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Io sono Andrzej Sapkowski, il creatore di The Witcher

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In occasione della premiere mondiale del trailer di The Witcher, nuova serie Netflix che debutta proprio oggi sulla piattaforma streaming, il creatore della saga Andrzej Sapkowski è stato ospite di Lucca Comics & Games 2019. Un ritorno fra le mura della città toscana per presentare i racconti dedicati allo strigo, una saga letteraria capace di appassionare i lettori di tutto il mondo.

Andrzej Sapkowski deve gran parte del suo successo al personaggio di Geralt di Rivia, un cacciatore di mostri chiamato Witcher. La saga a lui dedicata ha visto la trasposizione in moltissimi media, da fumetti a videogiochi, fino alla recente serie televisiva con protagonista Henry Cavill.

Un successo globale che non ha però scalfito l’arcigno Sapkowski, come lui stesso dichiara: “Io vedo solo le lettere. So che è difficile da credersi ma io vedo solo lettere e so in che ordine posizionarle. Il mio compito è usarle nel giusto ordine”.
Autore colto e sagace, Sapkowski è stato protagonista di diversi incontri con il pubblico e la stampa durante i giorni di Lucca Comics per parlare del proprio lavoro, di Geralt e della serie a lui dedicata, The Witcher.

lucca stagioni san diego comic-con annunci orgoglio nerd the witcher netflixAndrzej Sapkowski, la genesi di The Witcher

L’origine di The Witcher è decisamente insolita dal momento che Andrzej Sapkowski non è il classico autore di narrativa fantasy che possiamo aspettarci. Ha seguito studi economici e per anni ha lavorato come venditore in un’azienda straniera, elementi che non gli hanno però impedito di dedicarsi a lavori di traduzione. Il suo ingresso nel mondo della scrittura avviene nel 1986 quando, dopo la partecipazione ad un concorso per la rivista Fantastyka, Sapkowski pubblica il suo primo racconto dedicato a Geralt di Rivia.

Tutto è iniziato quando ho scritto la prima storia, era per una competizione. Quando partecipi ad una gara devi scrivere davvero bene perché vuoi vincere. Io avevo un’idea ma già all’epoca era difficile avere successo in Polonia. I lettori erano molto esigenti ed è arduo trovare un modo per risaltare ed essere originali. Ho trovato il modo, inserendo la scienza in un racconto fantasy e sono riuscito a conquistarli. Ho scritto per trionfare ed essere il migliore

Queste le parole dello stesso Sapkowski utili per comprendere il suo approccio iniziale alla serie di The Witcher, successivamente ampliata da ulteriori romanzi, fumetti, videogiochi e oggi anche da una serie TV.

Dovete sapere che prima di scrivere la mia prima storia ero un grande fan del genere fantasy. Lo conoscevo davvero bene ma, come dicevo, dovevo essere originale per trovare il mio spazio. In ogni racconto sono presenti degli archetipi e quindi ho pensato che se un mostro terrorizzasse una città chi potrebbe aiutarla?

Un professionista.
Ed ecco com’è nata la figura del Witcher”.

Il lavoro dello scrittore secondo Andrzej Sapkowski

Parlando del proprio lavoro Sapkowski ha più volte dichiarato come lui riesca semplicemente a mettere in ordine le lettere. Nel giusto ordine, ovviamente, in una sequenza tale da rendere interessante un racconto. “C’è un modo per scrivere una storia di successo sebbene non sappia come spiegarvelo. So come farlo perché ormai sono un professionista. Sono un maestro del mettere le lettere nel modo corretto ma non so proprio come potrei  illustrarvelo”.

Secondo l’autore per scrivere una buona storia bisogna trovare un eroe e posizionarlo all’apice del racconto. Lui rappresenterà il vertice della vostra tenda, l’intreccio narrativo sarà la stoffa che la compone, mentre i personaggi secondari saranno i picchetti che reggeranno l’intera storia. In questo modo ogni elemento risulterà fondamentale per il successo del romanzo.

