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Il nostro incontro con Akihito Tsukushi, creatore di Made in Abyss

A Napoli Comicon abbiamo esplorato il misterioso Abisso insieme al suo creatore, ospite di J-Pop

Durante l’ultima edizione di Napoli Comicon J-Pop ha avuto il piacere di ospitare Akihito Tsukushi, mangaka creatore di Made in Abyss. Fra i principali successi dell’editore milanese, il racconto catapulta il lettore in un mondo di mistero e avventura, portandolo ad esplorare il pericoloso Abisso.

Un successo inesorabile che dopo aver conquistato il Giappone, supportato da un’avvincente serie animata e due lungometraggi riassuntivi, è riuscito ad ammaliare anche i lettori italiani. Durante la sua presenza a Comicon il maestro Tsukushi ha partecipato a diverse sessioni di dedica, incontrato i propri lettori e illustrato genesi e misteri dell’Abisso. Un’avventura che per Riko e Reg, protagonisti del racconto, è ancora ben lontana dall’essere conclusa.

I segreti dell’Abisso

All’intero della serie di incontri definiti Worldbuilder, il maestro Tsukushi ha disegnato per il pubblico uno fra i personaggi più apprezzati dai lettori, Nanachi, soffermandosi nel mentre su diversi aspetti della sua opera.

Partendo dall’Abisso, Tsukushi racconta come l’ispirazione principale venga da giochi e videogiochi con cui si divertiva da bambino, oltre che dalla sua fantasia, immaginando vari elementi che sono poi diventati parte della storia. Ancora oggi tutto ciò che lo circonda può essere interessante per il mondo dell’Abisso; per questo prende continuamente nota delle varie cose che gli accadono, consapevole di poterle utilizzare successivamente.

Il maestro ha iniziato Made in Abyss ben consapevole di come sarebbe finito il racconto, senza però averne ancora delineato tutti i dettagli, lasciandosi quindi trasportare dagli eventi stessi. Inizialmente la storia sarebbe dovuta concludersi al secondo volume, un compito impossibile per tutti gli elementi che fino ad ora sono stati creati. Attualmente Made in Abyss conta all’attivo sette volumi e lo stesso Tsukushi ha dichiarato come, ad oggi, ci troviamo circa a metà del racconto.

Abbiamo scoperto come l’intero Abisso sia ancora oggi un mistero per il suo stesso creatore. Fin dall’inizio l’autore ha disegnato la mappa di questo incredibile luogo, sebbene il racconto comporti una sua evoluzione mano a mano che i protagonisti si avventurano negli strati più profondi. Tsukushi sente la necessità di aggiungere sempre nuovi elementi per divertirsi disegnando, presentando nuovi ambienti, animali e oggetti misteriosi.

La realizzazione di Made in Abyss

Parlando direttamente dell’Abisso, e della maledizione ad esso legata, ha spiegato come solitamente l’eroe, terminato il proprio viaggio, torni vittorioso a casa. La sua idea è stata quella di sviluppare un mondo in cui i protagonisti non hanno modo di tornare, creando al contempo un senso di timore e il desiderio di scoprire cosa si nasconde sul fondo dell’Abisso, un luogo da cui nessuno ha mai fatto ritorno.

Dal punto di vista lavorativo la creazione dei capitoli del manga parte da uno storyboard, realizzato in base ad un indice degli avvenimenti, per poi procedere con la fase di disegno. I capitoli di Made in Abyss vengono prima pubblicati sul sito dell’editore, Takeshobo, e successivamente sono raccolti in tankobon. Solitamente impiega un mese per la realizzazione di un capitolo, disegnando sia in digitale sia a matita. Circa metà del tempo è necessario per il completamento della sceneggiatura mentre i giorni rimanenti sono utilizzati per la realizzazione grafica.

Per quanto riguarda le proprie influenze, il sensei Tsukushi ha dichiarato di essere un grande fan di Dark Souls e Bloodborne, mondi che hanno sicuramente stimolato la sua fantasia; dal punto di vista letterario, invece, ispirazione la trova nei lavori di Baku Yumemakura, scrittore di fantascienza e avventura di cui Jiro Taniguchi ha realizzato l’adattamento La vetta degli Dei. A loro si aggiungono autori quasi irraggiungibili, come Osamu Tekuza o Shōtarō Ishinomori, visti quasi come divinità inarrivabili.

Dal manga all’anime

Parte del successo di Made in Abyss è dovuto alla trasmissione di una serie animata e dei relativi lungometraggi riassuntivi, opere alle quali Akihito Tsukushi ha collaborato direttamente. C’è stato infatti un gran lavoro del maestro insieme allo staff della serie animata per tenere le due versioni quanto mai simili e legate fra loro. Nonostante l’anime presenti alcuni elementi aggiuntivi rispetto all’opera originale, questi sono stati discussi direttamente dal sensei. Inizialmente il suo impegno era marginale, limitato a rispondere a domande dirette, tenendosi abbastanza distante dalla produzione. Successivamente, a seguito dei diversi stimoli ricevuti, lo stesso Tsukushi si è appassionato sempre di più nell’analizzare i diversi elementi presenti, come la popolazione della città di Orth, situata proprio all’ingresso dell’Abisso, o vari aspetti grafici legati a edifici e oggetti.

Parlando dei personaggi, il sensei ha spiegato come la scelta di utilizzare protagonisti bambini sia stata fatta per ampliare le possibilità a sua disposizione, oltre che rendere interessante il racconto. Se fossero stati scelti degli adulti il lettore si sarebbe aspettato un loro successo, in qualche modo sarebbero riusciti a cavarsela, mentre dei bambini partono fin da subito svantaggiati. È un’impresa quasi impossibile, troppo pericolosa e voleva mostrare, attraverso i loro occhi, le difficoltà dell’affrontarla. Seguendo questo principio gli adulti del mondo di Made in Abyss esistono in funzione diretta dei bambini: alcuni ricoprono un ruolo di supporto, mentre altri sono veri e propri ostacoli che fin da subito Riko e Reg sono costretti ad affrontare.

Non possiamo far altro che augurare un proficuo futuro a Akihito Tsukushi e ai suoi personaggi, costantemente messi a dura prova dalle diverse minacce dell’Abisso. Un luogo che vedrà impegnato il maestro ancora per lunghi anni, sopratutto perché lui stesso ha dichiarato di avere tutte le intenzioni di esplorarne ogni aspetto e peculiarità.

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Mattia De Poi

Anche conosciuto come Il Nini, Mattia è il lato gioioso di Orgoglio Nerd. Biondo e curioso, è appassionato di ogni genere fumettistico, Gunpla e avventure. Portatelo in viaggio, all'organizzazione ci penserà lui.

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