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Hellboy: una trilogia in un’unica parte | Recensione

Oggi debutta nelle sale Hellboy, nuova trasposizione cinematografica del personaggio creato nel 1993 da Mike Mignola. Una pellicola attesa con curiosità dai fan, dato che il demone è assente dal grande schermo dal 2008, nella versione presentata da Guillermo del Toro. Come sarà andato questo ritorno nelle sale? Scopriamolo insieme nella nostra recensione di Hellboy del 2019.

Di cosa parla Hellboy?

hellboy 2019 jovovich harbour recensione

L’Hellboy di Neil Marshall ci porta direttamente in medias res. Il demone è già un rinomato agente del Bureau of Paranormal Research and Defense e si trova impegnato in una missione di estrazione. Un suo collega è scomparso durante un incarico legato a un gruppo di vampiri e sta proprio al protagonista recuperarlo.

Il tentativo di salvare l’amico porterà a galla uno dei primi segnali di un evento catastrofico in arrivo per il mondo. Un antico male sta per riemergere dalle tenebre e potrebbe portare all’estinzione totale dell’umanità. Starà a Hellboy intervenire prima che sia troppo tardi, in un’indagine che porterà a galla anche alcuni segreti del suo passato…

Uno dei primi problemi che salta all’occhio con la sceneggiatura di questo film è il numero grande, troppo grande, di scene di esposizione pura. Aprire con una sequenza ambientata nel passato, pur non essendo un espediente particolarmente originale, è un buon modo per creare la base narrativa su cui costruire il racconto. Proseguendo però momenti di questo tipo, tra flashback effettivi e semplici racconti, superano il livello di guardia. C’è un chiaro motivo per cui sono necessari, ma approfondiremo la cosa nel prossimo paragrafo.

Per il resto l’impalcatura del film è piuttosto classica nelle sue linee generali. È apprezzabile tuttavia l’inserimento di alcune piccole sorprese non così facili da prevedere anche per uno spettatore attento. Questo permette di dare una scossa alla storia e distanziarla a sufficienza da altre pellicole sullo stesso stile.

In tutto questo la versione di Hellboy di David Harbour riesce a fare un’ottima figura. Si tratta di uno degli aspetti più solidi di tutto il film e siamo sicuri che riuscirà a farsi apprezzare dalla maggior parte degli appassionati che vedranno il film.

Troppa carne al fuoco?

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Veniamo un po’ al problema principale di questo Hellboy del 2019: la quantità di eventi, trame e sottotrame che vengono trattate nella pellicola. Intorno alla minaccia di Nimue, la Regina di Sangue degnamente interpretata da Milla Jovovich, si intrecciano tante storie diverse, che affollano (o meglio sovraffollano) di avvenimenti tutto il film. Il materiale sarebbe quasi sufficiente a coprire una trilogia intera, ma viene compresso in un’unica pellicola. È proprio questo il concetto che abbiamo voluto sottolineare nel titolo di questa recensione di Hellboy.

Questo, al contrario di quanto si possa pensare, non comporta una trama troppo complicata, impossibile da seguire. Anche lo spettatore più casual può arrivare alla conclusione della pellicola senza troppi dubbi sugli eventi a cui ha assistito. Per ottenere questo risultato però si sacrifica la qualità del film, utilizzando (o meglio abusando di) espedienti facili come le sopracitate sequenze di esposizione.

Anche il ritmo del film viene colpito da tutto questo. C’è un momento preciso, poco prima del finale, che non approfondiremo per ragioni di spoiler, in cui c’è un’accelerazione assolutamente innaturale che rompe la nostra sospensione di incredulità. Una sequenza breve in cui vengono compressi a forza una mole di eventi e informazioni per prepararci alla conclusione. È difficile davvero chiudere un occhio su tutto ciò, anche perché il poco tempo dedicato ai vari personaggi ne ostacola la caratterizzazione e non poco.

Comunque ci sono dei lati positivi della pellicola. Ad esempio c’è uno sforzo incredibile nei momenti action della pellicola per renderli più accattivanti possibile. A qualcuno forse potrebbe dare fastidio questa continua ricerca dell’esagerazione a tutti i costi (anche nella componente gore) ma è in linea con lo spirito del personaggio e senza dubbio diverte. Discorso a parte invece per gli effetti visivi che in alcuni momenti toccano delle vette di alto livello, per poi scadere in momenti davvero difficili da digerire.

Pareri finali

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Nel complesso non ci sentiamo di bocciare davvero questo Hellboy del 2019. Nonostante diversi difetti piuttosto gravi, ci sono aspetti che ci hanno fatto divertire molto e ci è riuscito a trascinare nel mondo del personaggio, dandoci una visione chiara delle sue notevoli dimensioni e possibilità. Ha fatto nascere in noi anche una buona aspettativa per un (probabile) sequel che, nelle nostre speranze, potrebbe redimere i peccati del primo film. Non si tratta quindi della perfetta trasposizione del personaggio di Mignola, ma potrebbe aver posto le giuste basi per quel risultato.

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Mattia Chiappani

Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.

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