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La storia di Sauron
Sauron, il Signore Oscuro, è sconfitto dalla Compagnia dell'Anello. Ma la sua storia attraversa le ere!

10 min


Il Signore degli Anelli è tante cose per tante persone diverse: il libro fantasy per eccellenza, la summa delle ispirazioni che hanno forgiato l’immaginario di intere generazioni di giocatori di ruolo, una trilogia cinematografica rivoluzionaria, addirittura un campo di studio. I personaggi dell’opera, a loro volta, hanno definito i rispettivi archetipi trasformandoli in veri e propri template: Gandalf è IL mago, Aragorn è IL ranger, Gimli è IL guerriero nano. E Sauron è IL Signore Oscuro. Nessuno come lui ha incarnato l’essenza stessa della minaccia insormontabile, del male assoluto, dell’oscurità così totale da richiedere alleanze e sodalizi fra tutti i popoli del mondo. Oggi vogliamo ripercorrere la storia di Sauron l’Aborrito, partendo dal principio ed attraversando tutte le opere di Tolkien: il Silmarillion, l’Akallabêth, lo Hobbit e, infine, il Signore degli Anelli. Quali sono le origini di Sauron? Quanto è, davvero, il suo potere? Come è diventato il Nemico dei popoli? La storia è lunga, faremmo meglio a cominciare!

Le origini di Sauron

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Ogni storia che risale al Silmarillion non può che cominciare così: “In principio esisteva Eru, l’Uno, che in Arda è chiamato Ilúvatar”. Non vogliamo, in realtà, ricostruire l’intera storia del creato, altrimenti si farebbe lunga (e l’abbiamo già fatto, qui), ma due parole dobbiamo per forza spenderle. Eru Ilúvatar è, nella mitologia di Tolkien, il dio creatore, e da lui discendono tutti gli esseri celesti e mortali dell’universo di Eä. Fra questi troviamo gli Ainur, che con le dovute differenze potremmo definire angeli ed arcangeli. Gli Ainur si dividono fra i Valar, ovvero gli esseri superiori, secondi in potenza solo a Ilúvatar stesso, e i Maiar, che compartecipano della loro essenza divina ma sono di grado inferiore (e in numero molto maggiore). Ogni Maia è affiliato, per così dire, ad un Vala, e ne è contemporaneamente vassallo e discepolo, così che ogni Maia possiede delle facoltà, delle conoscenze e delle caratteristiche affini a quelle del proprio superiore. Olórin, ad esempio, fu un Maia della Vala Nienna, la signora della pietà e del lamento, ed apprese queste qualità prima di raggiungere la Terra di Mezzo, dove fu noto con il nome di Gandalf.

Ebbene, anche Sauron appartiene alla schiera dei Maiar: è un essere divino, e alla sua origine non era malvagio, poiché nulla è malvagio sin da principio. Alla creazione Sauron era noto come Mairon, ed era uno dei vassalli del potente Vala Aulë. Aulë, conosciuto come il Fabbro dei Valar, era il patrono della creazione, delle arti e della materia stessa. Fu lui a creare tutte le sostanze di cui è composta Arda, la Terra, e fu lui a dar vita ai Nani, che infatti condividono molte delle sue attitudini. Come Maia di Aulë, Mairon/Sauron imparò conoscenze segrete riguardo la manipolazione e la trasformazione della materia e riguardo la creazione di mirabili oggetti magici. Fu uno dei molti Maiar a rivoltarsi contro i propri signori, sedotto dalle lusinghe di potere offerte da Melkor, il primo Oscuro Signore. Melkor, poi chiamato Morgoth dagli elfi, era il maggiore fra i Valar per potenza e maestà, ed era invidioso della loro serenità ed armonia con il creato, che lui ambiva sottomettere e dominare. Questa divergenza di valori e di vedute fra Melkor e il resto dei Valar sfociò presto in due conflitti primordiali, combattuti dagli esseri divini agli albori del mondo. Durante la Prima Guerra delle Potenze Melkor fu sconfitto dal Vala Tulkas, il più valoroso e forte, e fu costretto a ritirarsi. In segreto, l’Oscuro Signore costruì la fortezza di Utumno, in cui radunò i propri servi, e quella di Angband, che affidò al proprio seguace più potente, Sauron. Fu durante la Seconda Guerra delle Potenze, combattuta dai Valar dopo il Risveglio degli Elfi, che Melkor fu sconfitto per davvero: Utumno venne assediata e distrutta, il Signore Oscuro venne imprigionato, ma Sauron, rifugiandosi in cunicoli segreti al di sotto di Angband, riuscì a sopravvivere e a fuggire, nascondendosi in attesa del ritorno del proprio padrone.

