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Intrattenimento

Iperurania: impostori fantascientifici

"Sindrome dell'impostore" è la definizione tecnica di quella sensazione che colpisce moltissime persone quando riescono ad ottenere dei successi, ma sentono di non averli meritati, di aver involontariamente fatto credere di avere capacità, talenti, attitudini che in realtà mancano. E così vivono con sofferenza i propri traguardi, temendo costantemente il momento in cui saranno messi alla prova, quando il loro terribile segreto sarà svelato e saranno additati come degli impostori, appunto. Nella maggior parte dei casi tuttavia, si tratta semplicemente di suggestione, di una preoccupazione eccessiva e del tutto ingiustificata, ai limiti dell'ossessione.

Ecco, questa è la chiave fondamentale attraverso cui va letto Iperurania, nuova opera di Francesco Guarnaccia giovanissimo autore classe 1994 alla sua prima esperienza con Bao Publishing. Al centro di quest'opera c'è infatti un'analisi della sindrome dell'impostore, in tutte le sue sfaccettature. Ognuno dei personaggi rappresenta un archetipo dei soggetti coinvolti in queste situazioni, da chi non riesce ad avere successo nonostante l'impegno, a chi non lo cerca e sopravvive lontano dai riflettori, a chi ancora cerca di comprendere ciò che si prova a consolare e supportare chi soffre per il suo successo. E ovviamente chi la sindrome dell'impostore la vive sulla propria pelle, come il protagonista Bun.
È estremamente interessante notare come le vicende di Bun si applichino a qualsiasi campo, nonostante lui si ritrovi in un ambito specifico, cioè la fotografia. Il parallelo più evidente è chiaramente quello con il mondo del fumetto, soprattutto durante la sequenza in fiera, ed è normale che sia così, visto che stiamo parlando di un romanzo grafico. Ma tutto questo lo si può tranquillamente traslare nel mondo della musica, del cinema, della scrittura e molto altro ancora. Il concetto di vivere male perché si sente di non meritarsi il talento grazie al quale si ha avuto delle soddisfazioni (qualunque esse siano e di qualunque entità) è qualcosa che tocca virtualmente chiunque, stimolando riflessioni e paragoni con le avventure di Bun.
Tutta la storia è costruita su un'impalcatura fantascientifica molto ispirata, piena di richiami ai classici, a partire dalle opere di Philip K. Dick. Tutto è comunque funzionale al messaggio, alla riflessione da portare avanti ed è per questo estremamente scorrevole, perché come abbiamo avuto modo di sentire da Francesco stesso durante una chiacchierata in occasione della presentazione del libro: "Se a priori imposti la metafora nel modo giusto, la storia si scrive da sola". Il titolo stesso è una studiata composizione di tre parole: Urano, il pianeta, Urania, storica collana italiana di opere di fantascienza, e l'Iperuranio di Platone, tutte ugualmente significative per il racconto.
Lo stile grafico è fortemente influenzato dal mondo dell'animazione contemporaneo e da quello di Brian Lee O' Malley e dell'italiano Tuono Pettinato. È adattissimo alle necessità dell'opera, riuscendo a rappresentare perfettamente il curioso pianeta Iperurania, simbolo di una natura estrema e selvaggia, in contrasto con la giungla urbana della stazione spaziale, ma comunque diversa da quella a cui siamo abituati e per questo disorientante.
Iperurania è quindi un lavoro che promuoviamo assolutamente e che abbiamo molto apprezzato. Vale molteplici letture per poter assimilare al meglio lo studio della riflessione portata avanti dall'autore. Non resta che fare i migliori auguri per il futuro a Francesco Guarnaccia, un autore da tenere d'occhio nei prossimi mesi in vista dei suoi (tantissimi) progetti di prossima realizzazione.

Mattia Chiappani

Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.

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