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La Torre Nera: storia di un adattamento fallito

La saga de La Torre Nera è senza dubbio l'opera più importante di Stephen King. Una lunga epopea in sette libri (a cui se ne è aggiunto un ottavo nel 2012) che racconta una storia complessa ed avvincente, con una mitologia gigantesca, innumerevoli riferimenti alla cultura pop e alle tante storie dell'autore e diversi livelli metanarrativi. Tutto questo la rende un'opera estremamente difficile da trasportare sul grande schermo, soprattutto il primo capitolo nato originariamente come semplice racconto senza un possibile seguito. È anche per questo che lo sviluppo del film che esce oggi nelle sale è stato così lungo, con quasi dieci anni intercorsi tra i primi tentativi e l'effettivo arrivo al cinema.

Più che in altri casi, quindi, non era lecito aspettarsi una trasposizione diretta e fedele dell'opera originale e quasi a sottolinearlo, i produttori hanno utilizzato un piccolo espediente che avrebbe permesso loro di effettuare tutte le modifiche alla storia necessarie, pur rimanendo coerenti con i romanzi. Non solo, sono stati inserite numerose strizzatine d'occhio ai lettori, con citazioni alle opere di King e al ciclo de La Torre Nera stesso. Se ne trova una addirittura prima ancora che il film cominci a tutti gli effetti, una piccola chicca che farà senza dubbio fremere i fan più accaniti. E allora perché nel titolo di questa recensione parliamo di un adattamento fallito?
La ragione è molto semplice: il problema del rapporto tra questo film e i romanzi originali, va ben oltre le semplici differenze di trama. Certo, alcuni fan potranno certo storcere il naso vedendo la frettolosa rappresentazione di alcune sequenze chiave dei libri o l'importanza data ad alcuni personaggi a scapito di altri, ma non possono essere considerati veri e propri difetti della pellicola. Quello che non funziona davvero è l'atmosfera stessa, estremamente lontana dall'adulto e complesso mondo creato da Stephen King e più vicina a un banale fantasy per ragazzi nello stile degli anni '80-'90. Film che hanno segnato la nostra infanzia e che qui in Orgoglio Nerd ovviamente adoriamo, ma assolutamente agli antipodi di quello che è La Torre Nera. 
Chiusa la lunga, ma doverosa, parentesi sul rapporto con l'opera originale, concentriamoci sul film in sé. La Torre Nera è una pellicola di intrattenimento piuttosto semplice, che fa il suo dovere senza particolari picchi di originalità. Da segnalare senza dubbio la discreta interpretazione di Idris Elba, ottimamente calato nei panni del pistolero Roland, e ovviamente di Matthew McConaughey: il ruolo di Walter Padick (con tutti i suoi innumerevoli alias) gli sembra cucito addosso e riesce a catturare lo spettatore in ogni scena in cui compare. Anche il giovane Tom Taylor riesce ad essere convincente come Jake Chambers, così come Katheryn Winnick nei panni della madre Laurie.
Poco da eccepire anche sul lato tecnico, sebbene in generale ci siano davvero poche scene memorabili. Tra queste, sicuramente troviamo il momento (presente anche nel secondo trailer) in cui Roland fa ricorso a tutta la sua esperienza da pistolero per salvare Jake con un tiro dalla distanza quasi impossibile. Le capacità del personaggio interpretato da Idris Elba sono in generale ben rappresentate all'interno della pellicola ed è impressionante vederle in azione, soprattutto quando vanno a scontrarsi con i poteri di Walter, creando combinazioni davvero originali e coinvolgenti.
Tirando le somme, La Torre Nera è un film che raggiunge la sufficienza, principalmente grazie ad alcune solide performance attoriali e ad un paio di sequenze interessanti, ma che non va oltre, risultando nel suo complesso abbastanza dimenticabile. Considerare però quello che avrebbe potuto (e dovuto) essere fa decisamente male al cuore di chi ha passato le proprie giornate in compagnia del Ka-Tet del Diciannove.
Lunghi giorni e piacevoli notti.

Mattia Chiappani

Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.

6 Commenti

  1. D: MA NO!!! E CHI CAZZO SAREBBE QUESTO LADRO DI IDENTITA’ ? NO PERCHé UN LADRO DI IDENTITà CHE COMBATTE CON TUTTI E CONTRO TUTTI SENZA ESSERE SCOPERTO MI SEMBRA GIUSTO UN PO’ STRANO! °A°
    Ecco come incasinare un universo già incasinato di suo (grazie Superboy…)

  2. D: MA NO!!! E CHI CAZZO SAREBBE QUESTO LADRO DI IDENTITA’ ? NO PERCHé UN LADRO DI IDENTITà CHE COMBATTE CON TUTTI E CONTRO TUTTI SENZA ESSERE SCOPERTO MI SEMBRA GIUSTO UN PO’ STRANO! °A°
    Ecco come incasinare un universo già incasinato di suo (grazie Superboy…)

  3. [finerale, pioggia, uomini con il cappello]
    [si toglie il cappello]

    Signori, un minuto di silenzio per il nostro compagno caduto.

    [telecamera che si allontana, musica malinconica]

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