Il Principe dei Draghi recensione stagione 3

Il Principe dei Draghi, la nostra recensione della terza stagione

3 min


L’ambiziosa serie animata di Netflix Il Principe dei Draghi è arrivata alla terza stagione. Quest’avvincente storia fantasy è riuscita nel giro di pochi anni ad acquisire un numero sempre più alto di fan e di pareri positivi della critica internazionale e la terza stagione si pone l’obiettivo di continuare a gamba tesa in questa direzione. Dopo aver analizzato le prime due stagioni e il loro valore in termini di rappresentazione delle diversità, scopriamo un po’ di più de Il Principe dei Draghi con la recensione della terza stagione.

Il Principe dei Draghi recensione

La storia riprende alla fine della della seconda stagione. Callum e Rayla sono diretti a Xadia per riportare il principe dei draghi dalla Regina dei Draghi e provare a porre fine alla continua diatriba tra gli elfi e gli umani. Nel frattempo Ezran ha lasciato il gruppo per ritornare nel suo regno e rivendicare il trono lasciato vacante dopo morte del padre. A questo punto la storia si dirama in sequenze che alternano le vicende e le difficoltà dei due fratelli.

L’arrivo a Xadia nasconde per Callum tantissime meraviglie con fantastiche creature, bizzarre piante e ambientazioni mozzafiato che non aveva mai visto. Questa magica terra nasconde però pericolose minacce che ostacoleranno la strada dei nostri eroi. Contemporaneamente Ezran, ancora bambino, sarà costretto ad affrontare tutte le difficoltà che un reggente è chiamato a superare. Oltre alla giovane età, il neo-re dovrà fare i conti con la burocrazia, gli intrighi di corte e i reggenti degli altri reami che chiederanno il suo supporto per unirsi in una guerra contro Xadia.

A tutto ciò si aggiunge la minaccia del mago di corte Viren sempre più assetato di potere e sempre meno umano. Avvelenato dai consigli di Aaravos, farà di tutto per riprendere il potere e scatenare una violenta guerra contro il regno dei draghi.

Maturare insieme

Il Principe dei Draghi recensione terza stagione

Questa stagione si caratterizza per la crescita di praticamente tutti i personaggi. Messi di fronte a grandi difficoltà e scelte ardue, i due fratelli mostrano grande coraggio e maturità, abbandonando le insicurezze con cui siamo stati abituati a conoscerli e regalandoci personalità più matura e decise. Con l’arrivo a Xadia, caratterizzato da bellissime sequenze, Callum imparerà la bellezza delle creatura magiche di questo mondo e a rispettarle. Questo non interferisce minimamente con la sua magia continuando a svilupparla senza la necessità di utilizzare la magia nera. A loro si contrappongono nettamente Claudia e Soren, gli altri due fratelli della storia, che non riescono ad evolversi e continuano a seguire i terrificanti piani del padre diventando così suoi complici.

Ogni puntata è caratterizzata da un ritmo molto più veloce e incalzante rispetto alle precedenti riducendo le sequenze narrative a favore di quelle più d’azione. Questo però non limita lo sviluppo della trama che, anzi, ci racconta sempre più dettagli del passato di tutti personaggi e dell’origine di questa furiosa guerra. Durante questa stagione, infatti, verranno mostrate le terre degli elfi del sole, dell’aria e della notte compreso il villaggio natio di Rayla. Questi elementi creano un forte legame empatico sia con i protagonisti sia con i personaggi secondari che, ancora una volta, hanno qualcosa da dire a gran voce.

La trama si sviluppa egregiamente in tutti gli episodi crescendo sempre più di ritmo fino a raggiungere l’apice nelle ultime puntate in una lunga e avvincente battaglia “finale”.

Una marcia in più

Dal punto di vista tecnico questa stagione si rivela essere la migliore delle tre. Nel caso in cui non ne fosse a conoscenza, questa serie utilizza un tipo di animazione ibrida tra quella 2D e 3D. Ogni scena è realizzata tramite computer in 3D alla quale, però, è applicato un effetto di Cel-Shading e una frequenza di fotogrammi ridotta per rendere l’immagine simile all’animazione tradizionale. Questa innovativa tecnica si traduce si in bellissime immagini e disegni piacevoli ma in un fastidioso stuttering che ha caratterizzato le prime due stagioni, soprattutto nelle scene con più personaggi.

Questo piccolo difetto è totalmente assente in questa stagione dimostrando una maggiore attenzione da parte degli ideatori che hanno compreso appieno i difetti riscontrati e perfezionato la qualità delle immagini e delle animazioni. Ancora una volta un grande lavoro è stato fatto in termini di colonna sonora che riesce ad adattarsi a tutte le sequenze della serie, dalle scene d’azione a quelle più romantiche e malinconiche che ci hanno tenuti incollati allo schermo.

Il Principe dei Draghi recensione – Conclusione

La terza stagione è riuscita a mantenere in un interesse ancora vivo per una serie d’animazione checoinvolge  lo spettatore in un mondo incantato sempre più affascinante.

Anche in questa stagione non mancano dei preoccupanti problemi nella sceneggiatura, come il nuovo personaggio di Nyx, ma Il Principe dei Draghi ci ha abituato alla scoperta di nuovi dettagli puntata dopo puntata. Dettagli che, francamente, siamo ansiosi di scoprire nella prossima stagione!


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Daniele Cicarelli

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Indigente giramondo con la grande passione per i videogiochi, l'Arte e tutte le storie Fantasy e Sci-Fi che parlano di mondi alternativi senza zanzare. Fermo sostenitore dell'innovazione, del progresso tecnologico e della superiorità del Tipo Erba. Dalla parte dei Villains dal 1991.
        






      





 
















 
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