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Mass Effect e l’estetica della fantascienza contemporanea

La saga spaziale Bioware ha fatto scuola: ecco 5 esempi di opere ispirate al look di Mass Effect

THE WORLD’S END

Il videogioco, Mass Effect 3, è del 2012; il film è del 2013. Ma conosciamo gli alti standard di professionismo che i nostri lettori si aspettano che manteniamo, quindi ve lo diciamo lo stesso: spoiler warning da qui in avanti, sia per la serie Bioware sia per il terzo capitolo della fantomatica “trilogia del Cornetto”. Già, perchè quello che stiamo per discutere è l’estrema, spettrale somiglianza fra i finali di Mass Effect 3 e di The World’s End. All’apparenza non c’è nulla di più distante: il primo è la conclusione di un’epica saga fantascientifica in cui l’eroe, Shepard, combatte contro una razza di colossali macchine il cui compito è la decimazione sistematica e ciclica della vita biologica avanzata in tutta la galassia; il secondo è la conclusione di una sgangherata trilogia di film il cui unico punto di collegamento, a parte gli autori e gli interpreti, è che in ciascuno appare un…Cornetto Algida. Nello specifico, poi, The World’s End narra di una storia che non ha nulla in comune con Razziatori, genofagie e biotici: un gruppo di amici si ritrova nel tranquillo paesino dove sono cresciuti per compiere l’impresa che è loro sfuggita in gioventù, un epico pub crawl attraverso tutta la città, fino ad arrivare all’ultimo, più remoto pub cittadino, appunto il The World’s End.

Un’inquietante verità si para di fronte ai nostri eroi: il paesino dove sono cresciuti è stato invaso e apparentemente conquistato da una razza di robot replicanti, che hanno sostituito le persone a loro più care. Il film diventa così una lotta per la sopravvivenza, in cui raggiungere l’ultimo pub non è più una ragazzata, ma una questione di vita o di morte. Una volta raggiunto il pub e spillata l’ultima birra, il protagonista, King, si accascia al suolo, sfinito ma soddisfatto, in modo straordinariamente simile a come Shepard, sul finire di Mass Effect 3, si accascia al suolo soddisfatto dopo aver attivato il Crucibolo. E qui, in entrambe le opere, succede l’inaspettato: così come in Mass Effect Shepard viene prelevato, innalzato verso un inquietante dialogo con l’intelligenza artificiale del Crucibolo, dove si svela la verità tenuta nascosta per tutta la trilogia, anche a King succede l’esatta, medesima cosa: il pub si rivela essere una sorta di quartier generale della evoluta civiltà galattica che sta prendendo il controllo di tutto il pianeta, dando all’umanità una perfetta, serena esistenza priva di errori, e di scelte. Shepard è considerato dal Crucibolo il miglior esemplare di essere umano, ed è così fronteggiato da una scelta: distruggere i Razziatori per sempre, allontanarli dalla galassia o fondere la vita sintetica con quella biologica. King è considerato dall’intelligenza di questa civiltà il peggiore esemplare di essere umano, e gli viene quindi offerta una scelta: consentire all’umanità di “evolvere” sotto la guida di questi benevoli dittatori, o ribellarsi ad essi, inducendoli a lasciare il pianeta per sempre.

mass effect

E il parallelo non finisce qui: la scelta di Shepard si traduce in una grande, maestosa, galattica esplosione di energia (del colore appropriato, s’intende) che appare come una cupola di fulmini sfrigolanti che si espande dal Crucibolo verso tutta la galassia. E la scelta di King…pure: il pub esplode in una scarica di energia elettromagnetica, che si espande per tutta l’Inghilterra e tutto il mondo come una grande cupola di fulmini. La somiglianza è veramente incredibile…ma non troppo, considerando che il film è stato scritto da Simon Pegg e Edgar Wright, entrambi grandi appassionati videogiocatori. Quanto Mass Effect 3 abbia effettivamente influenzato il finale di The World’s End non è dato a sapere, ma…noi i nostri sospetti li abbiamo!

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Gabriele Bianchi

Lettore, giocatore, conoscitore di cose. Storico di formazione, insegnante di professione, divulgatore per indole. Cercatelo in fiera: è quello con la cravatta.

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