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It – Capitolo due, una sterzata improvvisa | Recensione

Parliamo della seconda parte della trasposizione del noto romanzo horror di Stephen King

Ed eccoci qui per la recensione in anteprima di It – Capitolo due. Due anni fa la prima parte è arrivata nei cinema ottenendo un successo incredibile e facendo gridare tanti fan di Stephen King al miracolo, o quasi. Il film era riuscito a catturare ottimamente l’atmosfera unica dell’opera originale, seppure con qualche modifica e semplificazione. Sarà andata così anche per questo sequel conclusivo? Vediamolo insieme…

It – Capitolo due: la recensione in anteprima

Qual è la trama di It – Capitolo due?

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© 2019 WARNER BROS. ENTERTAINMENT INC.

Sono passati anni da quando il Club dei Perdenti ha affrontato il temibile Pennywise nel sottosuolo di Derry. Quasi tutti i ragazzi hanno abbandonato quella cittadina del Maine, trovando successo altrove chi come scrittore, chi come comico, chi come architetto… Tutti tranne Mike Hanlon, rimasto indietro a tenere sotto controllo la situazione, temendo un possibile ritorno del mostro. Ed è proprio quello che succede.

Quando il giovane Adrian Mellon muore a causa di un cruento pestaggio a sfondo omofobo, Mike capisce che Pennywise si è risvegliato ed è giunto il momento di richiamare il Club dei Perdenti. Non tutti però sono pronti ad affrontare di nuovo quell’orrore e soprattutto, quasi tutti hanno dimenticato quegli eventi. Bisognerà quindi prepararsi attentamente per la nuova battaglia, sperando sia quella finale.

Avremo modo di approfondire questo aspetto nei prossimi paragrafi, ma già da qui si può intuire come It – Capitolo due segua piuttosto fedelmente le vicende del romanzo di King. Questo è vero, ma solo fino a un certo punto. Indicativamente intorno alla metà della pellicola, la storia fa una sterzata improvvisa e si separa sensibilmente da quella raccontata nell’opera originale.

Questo, lo sappiamo, non è necessariamente un problema. In una trasposizione non è possibile (e spesso neanche auspicabile) aspettarsi una perfetta aderenza al materiale originale. Tuttavia, in questo caso è proprio nel momento in cui It – Capitolo due si separa dal racconto di King che il film crolla, perdendo gran parte del credito guadagnato nella parte iniziale. Vediamo meglio cosa significa tutto ciò.

Tutto ciò che funziona nella nuova avventura del Club dei Perdenti…

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© 2019 WARNER BROS. ENTERTAINMENT INC.

Partiamo dai lati positivi di questo film che, non bisogna negarlo, sono parecchi. Come detto, la prima metà della pellicola è indubbiamente quella più solida, nonché quella più fedele al romanzo. Qualche lettore ha sicuramente annuito leggendo il nome di Adrian Mellon nel breve riassunto di prima, ma l’aderenza al libro non si ferma a questo. La scena del ristorante cinese in particolare sembra uscita direttamente da quelle pagine e, come per i protagonisti, porterà a galla ricordi ‘piacevoli’ per chi conosce l’opera di King.

Anche per quanto riguarda i personaggi principali, la resa è davvero perfetta. Il Club dei Perdenti adulto è esattamente quello che ci si aspetta. Aiutano molto ovviamente le scelte di casting, curato tanto quanto per il film precedente. Jay Ryan e James Ransone sono perfetti nel ruolo delle versioni adulte di Ben ed Eddie e le interpretazioni di Jessica Chastain, Bill Hader e James McAvoy (rispettivamente Bev, Bill e Richie) sono eccezionali.

Torna ovviamente anche il Pennywise di Bill Skarsgård, già uno degli elementi più solidi del capitolo uno. In qualche scena forse si calca troppo la mano sul suo lato più weird, ma in generale funziona ottimamente. Al contrario di quanto succede in altri film di questo genere, ogni sua apparizione non è desiderata, ma temuta. Quando sentiremo la sua presenza nell’aria di Derry, inizieremo a stringere i braccioli della sedia, intimoriti.

