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Mass Effect e l’estetica della fantascienza contemporanea

La saga spaziale Bioware ha fatto scuola: ecco 5 esempi di opere ispirate al look di Mass Effect

ELYSIUM

Neill Blomkamp ci aveva sbalordito con il suo meraviglioso, fortissimo District 9, e aveva rincarato la dose con l’altrettanto riuscito Chappie (che nessuno si azzardi a chiamarlo Humandroid). Elysium, probabilmente, è il suo lavoro meno ispirato, anche se si tratta comunque di un ottimo film di fantascienza, con un chiaro messaggio di commento alla società: ci è piaciuto meno probabilmente perchè questo messaggio è espresso in modo molto più didascalico di quanto il regista ci avesse abituati.

Elysium è un film uscito nel 2013, quindi dopo l’uscita di tutti e tre i capitoli di Mass Effect. E si vede. Partiamo dall’esempio più ovvio, ovvero Elysium stessa: si tratta di una stazione spaziale che, nel mondo del film, ospita i ricchi e potenti, che hanno abbandonato il decadente pianeta Terra per rifugiarsi fra le stelle, in un mondo artificiale dove non manca nulla. L’ovvio parallelo con la Cittadella viene rafforzato a dismisura dall’estetica della stazione, che la richiama in modo ovvio: grandi corridoi di un bianco pulito e rassicurante, grandi spazi ricreativi, parchi e boschi che colorano di verde l’orizzonte, in un inconfondibile mix di tecnologia e natura. Il look di “futuro sostenibile” tipico della Cittadella è qui ripreso pari pari (è chiaro che la Cittadella stessa è ispirata ai vecchi concept art degli anni Settanta, alcuni commissionati dalla NASA stessa, ma il parallelo è comunque innegabile).

E non solo: un’altra citazione, voluta o meno, si trova nel personaggio di C.M. Kruger, un assassino armato di katana che da la caccia al protagonista. Con motivazioni, background e intenti completamente diversi, non abbiamo potuto che tracciare un diretto parallelo con Kai Leng, l’assassino di Cerberus che nel terzo capitolo di Mass Effect è una spina nel fianco per Shepard e compagni (oh, e la cannoniera che usa sulla Terra? E’ chiaramente una Hammerhead!).

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Gabriele Bianchi

Lettore, giocatore, conoscitore di cose. Storico di formazione, insegnante di professione, divulgatore per indole. Cercatelo in fiera: è quello con la cravatta.

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