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Alla National Academies of Science, Engineering and Medicine si richiede un piano per lo sviluppo delle tecnologie di fusione nucleare da parte degli Stati Uniti. Ma perché? Come mai? Siamo così vicini? Sì e no. Se da una parte non abbiamo ancora modi per ricreare la fusione nucleare in maniera semplice e sostenibile, dall’altra l’esperimento ITER dovrebbe entrare in funzione nel 2025 e, in dieci anni, essere in grado di produrre energia.

Credit: ITER

Ma cos’è la fusione nucleare?

 La fusione nucleare è il processo che permette alle stelle di produrre energia e quindi di brillare. È un fenomeno estremamente complesso, ma prevede sempre che un certo numero di particelle libere si leghino, liberando energia. Nel Sole il processo di fusione nucleare più frequente è la catena pp: quattro protoni si uniscono e formano un atomo di Elio*, ma sembra che qualcosa non torni. La massa dei quattro protoni è leggermente più alta di quella dell’Elio. È sparito qualcosa? Ovviamente no! Grazie alla celeberrima E=mc2 la massa mancante si è trasformata in energia, emessa sotto forma di luce.

In pratica la fusione nucleare è, quindi, un processo in grado di emettere energia senza avere scarti tossici o nocivi per l’ambiente, tuttavia avviene solo in condizioni estreme come quelle del Nucleo Solare: temperature e pressioni altissime, praticamente impossibili da ricreare sulla Terra… o quasi. I tokamak sono dei dispositivi studiati proprio per riprodurre la fusione nucleare in laboratorio.

E cos’è ITER?

ITER è un tokamak, collaborazione internazionale di 35 Paesi, tra cui Cina, India, Giappone, Corea, Russia, Stati Uniti e l’Unione Europea, ed è un progetto serio per riuscire ad arrivare ad un processo di fusione sostenibile. Formato da una camera a vuoto a forma di ciambella, all’interno si inserisce idrogeno gassoso, portandolo ad altissime pressioni e temperature, per poi controllarlo una volta arrivato nello stato di plasma grazie ad enormi magneti. Ah, ovviamente il processo che avverrà in ITER non sarà quello della catena pp, ma la fusione Deuterio-Trizio.

ITER si trova in Francia e la costruzione di tutti i suoi pezzi dovrebbe terminare nel 2021. Solo nel 2025 dovrebbe finire la fase di assemblaggio e ci dovrebbe essere la produzione del primo plasma e dieci anni più tardi potremmo finalmente avere energia da fusione nucleare. Come sostiene la National Academies of Science, Engineering and Medicine è già il momento di investire in questa fonte di energia, in modo da renderla finalmente accessibile.


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Matteo Magherini

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Matteo Magherini, noto ad alcuni come Asciugamano, è un gatto professionista. Una volta completato l’obiettivo « laurea triennale in fisica » ha deciso di scegliere la classe « fisico delle particelle » e si aggira tra un esame e l’altro intento a livellare. Appassionato di fantascienza, arrampicata e chitarre è campione nazionale di freddure.
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