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Intrattenimento

Lo Sconosciuto di Magnus

Potrebbe essere il migliore dei plot Netflix… Invece è sconosciuto, anzi Lo Sconosciuto.

Lo sconosciuto è una serie di storie a fumetti realizzate dal grande Roberto Raviola, in arte Magnus. Autore bolognese noto per l’intramontabile Alan Ford ma soprattutto per monumentali opere realizzate con la perizia di un cesellatore, una su tutte La Valle del Terrore, comunemente chiamata il Texone di Magnus. Una storia su cui l’artista ha lavorato per sette anni costruendo ogni tavola, ogni vignetta e ogni dettaglio su una perfetta struttura narrativa, dove nulla è lasciato al caso, dalla forma delle foglie al taglio di capelli dell’ultimo degli expendables in fondo campo.

Magnus (prematuramente scomparso nel 1996) è dunque stato un riferimento per molti altri autori, capace di esplorare generi che vanno dal comico al fantascientifico, passando per erotico e western fino al giornalismo a fumetti, anzi, al graphic journalis(m). Si si è la stessa cosa, ma sentite come suona molto più internazionale? 

Ma torniamo indietro perché la storia de Lo Sconosciuto inizia più indietro, a metà della carriera di Magnus, segnando probabilmente un anno zero cruciale per il suo lavoro.

Dopo i primi anni passati come pubblicitario e scenografo Magnus è stato impegnato a partire dai primi anni ‘60 (e per più di un decennio) come disegnatore e autore (al fianco di Max Bunker) sulle tavole di Kriminal, Satanik, Alan Ford e Maxmagnus ma quando nel 1975 il rapporto con Bunker si interruppe, Magnus era evidentemente pronto per prendere una deriva nuova, diversa e molto coraggiosa. Un fumetto più adulto, più impegnativo e più impegnato.


Nacque così Lo Sconosciuto

Gli anni ’70 erano strani e difficili, in particolare in Italia dove violenza e terrorismo erano nelle piazze. Brigate Rosse, NAR e altre organizzazioni estremiste imperversavano in un clima costantemente angosciato dalle terribili stragi. Ancora oggi una bruciante cicatrice mai del tutto rimarginata.

In quegli anni prende dunque vita Lo Sconosciuto, un mercenario segnato nel corpo e nell’anima da (intuibili) trascorsi nella Legione Straniera, il durissimo corpo militare d’élite dell’esercito francese composto da volontari stranieri. 

Non certo un eroe e probabilmente nemmeno un protagonista nel classico senso del termine. Lo sconosciuto è silenzioso, scostante, nervoso, un gran picchiatore costantemente circondato da brutti ceffi, che si barcamena tra avventure che preferirebbe non vivere e lavori che non dovrebbe accettare.

Lo Sconosciuto editoriale ha vissuto una vita travagliata tanto quanto il personaggio stesso, cambiando editore e formato, ma soprattutto evolvendosi quasi di tavola in tavola insieme al suo autore, verso una ricerca del vero sempre più attenta. 

Tanto che ad Unknow (così chiamato in inglese, eh si, senza la N finale) va il merito di essere un dei primi esempi di giornalismo a fumetti, capace di descrivere passaggi e situazioni non ovvie entrando addirittura nel dettaglio dei pizzini dei narcotrafficanti, alla ricerca di una logica tra numeri di produzione e distribuzione degli stupefacenti. Un testimone raccolto poi da tanti altri abili autori, non ultima la coppia Guido PiccoliGiuseppe Palumbo con la biografia di Pablo Escobar: El Patròn o il progetto digitale Graphic News.

Non aspettatevi una lettura semplice o lineare. 

Lo Sconosciuto vi afferra per il bavero e vi trascina nel suo mondo, costringendovi a muovervi a tentoni nel sempre sfumato confine tra buoni e cattivi. Voi non potrete far altro che cercare di arrivare in fondo, sopravvivere. Come del resto fa anche lui. 

Lo Sconosciuto è ora disponibile in versione integrale in un’elegante volume edito da Oscar Ink sotto le amorevoli cure di Fabio Gadducci e con l’introduzione di Diego De Silva. Più di 400 pagine dense di fumo di sigaretta, che viaggiano tra paeselli sudamericani impregnati di sudore, tortuosi vicoli che si diramano nei suq più labirintici del nord Africa e rivoltose piazze del Medio Oriente.

Potreste trovarci Steve McQueen, potreste pensare a Will Eisner, ci rivedrete i lineamenti di Alberto Moravia o vi accorgerete di quanti film e produzioni abbiamo attinto direttamente o indirettamente dagli scenari e dalle ambientazioni de Lo Sconosciuto: Spy Game, Body of Lies, Syriana, Clear and Present Danger, Ronin e molti molti altri tra cui ci aggiungiamo senza riserve anche l’A-Team.

Sin dalla prima, quasi muta, tavola della prima storia: Poche ore all’alba, Magnus disegna cinema.

Prendete e leggetene tutti, perché le nostre spie sparse per le redazioni d’Italia ci riportano voci e e mezze voci legate al progetto di una nuova inedita storia che presto potrebbe vedere la luce.

Jacopo Peretti Cucchi

Il suo compito è occuparsi di tutti i “progetti speciali”, meglio ancora se sono segreti. Amante della buona cucina e grande appassionato di rugby e motori.

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