Mentre ero al lavoro sul pezzo relativo alle cover dei volumi a fumetti, mai mi sarei aspettato di trovare l'aggancio giusto per collegarmi con quanto state per leggere ora. 
Al termine dell'articolo vi avevo parlato di come le copertine di Huck, disegnate da Rafael Albuquerque, siano state la principale motivazione per cui comprai i primi albi spillati che Panini Comics si appresta a pubblicare in un unico volume alla fine del mese di agosto.  
La storia di Huck, scritta da Mark Millar all'interno del suo Millarworld, è semplice e ad un primo sguardo quasi banale: il protagonista è un ragazzone di campagna dotato di una forza sovrumana e nato con l'abilità di ritrovare oggetti o persone scomparse. 
Non immaginatevi però un eroe in calzamaglia che combatte il male, bensì un personaggio che mette a disposizione le sue capacità in favore delle persone che abitano in una piccola cittadina americana. 
Una soffiata ai media e la sua apparizione sui telegiornali nazionali innescheranno una serie di eventi che porteranno Huck a dover affrontare il proprio passato e delle figure poco raccomandabili.

Come penso stiate immaginando, la trama che si dipana nei sei capitoli del volume non risulta essere delle più intricate fra quelle che avrete letto ma la peculiarità del racconto di Millar risiede nella caratterizzazione del proprio protagonista. 
Abbandonato quando ancora era in fasce, Huck si impegna nel tentativo di migliorare la vita della comunità che lo circonda partendo dalle piccole azioni quotidiane: esse possono essere la ricerca di una collana smarrita o nutrire gatti randagi sebbene questo non lo trattenga dal muoversi anche in incidenti e calamità naturali che colpiscono il resto del mondo.
Negli anni Millar ha più volte dato un'interpretazione diversa del ruolo dell'eroe, dagli scontri di Civil War al realismo di Kick Ass, oltre al disilluso Vecchio Logan, il Superman sovietico di Red Son e molti altri ancora. 
In Huck l'autore scozzese riscopre l'eroe per antonomasia, una figura in grado di farci riflettere su come ogni azione svolta senza doppi fini sia capace di migliorare la vita di una persona, allontanandosi dalla visione realista e disillusa di molti supereroi moderni. 
Mentre i grandi colossi dell'editoria americana si affrontano nel dare vita a personaggi profondi e sfaccettati, combattuti sulle conseguenze del proprio operato, Huck ci riporta all'essenza dell'eroe che si adopera per il prossimo senza che abbia ricevuto una richiesta di aiuto, un personaggio in grado di trasmettere un messaggio di positività e fiducia.
Il volume diventa imperdibile grazie ai disegni di Rafael Albuquerque, che attraverso i suoi tratti funge da silente narratore mostrando le caratteristiche del protagonista senza l'utilizzo di alcun dialogo. 
Lo stile di Albuquerque viene smussato per raffigurare il volto di Huck, rassicurante e familiare, mentre torna spigoloso nel momento in cui alcuni loschi individui faranno da capolino nel racconto. 
Sebbene le scene d'azione siano presenti in tono minore rispetto ai canoni supereroistici, queste sono dinamiche e ricolme di forza espressiva, forti della sapiente raffigurazione delle posture corporee con cui il disegnatore riesce a deliziarci.
I caldi colori utilizzati da Dave McCaig, infine, arricchiscono le tavole di un'intensità capace di farci immergere completamente nel mondo ideato da Millar e saranno uno fra i motivi per cui non potrete fare a meno di sfogliare nuovamente il volume una volta terminata la lettura.
Quando uscì il primo capitolo nel 2015, Huck venne visto come “Cosa farebbe Forrest Gump se avesse dei superpoteri?”, e mi è difficile contraddire questa affermazione. Forte, disinteressato e di animo gentile, queste sono le caratteristiche che ogni eroe dovrebbe possedere per dichiararsi tale e Huck ne è il perfetto esempio. 
Se siete fan di Mark Millar, o siete alla ricerca di una dose di fiducia verso il mondo che vi circonda, Huck è una lettura da non farvi scappare. 
Potreste iniziare anche voi a stilare una lista settimanale di buone azioni da compiere.

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Mattia De Poi

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Anche conosciuto come Il Nini, Mattia è il lato gioioso di Orgoglio Nerd. Biondo e curioso, è appassionato di ogni genere fumettistico, Gunpla e avventure. Portatelo in viaggio, all'organizzazione ci penserà lui.