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In America c’è un bambino intelligente con l’indole da ingegnere

Ovvero quella volta che la stampa decise che un dodicenne aveva costruito un reattore nucleare in camera sua

Volevo scriverlo nel titolo, ma poi usciva troppo lungo, quindi comincio così: Jackson Oswalt, sinceramente, complimenti. Io sono appena in grado di fare un buco con il trapano nella parete e tu hai costruito un reattore nucleare dentro casa. Davvero, sinceramente, complimenti per le tue capacità, sicuramente inusuali per un dodicenne. Ho la vaga impressione che la cosa sia un filo pericolosa, però nella fase costruttiva devi essere stato molto più bravo di me. Tra una fonte e l’altra, però, mi sa che abbiamo fatto la fine del telefono senza fili.

Jackson Oswalt, il bambino di cui tutti parlano

Cosa è uscito fuori dai social

La settimana scorsa è esplosa una notizia, in rete. Per me è stato impossibile non vederla: in bacheca su Facebook, tra i consigliati da Google, in pratica il telefono ha vibrato finché non ho deciso di aprire uno dei trecentocinquanta articoli scritti sulle testate più disparate. I titoli variavano tra quelli più sobri, del tipo “dodicenne afferma di aver costruito reattore nucleare”, ai più altisonanti, del tipo “Genitori danno al figlio diecimila dollari: il bambino prodigio invece di spenderli in droga torna a casa con l’energia del futuro”.

La notizia, tolti tutti i fronzoli, era questa: Jackson Oswalt, di Memphis, Tennessee, grazie all’aiuto economico dei suoi genitori, avrebbe costruito un reattore per la fusione nucleare dentro casa, benedetto dal supporto del Open Source Fusor Research Consortium, un forum amatoriale sull’argomento. Ho avuto il piacere di leggere solo cinque o sei articoli sulla notizia da varie testate, ho visto qualche video, per il resto ho scorso sommariamente, con la pressione che si alzava e abbassava. Perché? Usciva sempre fuori, in maniera più o meno velata, che il piccolo Jackson avesse inventato un nuovo metodo per produrre energia pulita che gli scienziati ci tengono nascosto o non riescono a vedere, barricati nelle loro roccaforti di teoremi e pubblicazioni.

Farò come se aveste chiesto la mia opinione e vi spiegherò un paio di cose.

Cosa è successo (secondo me, i miei amici, il metodo scientifico e il raziocinio)

Per capire cosa sia successo bisogna parlare un po’ di fisica. In primis, cosa avrebbe fatto Jackson Oswalt? La fusione nucleare. Questo processo permette di creare energia fondendo due nuclei di elementi leggeri per formarne uno più pesante. Gli scarti? Neutroni volanti, niente inquinamento. Insomma, è il metodo di produzione energetica che tutti volevamo, vogliamo e vorremo sempre.

Come da insegnamenti dell’universo tutto, però, c’è sempre una fregatura: è un processo estremamente difficile. Avete mai provato ad avvicinare due Geomag dal lato “sbagliato”? Per quanto possiate seguire gli allenamenti del maestro Yoda, per farle toccare la forza deve essere davvero potente in voi. Ecco, stessa cosa succede ai nuclei atomici, carichi positivamente, quando si avvicinano per far avvenire la fusione nucleare, solo che è qualche miliardo di volte più difficile. Diciamo che avete più probabilità che un gatto randagio venga di sua spontanea volontà a farvi le fusa.

In pratica, per far avvenire la fusione nucleare, ci vogliono energie enormi, pensate che nemmeno nel nucleo solare, ad una temperatura di tredici milioni di gradi, questo processo potrebbe avvenire senza l’aiuto di effetti squisitamente quantistici.

Insomma, credo di avervi dato l’idea che non sia una cosa semplice: non abbiamo ancora il Mr. Fusion Home Energy Reactor della DeLorean. La fusione nucleare si fa, in laboratorio, e anche da un bel pezzo, ma non è né semplice farla né semplice produrre energia con questo metodo.

Replica del Mr. Fusion Home Energy Reactor della DeLorean di Ritorno al Futuro. Credit: Ed g2s/Wikipedia
Replica del Mr. Fusion Home Energy Reactor della DeLorean di Ritorno al Futuro. Credit: Ed g2s/Wikipedia

Cosa diamine ha costruito, quindi, Oswalt?

Oswalt afferma di aver costruito un fusore. Questo oggetto, progettato per la prima volta negli anni trenta del professor Farnsworth (non quello di Futurama, l’altro), utilizza dei tubi a vuoto ed alte tensioni per ottenere la fusione nucleare. È un oggetto nuovo? No. È rivoluzionario? Tantomeno. È stato il primo a farlo? No, ci sono una serie di altri amatori che lo hanno fatto, compreso l’allora quattordicenne Taylor Wilson nel 2008. Ci posso produrre almeno energia? No, ci abbiamo già provato.

