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Indiana Jones 5: Nuovo cambio di sceneggiatore

Un effetto domino che porta ad un cambio di trama

Indiana Jones e la sceneggiatura maledetta, dovrebbero fare un film backstage sulla produzione del quinto capitolo della saga e chiamarlo così. Si, perchè la produzione del film questa volta è stata rallentata a causa del cambio di sceneggiatore. Infatti Jonathan Kasdan (Solo: A Star Wars Story) è stato sostituito in corsa dallo sceneggiatore Dan Fogelman (La vita in un attimo).

Indiana Jones 5, rischio di posticipare l’uscita del film?

Un effetto domino che ha naturalmente rallentato i lavori, in quanto un cambio di sceneggiatore prevede certamente anche un cambiamento della trama. Come abbiamo scoperto tempo fa, l’idea di Jonathan Kasdan era di sviluppare la storia del quinto Indiana Jones incentrandola sul treno d’oro ritrovato qualche anno fa nel comune polacco di Walbrzych. Il treno era nascosto in un tunnel segreto dentro la collina, in cui i nazisti avevano nacosto cimeli di famiglia, opere d’arte e artefatti di inestimabile valore, insomma, il famoso oro dei nazisti.

Con la sostituzione in corsa, sembra che il classico stile di sceneggiatura di Dan Fogelman tenda a mantenere l’azione in secondo piano, basando i suoi punti di forza sui sentimenti, la malinconia e l’umorismo, e vista l’età dell’archeologo protagonista, la cosa non stupisce affatto.

Sempre con l’immancabile presenza di Steven Spielberg alla regia e di Harrison Ford davanti alla macchina da presa nel ruolo del protagonista, le riprese di Indiana Jones 5 dovranno attendere, perchè l’effetto domino si espanderà inevitabilmente in tutta la fase di lavorazione, ritardando quindi la produzione della pellicola e conseguentemente l’uscita nelle sale, attualmente prevista per il 20 Luglio 2020.

Purtroppo un repentino cambio di sceneggiatura non giova mai ad un film, lo abbiamo visto spesso nella storia Hollywoodiana, in cui film che potevano essere epici venivano purtroppo rovinati a causa del continuo metter mano allo script. Questo avviene spesso nelle pellicole che devono a tutti i costi rimanere all’altezza di film prodotti in precedenza, come sequel, remake o reboot, in cui lo spettatore si reca al cinema già con un punto di riferimento su cui basare la sua valutazione. Noi restiamo sempre molto fiduciosi, non dimentichiamoci che gli eroi vengono ricordati, ma i miti non muoiono mai. E Indiana Jones è un mito.

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Enrico Natalini

il suo DNA è composto al 100% di cultura trash e underground. Che siano libri, film, fumetti, serie tv, spettacoli teatrali, mostre o televendite è un segugio per tutte quelle chicche che sopravvivono all'insaputa del mainstream. Di lui dicono che è come un cartone animato, non ha capito bene se sia un complimento o meno, ma a lui piace.

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