La Prima Era

La Prima Era ha inizio con il Risveglio degli Elfi, ed è attraversata da un ulteriore, devastante conflitto fra le potenze noto come la Guerra dei Silmaril. I Silmaril erano dei gioielli di ineguagliabile bellezza, forgiati dal più grande artigiano degli Elfi, Fëanor dei Noldor, che racchiudevano l’essenza e la luce degli Alberi di Valinor: per questo motivo erano desiderati dall’ambizione smodata di Melkor. Quando questi fu liberato da Manwë, il re dei Valar, egli finse di essersi ravveduto per poter irretire e plagiare gli Elfi di Valinor, seminando sospetti e tramando nell’ombra ai loro danni. Il suo piano ebbe successo, e quando Elfi e Valar realizzarono ciò che era accaduto Melkor era già fuggito nella Terra di Mezzo dopo aver rubato i preziosi Silmaril.  Fëanor, allora, giurò vendetta e utilizzò per la prima volta il nome Morgoth, che significa Oscuro Nemico del Mondo. Ciò che seguì fu una guerra combattuta dai Noldor e dai loro alleati contro i servi di Morgoth. Sauron, al ritorno del proprio signore, venne premiato per la sua fedeltà con incarichi sempre più importanti, e per decenni fu lui a gestire l’intero conflitto, registrando clamorose vittorie e conquistando terre in tutta la Terra di Mezzo, fra cui Tol-Sirion, un’importante fortezza che trasformò in prigione.

Si innesta a questo punto la vicenda di Beren e Luthien, due dei personaggi più importanti dell’intero Silmarillion. Beren era un Uomo, che cadde innamorato di Luthien, la figlia di Thingol, uno dei più antichi e potenti Re degli Elfi. Il loro amore impossibile incontrò la ferma opposizione della corte elfica, e il Re impose una condizione per concedere la propria benedizione: avrebbe ceduto la mano di Luthien se Beren fosse riuscito a recuperare uno dei Silmaril dalla corona di Morgoth. Questa condizione era chiaramente irrealizzabile, ma ciò non impedì a Beren e a Luthien di marciare spavaldi verso il Nemico, aiutati da Finrod, un altro Re degli Elfi, in debito con il padre di Beren. Prima che potessero raggiungere Angband, però, Beren e Finrod vennero intercettati e catturati proprio da Sauron, che li torturò crudelmente. Finrod trovò la morte, ma prima che ciò toccasse anche a Beren la situazione venne salvata da Luthien, accompagnata dal mastino angelico Huan. Sauron scagliò loro contro decine di lupi mannari, che vennero facilmente sbranati dal cane di Valinor, quindi decise di utilizzare le proprie arti di mutaforma per tramutarsi nel più grande e forte mannaro mai visto. Sauron duellò con Huan e fu sconfitto; costretto a cedere il controllo della sua fortezza a Luthien, si tramutò in una nube scura e fuggì.

In seguito, Sauron rimase nascosto a leccarsi le ferite fin dopo la Guerra dell’Ira, cioè il conflitto finale che segna la fine della Prima Era e la definitiva sconfitta di Morgoth. L’Oscuro Signore, sconfitto, fu giudicato dai Valar e imprigionato per l’eternità nel Vuoto al di fuori di Eä. Sauron si presentò a Valinor e implorò il perdono, ma quando non gli fu concesso nuovamente fuggì nel profondo oriente della Terra di Mezzo.

La Seconda Era: gli Anelli del Potere e l’Akallabêth

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Il ritorno di Sauron dopo la sconfitta del suo padrone avvenne in maniera melliflua. Il potente mutaforma prese le sembianze di un grande e meraviglioso signore elfico e si fece chiamare Annatar, il Signore dei Doni. In questa guisa vagò per la Terra di Mezzo mostrandosi amichevole e dispensando preziosi e saggi consigli, con il fine ultimo di irretire e corrompere i mortali del mondo. Ci provò con elfi, uomini e nani, e finalmente trovò il giusto modo di insediare i fabbri elfici dell’Eregion, fra cui il più grande fra loro, Celebrimbor. Sempre avidi di nuove conoscenze, questi Elfi si fecero guidare ed insegnare da Sauron nella forgiatura di potenti Anelli del Potere. Sauron, in segreto, forgiò però l’Unico, con cui poteva dominare su tutti gli altri. Gli Elfi nascosero i tre più potenti Anelli da loro forgiati: Nenya, Narya e Vilya. Questi erano stati creati senza l’intervento di Sauron, e quindi erano al sicuro dal potere dell’Unico…ma ciò non impedì al potente Maia di devastare le terre del Beleriand ed insidiarsi a Mordor come nuovo Oscuro Signore. Questa è l’epoca della corruzione dei Nove, che ricevettero gli Anelli del Potere da Sauron e ne vennero sopraffatti. L’Oscuro Signore venne sconfitto da una grande alleanza dei Popoli Liberi: Nani, Elfi e, per la prima volta dopo la Guerra dell’Ira, anche Uomini. Da Númenor, infatti, sbarcarono e si unirono alla battaglia le schiere dei Dúnedain, gli Uomini benedetti da Ilúvatar. Sauron venne sconfitto e costretto a ritirarsi nella propria fortezza di Mordor, dove, accecato dal rancore soprattutto nei confronti degli Uomini, risiedette per secoli.

