità: se entri nel suo mirino puoi considerarti già morto. Per il resto nient’altro sui suoi dati personali è conosciuto. Il nome Golgo 13 si pensa abbia dei collegamenti con la morte di Gesù Cristo, infatti il nome Golgo dovrebbe essere l’abbreviazione di Golgotha, il luogo della crocifissione di Gesù, mentre il numero 13 rappresenterebbe un numero sfortunato nella tradizione cristiana essendo il numero dei partecipanti all’ultima cena. Il simbolo stesso usato da Golgo è uno scheletro che indossa una corona di spine.
Duke Togo appare come un tipo molto taciturno che parla solo lo stretto necessario. Dimostra un grande carisma solo con i suoi modi di fare sempre sicuri e calmi e con il suo sguardo di ghiaccio. Golgo non è né buono né cattivo: è un professionista. Ha delle regole ferree riguardo al suo lavoro che segue alla lettera, se viene assunto non si fa scrupoli a uccidere il suo obiettivo e non fa domande al suo cliente sulla moralità della causa. Non si fa nemmeno troppi problemi a eliminare chi lo intralcia se la sua vita è in pericolo.
J-pop ci porta per la prima volta in Italia un pezzo di storia del fumetto giapponese. Di sicuro non è un manga per tutti i palati, ma siamo sicuri che il pubblico più adulto, desideroso di storie più impegnate, lo saprà apprezzare molto. Bang.


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Silvio Mazzitelli

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Di stirpe vichinga, sono conosciuto soprattutto con il soprannome “Shiruz”, tanto che quasi dimentico il mio vero nome. Videogiocatore incallito sin dall’alba dei tempi, adoro il mondo videoludico perché dopo tanto tempo riesce sempre a sorprendermi come la prima volta. Scrivo ormai da diversi anni di questa mia passione per poterla condividere con tutti. Sono uno dei fondatori di Orgoglio Nerd e sono anche appassionato di tutto ciò che riguarda la cultura giapponese e la mitologia (in particolare quella nordica).
        






      





 
















 
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