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Jean-Luc Picard: tecnologia e Earl Grey Tea

Mai nessun francese è stato tanto inglese quanto Patrick Stewart con la sua interpretazione di Picard, l'altro capitano.
Si, perché i capitani di Star Trek sono due, Picard e Kirk, gli altri sono altrettanto famosi, essenziali e ben costruiti ma non c'è storia, la scelta è questa. Le possibilità sono due.
Ma non siamo qui per parlare dell'eterna domanda, siamo qui per cercare di trovare un fondamento alla presunta immortalità di Patrick Stewart analizzando la tecnologie della serie della quale è protagonista, anni di effetti speciali hanno rallentato il suo invecchiamento?
È questo che fa l'utilizzo eccessivo del teletrasporto su un umano? Magari la smaterializzazione unita alla continua assunzione di Te Earl Grey è la chiave.
L'estremo charme “classico” di Picard si contrappone alle “diavolerie” futuristiche che lo circondano, traguardi della scienza che, praticamente in egual misura, creano o risolvono i guai dell'Enterprise.
In particolare nella sesta stagione questo “equilibrio nella Forza” (citiamo la concorrenza a tradimento) è particolarmente vibrante e, con l'aiuto di un collega Trekker, abbiamo deciso di analizzare un ampio sguardo sulle tecnologie che compaiono in questa stagione.
Perché scienza e tecnologia non sono malvagie, dipende l'utilizzo che se ne fa e, a prescindere dal risultato, noi di OrgoglioNerd consigliamo sempre di utilizzarle accompagnate da una buona tazza di Earl Grey.
Se ormai è chiaro che il vero segreto della lunga vita di Stewart è la bevanda cinese c'è ancora un velo di mistero sui gadget ideati da Roddenberry per la serie, quindi vediamo di fare luce su questa storia…

Guardando “Star Trek – The Next Generation” fin dalle prime puntate, non c’è ombra di dubbio: l’era del capitano Kirk e delle navi piccole e relativamente scomode, è superata. È passato quasi un secolo e il capitano Picard ha a disposizione una delle navi stellari tecnologicamente più avanzate della flotta. La nuova Enterprise è piena zeppa di tecnologia di ogni tipo: replicatori di materia in grado di sintetizzare in pochi attimi cibo, indumenti, strumenti e persino alcuni elementi organici. Ponti ologrammi che permettono di ricreare e interagire con qualsiasi ambiente, situazione e perfino persone.
 Alla base di tutte queste tecnologie, c’è il processo di smaterializzazione e rimaterializzazione. Lo stesso al quale hanno lavorato gli ingegneri della flotta stellare per quasi 100 anni, migliorandolo e rendendolo sempre più sicuro. Già, perché ai tempi di Kirk, un certo “dottore”, non era proprio convinto che fosse una buona idea usare il teletrasporto su degli esseri viventi, e a dirla tutta, non ha cambiato idea nemmeno nel 2364 (per chi non sapesse di chi stiamo parlando, consiglio di vedere il primo episodio di TNG.)

 Sull’Enterprise-D il teletrasporto è ormai uno strumento indispensabile. Se ne fa uso ogni giorno, tanto da avere persino dei veri e propri esperti e addetti che si occupano solamente della manutenzione e della sua messa in funzione. Il pericolo di vedere i propri atomi in giro per lo spazio [Cit. il certo “dottore” chiamato in causa prima] è ormai pressoché infinitesimale, eppure i malfunzionamenti, seppur generalmente benigni, si presentano.
 Nella sesta stagione, il teletrasporto viene utilizzato per scopi che vanno ben oltre quelli indicati nei manuali di istruzione provocando diverse peripezie. In una puntata, il capitano e altri membri dell’equipaggio subiscono una "singolare" trasformazione, in un'altra ancora, il teletrasporto viene impiegato in maniera creativa riuscendo a salvare la vita di molte persone e infine, nel terz’ultimo episodio, questo dispositivo è responsabile della creazione di un sosia memorabile.
La data esatta della nascita di questa tecnologia non è documentata, ma in attesa di allora, la seconda puntata della sesta stagione, da rivedere magari in Blu-ray, ci permette di salire, per la prima volta nella serie, su una piattaforma di teletrasporto, e di sperimentare in alta definizione cosa avviene subito dopo aver pronunciato la parola “Energia!”.

Testi in collaborazione con Florian D’Anna

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