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Mercedes: la donna più potente del mondo è in fuga | Recensione

4 min


Daniel Cuello torna sugli scaffali con Mercedes, nuovo volume edito da BAO Publishing. Dopo Residenza Arcadia e Guardati dal beluga magico, arriva quindi una nuova storia dall’autore. Abbiamo potuto leggere il volume in anteprima qualche giorno fa e ora siamo pronti a raccontarvi cosa ne pensiamo. Il tutto ovviamente cercando di non spoilerare nulla dei tanti colpi di scena del libro. Felipe ha caricato tutte le valigie? E allora partiamo con subito la recensione di Mercedes!

Di cosa parla Mercedes di Daniel Cuello?

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Al centro di Mercedes troviamo l’omonima protagonista, la donna più potente del mondo. Una figura invischiata in virtualmente ogni aspetto della società, dall’economia alla politica. Il mondo però è ormai sull’orlo del collasso definitivo e Mercedes è accusata di esserne una delle principali cause. E così parte la sua avventura, in fuga dalla legge e da una società che ha smesso di adorarla.

Prende il via quindi una corsa contro il tempo e contro le forze dell’ordine (e non solo) che vogliono metterla di fronte ai suoi crimini. Una fuga in cui Mercedes si dovrà scontrare con sé stessa, con le proprie decisioni, con il proprio rapporto con il suo entourage. Scoprirà così che le certezze del mondo che si era costruita intorno non sono solide come immaginava.

In Mercedes Daniel Cuello ci trasporta in una realtà stravolta da rivoluzioni sociali, causate (anche, ma non solo) da tragici cambiamenti climatici. Una terribile evoluzione che probabilmente si sarebbe potuta evitare forse, ma il potere ha preteso come sacrificio per accumulare ancora più forza e ricchezza. Una realtà distopica che, pur essendo di fantasia, è anche molto realistica. Sembra quasi di poter vedere uno spicchio di un possibile futuro, non troppo lontano.

Attraverso la corsa di Mercedes assistiamo al crollo delle istituzioni e della loro ipotetica morale. La scelta di ambientare il tutto in un Paese a metà tra l’Argentina e l’Italia (esattamente come l’autore) è vincente. Ancora di più che un semplice mix delle due Nazioni, assume un tono di universalità. Mercedes, un po’ come Daniel Cuello stesso, è cittadina del mondo e nel suo Paese si può rivedere uno qualsiasi del nostro Pianeta.

And then there were none

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Seguire le avventure di Mercedes è affascinante. La sua corsa verso la libertà è presentata in uno stato di continua tensione. Pagina dopo pagina si presentano sempre nuove sfide, nuovi ostacoli da superare per evitare la cattura e diversi colpi di scena.

Piano piano ogni incontro costringe la protagonista ad affrontare la realtà, la propria vita, le proprie decisioni. L’immagine di sé che ha sempre dipinto si riempie sempre di più di crepe e non solo il lettore, ma la stessa Mercedes vede per la prima volta ciò che si nasconde sotto. Il suo scudo si spezza e pezzo dopo pezzo, quasi in un’eco di Dieci piccoli indiani, si distrugge e scompare.

In questa avventura però la donna più potente del mondo non è sola. Intorno a lei ruota un cast di diversi personaggi secondari, che la accompagnano, la aiutano o la rifiutano, tutti a modo loro interessanti. Come nelle migliori storie corali, il lettore potrà identificarsi o semplicemente affezionarsi a quello che preferisce, trovando sempre una ragione valida per farlo.

Un intreccio complesso

Quello che colpisce particolarmente di Mercedes di Daniel Cuello è la struttura stessa del racconto, che interseca e alterna le vicende della fuga della protagonista a sequenze apparentemente slegate fra loro. Piano piano però tutti i pezzi del puzzle vanno a combaciare fino al coinvolgente ed emozionante finale.

Altrettanto interessante è, come accennavamo in precedenza, il palpabile realismo della narrazione. Anche in Mercedes Daniel Cuello punta a rappresentare personaggi veri e concreti, rifiutando lo stereotipo del bello e perfetto. Anche quelli che possono sembrare più caricaturali presentano una vena di umanità, che li rende credibili e stratificati.

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La scelta però più affascinante di quest’opera è quella di raccontare solo il minimo necessario. Quasi a richiamare uno dei temi del volume sulla forza delle “cose non dette”, Daniel Cuello presenta al lettore solamente una parte della vicenda. Starà a noi inferire ciò che manca, riempiendo gli spazi vuoti, dando le nostre risposte, ma anche i nostri giudizi. Mercedes è davvero cattiva? O è davvero buona? La sua fuga è un atto di coraggiosa ribellione o di codardia e rifiuto delle proprie responsabilità? Starà a noi deciderlo.

Ci sono probabilmente ancora alcuni aspetti da limare nello stile narrativo dell’autore. Alcuni dialoghi in particolare possono apparire forzati nella loro durezza, ma nel complesso ci troviamo davanti a un grande passo avanti. I livelli di lettura di Mercedes sono davvero molti e coinvolgenti, dando spazio a tantissime riflessioni.

Mercedes è una grande aggiunta all’opera di Daniel Cuello

mercedes-daniel-cuello-bao-publishing-recensioneDaniel Cuello con Mercedes confeziona un racconto coinvolgente ed emozionante, che cattura il lettore e lo costringe a leggerlo tutto d’un fiato, fedele alla poetica dell’autore di inserire sempre “qualcosa che ti obblighi a girare pagina”. Un’ottima aggiunta alla bibliografia dell’autore che promette cose ancora più grandi nel futuro.

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Mattia Chiappani

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Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.
        






      





 
















 
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