Ora, capiamoci, Jackson deve essere stato bravo, quantomeno manualmente, ma per quanto mi riguarda se non capisci bene il funzionamento di tutti i pezzi che stai utilizzando non stai nemmeno costruendo qualcosa, la stai assemblando.

Progetto dettagliato alla mano, credo che tutta la differenza che c’è tra la costruzione di un fusore, quella del motore di un’auto e quella del Millennium Falcon Lego da 7541 pezzi sia solo in quanto è pericoloso quello che stai costruendo. E accelerare particelle genera radiazioni pericolose, su questo non c’è niente da discutere.

Costruire un fusore non è impossibile, si può fare, lo hanno già fatto. Il problema è che se un bambino assembla il motore di un’auto tutto da solo nessun giornale titola “Bambino prodigio inventa veicolo del futuro”, né il padre si permetterebbe di lasciarlo da solo in garage. E credo che il motivo sia da ricercare un poco nell’ignoranza scientifica, un poco dalla necessità di creare titoli altisonanti.

Quindi, chiariamo una volta per tutte una cosa.

Finché uno scienziato non va lì, controlla il fusore di Jackson, viene scritto un articolo con tutti i crismi e non passa la peer review, Jackson non ha fatto nulla di scientifico

Non è che se un dodicenne ottiene il benestare di un forum di amatori online ha fatto qualcosa di scientifico: non ha scoperto nulla e non ha fatto nulla di grande valore, purtroppo. Secondo voi se io, domattina dopo colazione, dico di aver inventato il motore a curvatura e un forum di fan di Star Trek mi applaude e viene a dirmi “Complimenti Dr. Magherini, questo suo motore a curvatura funziona”, ha qualche validità scientifica?Ovviamente no.

Jackson, come chiunque altro al mondo, per fare qualcosa di scientifico deve passare, perdonate la ripetizione, per il metodo scientifico. Non è una bizza, è l’unico modo che conosciamo. Perché? Perché questo metodo ci permette di verificare i risultati. Prima che una scoperta venga annunciata, un esperimento prende abbastanza dati per arrivare alle famose 5σ. Cosa significa? Che è rimasta solo una probabilità su 3.5 milioni di aver sbagliato, altro che ago in un pagliaio.

E mica finisce qui. L’equipe di scienziati, una volta sicuri del proprio risultato, scrive un articolo, definisce per bene cosa ha fatto, come, dove, quando e ci manca solo che scrivano cosa hanno mangiato mentre stavano in laboratorio. A quel punto l’articolo viene mandato ad una rivista, che comincia la peer review: manda tutta la documentazione ad altri colleghi esperti in materia per far sì che la controllino in maniera schifosamente accurata, manco fossero Vogon. Vengono mandate correzioni, l’autore ci pensa, spiega meglio, scrive altro.

Il loop si ferma, solitamente, quando gli autori dell’articolo, stanchi di tutte le correzioni, arrivano a sventolare un asciugamano bianco appeso ad un bastone, dimostrandone un ulteriore e comodo uso. Perché tutto ciò? Perché cerchiamo di descrivere nella maniera più accurata possibile la realtà. E non sappiamo farlo in altro modo.

Sito della collaborazione ITER, uno degli esperimenti che lavorano per una fusione nucleare che possa davvero fornire energia. Credit: ITER

Insomma?

Insomma io sono contentissimo per Jackson. Quando un bambino prova attrazione per la scienza è meraviglioso, tanto più se è attirato dal mondo dell’infinitamente piccolo, che è quello che studio io. Quello che mi fa attorcigliare lo stomaco è come viene trattata la notizia.

Leggevo gli articoli e sembrava davvero che gli scienziati ci tenessero nascosto qualcosa, quando invece gli sforzi verso una fusione nucleare utilizzabile ci sono e sono tanti. Non c’è bisogno di alimentare queste dicerie, ho letto di Jackson come di qualcuno che è riuscito dove numerosi studiosi hanno fallito. Questo non è vero, in primis perché gli studiosi quello che ha fatto Jackson lo sanno fare e lo hanno fatto molte volte, in secondo luogo perché finché non c’è un’altra equipe di scienziati che verifica, Jackson può aver fatto tutto e niente, non basta il benestare di un forum e del suo amministratore, un ingegnere elettronico in pensione.

Questo è un appello a chi scrive le notizie. Vi prego, un po’ di coscienza, se non altro per la salute (già precaria) del mio stomaco.

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Matteo Magherini

Matteo Magherini, noto ad alcuni come Asciugamano, è un gatto professionista. Una volta completato l’obiettivo « laurea triennale in fisica » ha deciso di scegliere la classe « fisico delle particelle » e si aggira tra un esame e l’altro intento a livellare. Appassionato di fantascienza, arrampicata e chitarre è campione nazionale di freddure.

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