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“Io, Leonardo”, un viaggio nella mente di Leonardo da Vinci | Recensione

Abbiamo visto in anteprima il film Io, Leonardo in uscita oggi 2 Ottobre al cinema, ecco le nostre impressioni:

In occasione dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, Sky Arte ha realizzato il film “Io, Leonardo”, un omaggio cinematografico al genio Italiano. Il film fa parte del Progetto Immagine di Sky ed è diretto da Jesus Garces Lambert, il regista di Caravaggio – l’Anima e il Sangue. Un nuovo film dedicato al mondo dell’Arte con una visione personale e supportata scientificamente e storicamente da Pietro Marani, professore ordinario di Storia dell’Arte Moderna e Museologia al Politecnico di Milano.

La figura di Leonardo da Vinci è una delle più emblematiche e importanti della storia dell’arte e del rinascimento. Il film celebra non solo le sue doti e i suoi lavori ma anche la sua vita senza tralasciare gli insuccessi e le difficoltà che Leonardo uomo ha dovuto affrontare.

Io, Leonardo – Recensione

Per creare un vero e proprio legame con lo spettatore, Leonardo, interpretato da Luca Argentero, parla quasi ed esclusivamente attraverso i suoi scritti autografi dai quali sono tratti i dialoghi del film, in particolare dal Trattato della Pittura. Non solo, anche le scene e gli oggetti utilizzati sono ispirati e fedelmente tratti dalle fonti e dai progetti originali. Questo geniale pretesto è riuscito a catturare la nostra attenzione dall’inizio alla fine del film. Le parole che ascoltiamo sono davvero le parole di Leonardo.

Il film si muove su questa linea per tutta la sua durata (1h e 30) intervallato da pochi personaggi secondari. Stiamo parlando di persone che Leonardo ha incontrato nel corso della sua vita come Ser Piero (Roberto Andreucci), suo padre, Ludovico Sforza (Massimo De Lorenzo), la nobile Cecilia Gallerani (Angela Fontana) ed altri. Tra loro, e i monologhi del protagonista, si alterna anche un narratore esterno che rappresenta la voce della mente e della coscienza di Leonardo riferendosi a lui utilizzando la seconda persona. Il narratore, magistralmente interpretato da Francesco Pannofino, è un personaggio a tutti gli effetti e riesce a legare tutte le scene che si susseguono.

Il film racconta tutte le fasi della vita di Leonardo, dall’infanzia, caratterizzata da un rapporto difficile con il padre che si rifiuta di riconoscerlo, alla vita matura, fatta di successi, grandi opere d’arte ma anche difficoltà nel rapportarsi con la società e le committenze. Nonostante le diverse fasi, Leonardo è sempre rappresentato come un uomo 35 enne che si muove all’interno della sua mente e dei suoi ricordi e guida lo spettatore nel suo mondo meraviglioso e fuggevole.

Il genio rinascimentale incontra il cinema

Un aspetto onirico della pellicola è fortemente presente e ci viene dato dalle sceneggiature utilizzate. Si tratta di spazi molto piccoli e, a volte, sempre simili tra loro: il suo studio, un laboratorio, la camera degli specchi… Nonostante ciò, riescono a dare una perfetta idea di quello che era il pensiero e la psiche di Leonardo spesso tormentata e infelice. Dall’accusa di sodomia agli errori di calcolo del maestro fino ai difficili rapporti con la committenza che impedirono la realizzazione di molte delle sue opere. La sua mente prende forma all’interno della narrazione.

Così come anche le sue opere d’arte più famose, protagoniste assolute del film. Il battesimo di Cristo, La Dama con L’Ermellino, l’Adorazione dei Magi, San Girolamo e tanti altri capolavori diventano punti focali e nodali della vicenda, aiutandoci ad immaginare quello che Leonardo poteva pensare, sempre basandosi sui trattati e sulle fonti. Magistrale, tra le altre, la scena de L’ultima Cena in cui il regista ci proietta in quella che poteva essere la costruzione della posa originale dei modelli scelti supervisionata da Leonardo stesso. Una scena che racchiude in se l’intera essenza del film accompagnata da un’impressionante fedeltà con l’opera originale e da una colonna sonora strabiliante.

Gli errori del maestro

Come la carriera di Leonardo, anche questo film non è esente da imperfezione. La scelta delle ambientazioni e di utilizzare nei dialoghi quasi ed esclusivamente riproposti dai suoi trattati (scritti nel XVI secolo), danno al film una forte anima teatrale che, spesso, non riesce ad incastrarsi bene con il linguaggio del cinema. Questo finisce per intaccare la performance di Argentero costretto ad utilizzare uno stile da teatro fortemente impostato e rigido. Nonostante ciò, l’attore protagonista riesce a donarci un eccellente Leonardo aiutato anche dai costumi e dalle rievocazioni delle fonti.

Pregevole, come molte altre volte, la narrazione di Pannofino che riesce in ogni momento ad incantare lo spettatore con la sua voce mentre descrive le opere e i lavori di Leonardo. Il resto del cast, purtroppo, rimane abbastanza anonimo e poco incisivo. La brevità delle scene e dei dialoghi tra più personaggi non permette loro di emergere durante il film salvo per qualche scena visivamente appagante.

In definitiva, Io, Leonardo è un altro esempio eclatante di come si può (e si deve) parlare di Arte al Cinema. Sebbene avessimo preferito una visione meno documentaristica e più storica della vita del maestro, Lambert riesce a rappresentare nel migliore dei modi la vita di un artista, scrittore, inventore e grande uomo italiano.

Io, Leonardo sarà proiettato nelle sale cinematografiche italiane a partire dal oggi 2 ottobre.

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Daniele Cicarelli

Indigente giramondo con la grande passione per i videogiochi, l'Arte e tutte le storie Fantasy e Sci-Fi che parlano di mondi alternativi senza zanzare. Fermo sostenitore dell'innovazione, del progresso tecnologico e della superiorità del Tipo Erba. Dalla parte dei Villains dal 1991.

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