Fondamentale inoltre per Sapkowski la presenza di personaggi femminili forti e sfaccettati, figure che insieme a Geralt riescono a realizzare un’alchimia unica. “Bisogna trovare un personaggio femminile che accompagni l’eroe nel suo viaggio. Una banalità forse, ma deve essere realizzata con cura e dedizione”.

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The Witcher nel mondo

La passione di Sapkowski per la letteratura arriva da lontano, sin da quando iniziò a leggere le opere di J.R.R. Tolkien. Un autore che ha conosciuto grazie alla moglie. “Una sera avevo passato la notte da lei e avevo trovato una libreria intera di libri di Tolkien. Secondo lei non mi sarebbero piaciuti ed invece ho molto apprezzato il suo modo di raccontare”.

Un interesse sfociato anche nella traduzione e nello studio delle lingue. Sapkowski infatti ad oggi conosce 15 lingue differenti, fra cui anche l’italiano, competenza che gli ha permesso di approfondire le traduzioni delle sue opere. Di tutte le traduzioni da lui visionate l’unica di cui si ritiene pienamente soddisfatto è quella pubblicata in Repubblica Ceca. “Non posso giudicare una traduzione di cui non conosco la lingua, attualmente i miei libri sono tradotti in 35 lingue diverse”.

Uno fra i problemi più diffusi in una traduzione è il gap culturale che divide la società in cui è stato scritto un racconto rispetto a quella di arrivo. Esempio portato dallo stesso autore è quello della versione russa. “In una scena Geralt beve dell’acqua in modo molto rude, quasi rozzo. Nella traduzione russa l’acqua è stata trasformata in vodka perché, per uso comune, il modo in cui avevo descritto il gesto era più simile al modo in cui si beve la vodka piuttosto che a della semplice acqua”.

Il successo di The Witcher, da libro a serie tv

Dopo il clamore ottenuto grazie alla serie di libri dedicati a Geralt di Rivia, il mondo realizzato da Sapkowski è stato ampliato prendendo vita nei media più differenti. La versione più conosciuta è indubbiamente la trasposizione videoludica realizzata da CD Projekt RED, casa di produzione polacca che ha realizzato un’intera trilogia dedicata allo strigo.

Un successo che non ha intaccato il modo di lavorare di Sapkowski, il quale sostiene come abbia dato vita a dei personaggi e all’intero mondo narrativo, nulla più. “Va benissimo che la mia creazione venga usata in maniera diversa, sia esso fumetto, gioco o serie televisiva. Sappiate però che questi rimangono i miei personaggi”.

L’autore si è inoltre dichiarato contento del lavoro svolto per la serie tv, sebbene con un particolare risvolto. “Non chiedetemi se guarderò la serie perché non lo farò. Ho visto il trailer e wow, mi è subito piaciuto. Fantastico, voglio vederlo ancora. Però il mio ruolo è quello di usare le lettere, quelle piccole lettere che formano le parole”.

Un rapporto da sempre conflittuale quello dell’autore con le opere generate dal proprio lavoro, anche a causa di problematiche scaturite a causa dei diritti di  sfruttamento dei suoi personaggi.

Leggete prima i libri, sono loro gli originali”.

Andrzej Sapkowski si dimostra ancora una volta uno scrittore eclettico, arguto e decisamente appassionato verso il proprio lavoro. Un autore capace anche di intrattenere il pubblico con i suoi aneddoti e il proprio carisma. “Non ho mai giocato a gdr o simili, non mi sono mai interessati. C’è stato solo un periodo ma io non giocavo. Ero il Dungeon Master”.


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Mattia De Poi

Anche conosciuto come Il Nini, Mattia è il lato gioioso di Orgoglio Nerd. Biondo e curioso, è appassionato di ogni genere fumettistico, Gunpla e avventure. Portatelo in viaggio, all'organizzazione ci penserà lui.
        






      





 
















 
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