L’acredine verso Númenor era assolutamente condivisa. Il crescente potere del regno di Sauron nella Terra di Mezzo scontentò i Re degli Uomini al punto che uno di loro, il più potente e il più arrogante, decise di radunare il più grande esercito di Uomini mai visto nella storia, ed invadere Mordor. Ar-Pharazôn, Re, dei Dúnedain, sbarcò a Mordor, e Sauron e i suoi servi furono impressionati e terrorizzati di fronte alla potenza degli Uomini al punto che l’Oscuro Signore dovette prostrarsi in sconfitta di fronte al Re. Questi, peccando di arroganza, trascinò con sé Sauron a Númenor, che era esattamente ciò che egli voleva. Nel giro di anni Sauron riuscì a sussurrare parole suadenti e a circuire il grande Re, che cedette alle sue lusinghe e lo nominò proprio consigliere. Tanto grande fu l’influenza di Sauron sugli Uomini che presto questi disconobbero il proprio amore per i Valar e perfino per Ilúvatar stesso. Sauron li convinse che il vero dio del Mondo era stato esiliato nel Vuoto. A Númenor si diffuse quindi un vero e proprio culto rivolto a Morgoth. La corruzione degli Uomini era talmente pervasiva che questi, al culmine della loro arroganza, dichiararono guerra a Valinor: costruirono una flotta, ammassarono armate e si diressero verso le Terre Sacre. I Valar, non desiderando distruggere gli Uomini, si rivolsero a Ilúvatar, il quale li punì: la flotta venne dispersa, Númenor sprofondata negli abissi, e Sauron costretto a ritirarsi, privo di potere ed incapace di assumere una forma fisica piacevole. Comunque, l’Oscuro Signore aveva ottenuto la sua vendetta, sebbene degli esuli fra i Númenoreani riuscirono a raggiungere la Terra di Mezzo per fondare i due regni gemelli di Arnor e Gondor.

La Terza Era: Sauron, il Signore degli Anelli

Arriviamo dunque all’epoca più nota. Un secolo dopo i fatti dell’Akallabêth, la Caduta di Númenor, Sauron aveva nuovamente ammassato una forza tale da minacciare l’intera Terra di Mezzo. Ci volle quindi una grande alleanza fra Gil-galad, il Re Supremo degli Elfi Noldor, ed Elendil, discendente dei Númenoreani e Re di Arnor e Gondor. I due popoli mossero guerra contro le armate di Mordor e sconfissero Sauron, sebbene a caro prezzo: i due sovrani trovarono la morte, i due regni degli Uomini furono scorporati e seguirono strade differenti e Isildur, il figlio di Elendil, si impossessò dell’Unico Anello recidendo il dito di Sauron. L’Oscuro Signore, dopo la punizione inflitta da Ilúvatar, aveva riversato buona parte del suo potere nell’Unico e, privato di esso, non riusciva più a mantenere alcuna forma fisica. Scappò, quindi, all’estremo oriente della Terra di Mezzo, dove incominciò a corrompere le dinastie degli Uomini inferiori che qui dimoravano: gli Esterling e gli Haradrim. Quando fu nuovamente forte abbastanza Sauron tornò nella Terra di Mezzo e infestò, sotto forma di spirito, la torre di Amon Lac (o Dol Guldur, come fu nota in seguito), da cui poté manipolare ed influenzare gli eventi. Inviò il Re Stregone, il più potente dei Nove, a nord, dove prese il controllo del Regno di Angband. Da qui, il potente servitore guidò una devastante guerra contro il Regno Númenoreano di Arnor, che cadde. Sebbene la discendenza di Isildur sopravvisse, il suo popolo fu costretto alla fuga, dividendosi in sparuti gruppi di Raminghi. Mosse invece continue incursioni contro il più potente Regno di Gondor con l’aiuto degli Esterling e degli Haradrim. Il Regno non cedette, tuttavia queste incursioni causarono la morte di Anárion, l’altro figlio di Elendil, e l’estinzione della sua discendenza (motivo per cui a Gondor non c’è un re).

