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Karōshi: morti senza poter vivere

2 min


過労死 : karōshi
Parola composta dai seguenti ideogrammi 過: troppo 労: lavoro e 死: morte.
Diverso ovviamente dal 
過労自殺 : karōjisatsu
che è invece il suicidio causato dal troppo lavoro. Anch'esso tragicamente presente.
Questi sono i termini coniati alla fine degli anni '70 quando il numero di impiegati morti per ictus e infarto dovuti al troppo lavoro ha cominciato ad aumentare vertiginosamente. Così come i suicidi dovuti all'impossibilità di reggere un livello di stress tale da distruggerti.
Anche in questo caso, come sempre, la lingua non è altro che uno specchio che riflette la cultura e la società cui appartiene.
Alcuni affermano addirittura che si influenzino a vicenda, e non mi sento di dissentire.
Il fatto che si sia ritenuto necessario creare un nuovo vocabolo per potersi riferire ad un determinato fenomeno la dice lunga sull'estensione e il livello del fenomeno stesso.
In maniera seriamente preoccupante, in questo caso.
Ma come mai ho deciso di parlarne proprio ora?
Partiamo dal presupposto che non se ne parla mai abbastanza. 
I Giapponesi vengono fagocitati da un sistema in cui le ore di lavoro sono infinite, in cui gli amici con cui si esce a bere sono i colleghi di lavoro e i partner si possono incontrare per lo più con incontri combinati perché non si ha tempo per… “vivere”.
Tra straordinari non pagati, notti passate in ufficio, cibo pessimo consumato di fretta per poter tornare alla scrivania. Stress. Pressione. Ansia. 
Morte.
Abbiamo tutti amato la serie proposta su Netflix, Aggressive Retsuko (che vi informo avere anche un'altra serie a monte, 100 episodi da 1 minuto circa ciascuno), ha mostrato con la sua adorabile chiave ironica solo la punta dall'iceberg quanto a situazioni lavorative impossibili.
In seconda battuta perché la coalizione di governo di Abe Shinzo, primo ministro giapponese, ha promosso in questi una proposta di legge che ha a che fare con il disegno di legge sul lavoro.
Se da una parte sembra che limiti le ore di straordinario legalmente ammissibili a 360 annuali, penalizzando i datori di lavoro che non vi si atterranno, dall'altra reintrodurrà un sistema per cui i lavoratori verranno pagati in base alle prestazioni e non alle ore di lavoro effettivamente svolte.
Secondo quanto riportato dal Japan Times, questa formula nominata “Sistema professionale di alto livello”esonera quelli descritti come "specialisti" con un reddito annuo superiore a 10,75 milioni di yen ( circa 85.000 euro) dalle regolamentazioni ore-lavoro.
Il governo ha asserito che tale sistema verrà attuato solo con il consenso dei vari individui, e che si farà di tutto per poter proteggere e tenere in gran considerazione la salute dei lavoratori.
Questo vuol dire che il sistema legalizzerà, facendo finta di non farlo, lunghissime ore di lavoro, eliminando il concetto stesso di retribuzione per il lavoro straordinario, oltre alla possibilità che il sistema assolva le aziende dall'obbligo di tenere un registro delle ore lavorative, non avendo così una traccia chiara della quantità di straordinari fatti.
Si allontanerebbe così, sempre di più, la possibilità di mettere fine a questa piaga della società giapponese che è il karōshi.
L'opposizione, così come i gruppi delle famiglie delle vittime di  karōshi, faranno di tutto per evitare che questa proposta di legge vada fino in fondo.
Ma il problema rimane e si dovrebbe fare il possibile per trovare presto una soluzione.
See you space cowboy 
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monicafumagalli

        






      





 
















 
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