FeaturedIntrattenimento

Marie Kondo: chi è e perché se ne parla così tanto?

Appassionata da sempre di ordine e riordino, adesso è diventata celebre grazie a Netflix

Lo scorso primo gennaio su Netflix è stata resa disponibile la serie Facciamo ordine con Marie Kondo. Da quel momento non si fa che parlarne, e sta divenendo immediatamente una delle più viste e commentate della piattaforma di streaming. Lo stile con cui sono prodotte le puntate ricorda anche piuttosto esplicitamente i classici reality show di MTV o i più recenti show di RealTime, DMAX e Cielo, solo che questa volta vi è come protagonista Marie Kondo, definita esperta giapponese del riordino. Non è uno scherzo, Kondo è da diversi anni una riconosciuta autorità mondiale per quanto riguarda l’organizzazione delle cose negli spazi domestici.

Il metodo konmari apprezzato soprattutto in Occidente

La Kondo, laureata in sociologia con una tesi proprio sul riordinare gli appartamenti, nel 2011 ha scritto un libro, Il Magico Potere del Riordino, ovvero un manuale di organizzazione domestica nel quale spiega per la prima volta il metodo che ha messo a punto nel corso dei suoi molti anni di esperienza. In Italia è arrivato nel 2014, abbastanza in sordina, con un picco di vendite proprio adesso che è uscita la serie su Netflix, ma nel mondo è stato un successo e ha permesso a Kondo di farsi conoscere.
In realtà non proprio in tutto il mondo, ma soprattutto in Occidente poiché in Oriente e in particolar modo nella sua terra d’origine, il Giappone, i principi e la filosofia di vita divulgati da Kondo sono tutt’altro che popolari e apprezzati. Questo perché l’approccio all’ordine imposto dalla sociologa non è solo pragmatico e pratico, ma porta con sé aspetti e considerazioni più filosofiche e spirituali. Vivere in una casa ordinata, secondo Kondo, trasmette serenità e benessere e proprio per questo motivo il principio fondamentale imposto è che dovremmo tutti tenere nelle nostre case soltanto gli oggetti che trasmettono gioia (that spark joy) come vestiti, utensili, soprammobili e oggetti di arredamento. Il metodo Marie Kondo, denominato konmari, ruota proprio attorno al liberarsi degli oggetti inutili o a cui non si è affezionati.

Nella serie Netflix, Marie Kondo fa visita ad alcune case di americani. Si tratta di case piuttosto comuni, quindi niente villone in stile MTV e nemmeno case disordinatissime e fatiscenti in stile RealTime, dunque nella via di mezzo anche dal punto di vista del disordine. Dopo aver conosciuto quindi le famiglie, Kondo procede con la spiegazione e l’esposizione del suo metodo e guida i partecipanti alla sua applicazione come un Antonino Cannavacciuolo in una qualsiasi Cucina da Incubo. Non mancano ovviamente i quadretti sentimentali con canzoni a tema nel momento in cui le famiglie riscoprono gli affetti che le legano, passando in rassegna i vari oggetti presenti per la casa, e infine la conclusione più classica con un prima e dopo. Il programma si inserisce in quel grande mucchio chiamato intrattenimento, quindi non aspettatevi grandi trucchi per ordinare la casa, così come non diventerete mai chef stellati guardando il sopracitato Cannavacciuolo o la controparte più internazionale Gordon Ramsay.

Una fama raggiunta velocemente, ma coltivata nel tempo

Il format portato da Marie Kondo non è innovativo, ma molto originale. La trentaquattrenne giapponese ha semplicemente seguito la sua passione che coltiva da quando aveva diciannove anni, ovvero il riordino degli appartamenti e l’insegnamento di esso. Potrebbe sembrare una sciocchezza, ma in fin dei conti anche l’insegnare come vestirsi potrebbe sembrarlo e invece a quanto pare non è così. Marie Kondo è stata in grado di portare un format che a quanto pare intriga parecchi spettatori e lettori in tutto il mondo. Il suo è un personaggio televisivo nettamente riconoscibile grazie alla sua allegria e gentilezza, ma con il giusto pizzico di autorevolezza nel momento in cui deve impartire gli ordini alle varie persone che incontra. Kondo ha anche vissuto un periodo di cinque anni come aiutante in un santuario shintoista, i più diffusi luoghi di culto giapponesi, che ha influito particolarmente nella sua formazione a causa dei suoi cerimoniali rigidi e gli ambienti molto curati e ordinati. Insomma, Marie Kondo è una guru del riordino a tal punto che nel 2011, dopo il terribile terremoto e tsunami che colpirono il Giappone, fu contattata per aiutare gli sfollati nel riordino e nella giusta separazione tra oggetti utili o fondamentali e inutili, dato che stava sempre di più aumentando la cultura dell’accumulo.

Forte anche dinnanzi alle polemiche

Prima della serie Marie Kondo ha scritto due libri: il primo è il sopracitato Il Magico Potere del Riordino del 2011 e il secondo è 96 Lezioni di Felicità del 2016, che torna su argomenti già trattati nel primo libro ma approfondendo il tema del legame emotivo con gli oggetti che si posseggono e con la serenità che l’applicazione del metodo è in grado di portare a coloro che lo mettono in pratica. Entrambi best seller, ma nonostante questo la fama di Kondo si è rafforzata con la serie Netflix e in particolar modo con una puntata che ha destato non poche polemiche. In questa puntata la sociologa consiglia ad una famiglia di sbarazzarsi dei libri che possiede, una pratica criticata da molti giornalisti e opinionisti anche per il consiglio di buttare tutti quei libri già letti e quei libri mai letti che tanto continueranno a non essere letti. La critica è stata molto feroce: Kondo è stata accusata di essere contro la cultura e di attuare scelte barbare poiché i libri non andrebbero mai buttati, mentre altri l’hanno difesa spiegando che ha semplicemente applicato il suo metodo a cose che sono pur sempre degli oggetti. In entrambi i casi si è raggiunto l’obiettivo finale di far pubblicizzare ancora di più serie e libri. Infatti, nonostante Netflix non diffonda i suoi dati (e quindi non si sappia quante persone abbiano guardato Facciamo ordine con Marie Kondo), la quantità di articoli usciti sulla stampa internazionale e nazionale, e la frequenza delle discussioni al riguardo sui social network sono talmente alte che è impossibile non pensare si tratti di un programma particolarmente visto. Brava Marie Kondo!

Tags

Giovanni Arestia

Ingegnere informatico con la passione per il cinema, i libri, i videogiochi, i fumetti e i prodotti tech. Nel tempo libero coltivo qualcuna di queste passioni, ne perseguo delle altre e fingo di essere un DJ di fama internazionale producendo canzoni che non ascolta nemmeno mia madre.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Next Article
Close

Adblock Rilevato

Considera di supportarci disabilitando il tuo adblocker