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Hadestown sbanca i Tony Awards

14 nominations, 8 premi, per un musical che riporta il mito al moderno

Hadestown ha sbancato i Tony Awards. Il musical di Anais Mitchell, ha ricevuto 14 nomination durante la 73esima edizione dei Tony awards e vinto 8 premi. Infatti si accaparrato il miglior regista (Rachel Chavkin), il miglior attore in un musical, (Andre Deshields, nel ruolo di Ermes), la migliore musica originale, il migliore arrangiamento (di Michael Chorney e Todd Sichfoos), la miglior scenografia per musical (di Rachel Houch), il miglior sound design (di Newin Steinberg e Jessica Paz), e le migliori luci per musical (Bradley King)

Ora, la trama principale di Hadestown è nota da più di 2000 anni, ma poiché il musical opera delle variazioni sul tema vi avvertiamo che ci saranno spoiler.

Hadestown: la trama che ha conquistato i Tony Awards

Nato da un concept album del 2008, Hadestown è un’ opera pop incentrata sulla storia mitologica di Orfeo ed Euridice. Il setting però non è la Grecia classica, ma un mondo post apocalittico forse dove l’ambiente è diventato duro e ostile, è una città sotterranea è stata costruita da un potente imprenditore, Ade. Sua moglie Persefone ogni primavera risale in superficie e festeggia la primavera, per poi tornare sottoterra. In questa situazione il musicista Orfeo sposa La giovane Euridice ma non si cura di aiutarla a provvedere alle necessità materiali della casa. Perciò quando Ade stesso le propone di lavorare nella sua città sotterranea lei, dopo una breve esitazione, accetta. Orfeo la prova a riprendere poco dopo la sua partenza, entrando clandestinamente nella città, e Ade accetta di lasciarla partire sola condizione che lui non si volti per controllare se è seguito. Come la storia finisce è noto: ma, per usare le parole di Ermes, “la canteremo comunque.”

Di muri, amore e denaro.

Il musical risulta essere particolarmente moderno e vicino alla sensibilità più giovane sia in virtù di scelte stilistiche, come l’uso dei palchi girevoli che già in Hamilton hanno dato prova delle loro possibilità sceniche, sia per i temi.Non è solo una storia d’amore: temi ricorrenti nel musical sono il rapporto tra denaro e arte, e il potere nella sua forma più cruda. Non c’è bisogno di un’analisi profonda per capire quanto sia attuale un pezzo come Why We Built The Wall.

Le speranze che questo musical,come ogni produzione internazionale, arrivino in Italia sono purtroppo tanto robuste quanto Peter Parker alla fine di Infinity War. Ciò però non ci impedisce di godere comunque della splendida soundtrack, già disponibile sulle principali reti di streaming.

Fonte
The Guardian
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