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I Tuahta dé Danann: i conquistatori che si sono trasformati in elfi

Elfi, fate, streghe, lupi mannari: tutte creature che nell'immaginario collettivo stanno nel grosso calderone dei personaggi fantasy. Personaggi, letteralmente, di fantasia. Se se ne sente parlare, ad oggi accade per lo più in ambito letterario o, al più, in campo videoludico.
In realtà le storie legate alle creature "fantastiche" rivestivano un'importanza considerevole in molte culture antiche, in particolar modo in quella germanica, in quella scandinava e in quella irlandese. Tutta tradizione e fantasia, insomma? Potrebbe non essere proprio così: studi storici hanno scavato nei testi redatti dai monaci medievali, rivelando che una particolare categoria dei tanti personaggi presenti nel folklore irlandese sarebbe molto più reale di quanto si possa immaginare.
Stiamo parlando degli elfi: secondo questi studi, i personaggi che abbiamo imparato a conoscere attraverso gli scritti di Tolkien e Yeats sarebbero stati in realtà ispirati a persone realmente esistite.
Ma chi erano, dunque, gli elfi?
Partiamo dal principio.
Secondo i testi romanzati che ne narrano l’origine, i quali si intrecciano con le vicende realmente accadute, la fondazione dell'Irlanda è stata completata attraverso ben sei ondate di conquista. L'invasione più conosciuta e studiata tra esse è la sesta, ovvero quella compiuta ad opera dei cosiddetti Milesi (così chiamati perché si diceva il loro progenitore fosse Mil, uno dei discendenti di Noè: probabilmente un modo, questo, in cui i monaci medievali irlandesi tentarono di rendere la storia d'Irlanda tanto importante quanto quella d'Israele), i quali raggiunsero l'Irlanda dalla Spagna nel 4° secolo Avanti Cristo. Sono proprio questi Milesi, provenienti dal continente europeo, quelli che oggi definiamo Celti. Al loro arrivo, essi sbaragliarono i precedenti abitanti dell'isola e quinti conquistatori d’Irlanda, veri protagonisti della nostra indagine: il popolo conosciuto come Tuatha Dé Danann. Proprio loro, infatti, sarebbero gli uomini straordinari poi divenuti il piccolo popolo.
In origine, la tribù proveniente da settentrione che perpetrò la quinta ondata di conquista d’Irlanda era conosciuta semplicemente come Tuatha Dé (Popolo di Dio). Il che risultava essere un problema per i monaci medievali incaricati di riportare la storia dell'isola, dal momento che, biblicamente, “Popolo di Dio” è una definizione utilizzata esclusivamente per indicare quello israelita. Di conseguenza il suo nome fu ben presto modificato in Tuatha Dé Danann, ovvero popolo della dea Danu, dal nome della principale divinità che essi veneravano. 
Pertanto, nella storia irlandese i Tuatha Dé Danann non erano né divinità né tanto meno creature fantastiche, ma le loro caratteristiche li portarono gradualmente ad entrare nella leggenda, assurgendo prima al rango di divinità e entrando successivamente a far parte del folklore popolare celtico. 

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Si trattava infatti di tribù provenienti da terre remote e ignote, votate al druidismo e grandi esperti della natura. Conoscevano le proprietà curative delle piante, padroneggiavano tecniche di costruzione piuttosto avanzate ed erano eccellenti musicisti, poeti e soldati. Oltre a ciò, a differenza di quanto avveniva usualmente presso le altre popolazioni dell’epoca, le loro donne godevano di diritti civili quasi identici a quelli degli uomini, partecipando attivamente agli affari e persino alle guerre.
Le loro incredibili qualità erano accompagnate da un’ineguagliabile bellezza: a differenza dei Milesi provenienti da Sud, gli irlandesi pre-celtici erano alti e slanciati, avevano una pelle molto chiara, tratti delicati, occhi blu, verdi o grigi e lunghissimi capelli biondi. 
Con l’arrivo dei Milesi, tuttavia, i Tuatha si ritrovarono ad essere coinvolti in una terribile e sanguinaria guerra di conquista, dalla quale uscì vincitrice la più potente e spietata tra le due fazioni: quella dei Celti.
Ma la storia dei Tuatha dé Danann non è finita qui. O meglio, alla conclusione della storia ufficiale di questa gente dalla bellezza mozzafiato e dalle grandi capacità, ne è nata la leggenda.
Secondo il Lebor Gabála Érenn, il Libro delle Invasioni , nel quale viene narrata l’origine dell’Irlanda, ormai  sopraffatti dagli invasori i Tuatha tentarono di contrattare con essi un armistizio. I Milesi si dimostrarono per la verità pronti ad accettare, proponendo di dividere equamente le terre d'Irlanda in due parti, a condizione di poter scegliere per primi quale metà reclamare per sé. Il popolo di Danu accettò l'accordo, ma solo a quel punto fu reso chiaro che erano stati ingannati: i conquistatori avevano inteso separare la terra sì equamente, ma tra superficie e sottosuolo, condannando così i Tuatha Dé Danann a vivere sottoterra per sempre. Costretti a vivere sotto la superficie, essi cominciarono ad essere conosciuti come Daoine Sidhe. Sidhe, oltre ad essere il nome della realtà parallela, felice e popolata da creature invisibili che è l’oltretomba celtico, è anche la parola che in gaelico indica il “popolo delle colline”, il “popolo fatato”. 
Secondo la leggenda, al momento dell’esilio sottoterra il re dei Tuatha era Finvarra, fenomenale giocatore di scacchi che nessun umano è mai riuscito a battere e grande amante delle donne che spesso rapisce avventurandosi fuori dal suo palazzo posto sotto la collina di Knockma e salendo in superficie. Ma anche gli altri membri del popolo fatato spesso rompono il loro esilio, lasciando di nascosto il sottosuolo per dare un aiuto invisibile o  per giocare brutti scherzi alle persone, o ancora semplicemente per danzare sotto la luna.

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