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Sauron, impossibilitato ad agire di persona, dovette rischiare di rimanere a Dol Guldur anche quando la sua presenza iniziava a non essere più inosservata. Il Bianco Consiglio, un gruppo che riunisce i più potenti e saggi esseri votati al bene della Terra di Mezzo, era in quest’epoca guidato da Saruman, un Maia di Aulë, come era stato Sauron. Gandalf aveva visitato la fortezza e vi aveva trovato il corpo esanime di Thráin II, custode dell’ultimo dei Sette Anelli dei Nani. Ne ricevette la chiave e la mappa di Erebor, ma soprattutto iniziò a nutrire il sospetto che l’ombra che si stava accumulando a Dol Guldur fosse proprio Sauron. Saruman era intenzionato a non far cadere l’Anello nelle mani di Sauron, ma nutriva anche altre ambizioni: voleva quel potere per sé, per diventare il nuovo Signore degli Anelli. Fu per questo che, nonostante le insistenze di Gandalf, Saruman convinse gli altri membri che la presenza percepita a Dol Guldur non fosse Sauron, ma uno dei Nazgûl, e non era quindi necessario intervenire direttamente. Quando cambiò idea fu perché Saruman venne a sapere che schiere di Orchi stavano pattugliando le rive dell’Anduin, chiaramente alla ricerca dell’Unico. Allora, non volendo rischiare che Sauron arrivasse all’Anello prima di lui, accettò il consiglio di Gandalf e guidò il Bianco Consiglio all’assalto di Dol Guldur, costringendo lo spirito dell’Oscuro Signore alla fuga.

Sauron ripiegò a Mordor, dove nuovamente chiamò a sé ogni suo esercito, ogni suo servitore, ogni sua risorsa, preparandosi all’attacco definitivo contro i Popoli Liberi della Terra di Mezzo. I suoi messi catturarono Gollum, così Sauron scoprì finalmente dove si trovava l’Unico, e scatenò i Nove per recuperarlo. Contemporaneamente l’Oscuro Signore continuava a tessere le sue trame in tutto il mondo: da un lato corruppe il regno di Rohan, grande alleato di Gondor, dall’altro irretì Saruman con lusinghe di potere. Il Maia si credeva forte abbastanza da riuscire ad ingannare Sauron ed impossessarsi del potere dell’Unico, ma nel frattempo si mise al suo servizio. Sauron scagliò più volte le sue armate contro il Regno elfico di Lorien, ma vennero ogni volta respinte dai poteri dell’Anello di Galadriel. Quando finalmente anche Gandalf scoprì dove si trovava l’Unico Anello, i fatti precipitarono: la Compagnia dell’Anello fu formata ed inviata a distruggere l’arma del Nemico e nel frattempo le forze di tutti i popoli tentarono di resistere agli implacabili assalti delle forze di Sauron. Anche grazie all’intervento di Aragorn, discendente di Elendil, ultimo della stirpe di Isildur e legittimo re di Arnor e Gondor, l’Unico Anello fu distrutto. L’essenza di Sauron era da tempo legata indissolubilmente all’artefatto, e così, disciolto questo, anche il Signore degli Anelli fu per sempre dissolto.

Sauron nella Dagor Dagorath

Concludiamo questo mastodontico articolo con un cenno alla profezia della Battaglia Finale. Il Vala Mandos, signore del destino, ha profetizzato un ultimo ritorno di Morgoth dal Vuoto, e un’ultima, grande, apocalittica battaglia combattuta da tutti i Valar, i Maiar e gli eroi del passato contro il primo Oscuro Signore e tutti i suoi servi. Al termine di questa battaglia Morgoth verrà definitivamente sconfitto, e l’intera realtà verrà riforgiata con una nuova genesi voluta da Ilúvatar. Sauron combatterà agli ordini del suo antico padrone, assieme alle schiere di draghi, Balrog, Nazgûl e orchi, e qui troverà a sua volta la fine. Per sempre, questa volta.


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Gabriele Bianchi

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Lettore, giocatore, conoscitore di cose. Storico di formazione, insegnante di professione, divulgatore per indole. Cercatelo in fiera: è quello con la cravatta.
        






      





 
















 
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