Come detto, ovviamente non sono problematiche le differenze con l’originale in sé e per sé. Anzi, alcune delle modifiche sono molto apprezzabili, dando profondità ulteriore a personaggi chiave come Bill, Richie e Stan. Si potrebbe argomentare che quest’ultimo ottiene finalmente giustizia, con una rappresentazione in una chiave migliore e di maggior spessore.

Infine, merita una menzione speciale una gag minore riguardante il rapporto di Bill con la scrittura. Una strizzata d’occhio agli amanti di King che ci avvicina agli autori di It – Capitolo due. Un’ottima aggiunta, che contribuisce ad alleggerire nei momenti giusti il racconto.

…e tutti i lati negativi di It – Capitolo due

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© 2019 WARNER BROS. ENTERTAINMENT INC.

Addentriamoci ora nella seconda metà del film, quella che purtroppo gli impedisce di portare a casa il risultato. Per ovvie ragioni, per parlarne dovremo anticipare alcuni passaggi della pellicola. Cercheremo come sempre di tenerla il più possibile spoiler-free, ma se siete particolarmente sensibili a questo aspetto, vi invitiamo a procedere con attenzione nella lettura. Siete pronti? E allora andiamo!

Uno dei problemi principali riguarda alcuni personaggi che risultano decisamente sacrificati. Henry Bowers, Audra Philips e Tom Rogan in particolare, che hanno un ruolo chiave nel romanzo, qui hanno una parte molto secondaria. Forse per alcuni di questi sarebbe stato più utile eliminarli del tutto, creando una narrazione diversa dall’originale sì, ma più coerente.

Sembra quasi infatti che questo It – Capitolo due sia molto più breve del necessario, come se mancassero alcune scene fondamentali. E forse non è solo una sensazione: la produttrice Barbara Muschietti ha già infatti promesso una Director’s Cut che potrebbe raggiungere le quattro ore. La vedremo e la valuteremo sicuramente, ma per ora dobbiamo attenerci alla versione in sala che in alcune parti sembra davvero monca.

Paradossalmente però It – Capitolo due risulta anche troppo lungo e prolisso con la sua durata di quasi tre ore. Alcune sequenze, soprattutto nel finale, sembrano allungarsi inutilmente quasi come se (comprensibilmente) i suoi autori non fossero pronti a dire addio a questi stupendi personaggi. A questo si aggiungono scene che, a conti fatti, non aggiungono nulla di concreto alla storia. Probabilmente avevano un significato in relazione alla visione originale del regista Andy Muschietti ma nel montaggio finale risultano semplicemente ridondanti.

Addio Derry! (o arrivederci?)

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© 2019 WARNER BROS. ENTERTAINMENT INC.

E siamo giunti alla fine di questa recensione in anteprima di It – Capitolo due. Un film che, nel complesso, non è certo orribile, anzi. Siamo sicuri che in tantissimi che andranno a vederlo in questi giorni sapranno apprezzarlo e noi per primi non ce la sentiamo di bocciarlo in toto. Chi ha amato il romanzo si ritroverà spesso a bocca aperta, trovando molto più di quanto ci si potesse aspettare da questo adattamento.

Tuttavia è giusto sottolineare come le ottime premesse del film che lo ha preceduto non abbiano trovato una conclusione all’altezza. In una curiosa ironia sembra quasi che, come per l’autore originale, anche Gary Dauberman ed Andy Muschietti si siano trovati in difficoltà con il finale della propria storia.

E chissà che un giorno, magari fra altri 27 anni, qualcuno non decida di riprovarci e affrontare la sfida di un nuovo adattamento di It. Forse si tratterà di un film, forse una serie TV, forse una nuova forma di intrattenimento che ancora non conosciamo. E allora si potrà sperare di nuovo in una versione che renda completa giustizia alla bellezza di questo romanzo. Questa volta comunque ci siamo andati davvero vicini.

It – Capitolo due, qui recensito in anteprima, sarà disponibile nelle sale italiane a partire dal 5 settembre.

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Mattia Chiappani

Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.

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