Il RinoceronteSenza categoria

Il pianeta contro l’aborto

C'è questo pianeta azzurro sperduto nell'universo che è quasi uguale al nostro, lì l'aborto è illegale su ogni suo centimetro. 
Le teste d'uovo che lo comandano sono tutte d'accordo che l'aborto non si fa, si sono messi a discutere per tanto tempo e hanno raggiunto questa decisione. 
Non importa il perché lo hanno deciso, ci basta sapere che qui su questo pianetino azzurro disperso molto simile al nostro è così. 
Mentre le teste d'uovo parlavano, decidevano, qualcuno ha praticato l'aborto. Si poteva ancora fare però ora niente più. 
Nessuno dei boss però ha tenuto conto di una cosa: come fai a obbligare una ragazza a partorire? 
È una bella domanda.
Significa girare di casa in casa con un forcipe bussando e obbligando donne a fare qualcosa che non vogliono, e non si tratta di una scelta e via, di una ramanzina che fai una volta sola, ma di una imposizione che dura minimo nove mesi e che ha strascichi per sempre.
Le teste d'uovo allora hanno pensato: vabbè, basterà la legge, non puoi fare qualcosa contro la legge e le ragazze saranno finalmente costrette.
Ma non bastò, la società proprio non riusciva obbligare una ragazza, una? Centinaia di migliaia.
Come risolvere il problema di queste ribelli? 
Pensarono di affiancare a loro una specie di consigliere in questo modo avrebbero creato anche tanti posti di lavoro. Ma anche così alcune ragazze non ce la facevano proprio pensare con la testa di qualcun altro, anche con la paura della prigione alcune riuscivano a farla franca e a ragionare da sole. 
Si vocifera che in alcuni luoghi di quel mondo lontano alcune ragazze siano riuscite a interrompere la gravidanza cominciata da uno stupro. Questo doveva finire, certi atti di libertà non sono tollerabili. La domanda è quindi sempre lì : come obblighi così tante persone a fare quello che non vogliono?
Il problema delle teste d'uovo e che non volevano parlare del sesso, non volevano neanche se ne parlasse nelle scuole, non volevano che si usasse il preservativo. Ma contemporaneamente non ammettevano la possibilità di gravidanze indesiderate. Allora come fare? 
Si intensificò l'informazione, questo aiutò molto. Ma comunque gli incidenti capitavano, da quelli più piccoli come un contraccettivo che non funziona a quelli più orribili come le violenze. 
Le teste d'uovo pensavano che una gravidanza indesiderata arrivasse solo dalle irresponsabilità, ma non era così e la necessità di un aborto per alcune ragazze rimaneva. 
Come obbligarle a non interrompere la gravidanza ? 
Venne fatto un grande grande ospedale con le sbarre alle finestre, le ragazze che volevano scegliere con la propria testa venivano legate, e ogni giorno per nove mesi, anche se non volevano, venivano accudite fino al parto. 
"È naturale, non c'è nessun problema, non devi preoccuparti." chi la pensava come le teste d'uovo lo continuava a ripetere a queste ragazze, migliaia di centinaia di ragazze.
La gente continuava a urlare in faccia queste ragazze le loro motivazioni, ma fu proprio impossibile obbligare centinaia di migliaia di donne a fare quello che chi urlava voleva.
Anche così non si poté risolve questo problema chiamato libertà.
La libertà di una decisione, grave, sofferta e che nessuno vorrebbe mai prendere, ma comunque libertà.

Un Commento

  1. «Walter stava giocando a nascondino quando vide il furgone bianco al di là della macchia di cipressi, e capì subito cos’era. Pensò: “È il furgone bianco dell’aborto. È venuto a prendere qualche bambino per un aborto post-partum. E forse”, pensò, “l’hanno chiamato i miei genitori. Per me”

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