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Microsoft sta sviluppando Bali: un modo per controllare la Privacy Online

La Inverse Privacy e a cosa serve

Il nome in codice Bali si riferisce a un prodotto informatico che Microsoft sta sviluppando in sordina. Questo progetto ci consentirebbe di gestire e controllare le informazioni personali presenti in rete. Intanto, facciamo le vere domande: quanto sa l’internet di noi? Soprattutto, quanto sappiamo noi stessi di quanto l’internet sappia di noi? In veritá, molto poco. Esiste un fenomeno che si chiama Inverse Privacy che consiste nel possesso delle proprie informazioni da parte di terzi, senza esserne noi stessi al corrente.

Satya Nadella CEO della Microsoft Fonte: Getty Images

Spieghiamoci meglio. Se avete un cellulare, un PC portatile, uno Smartwatch o un tablet, ci sono molte cose che varie aziende possono sapere su di voi. Avete notato che Google vi chiede pareri riguardo a luoghi nei vostri pressi quando viaggiate? Oppure che le pubblicitá sono sempre correlate a vostre ricerche recenti? Bene, qui stiamo parlando di qualcosa che va oltre a questo (che è un mero effetto collaterale degli algoritmi di Google) ma viaggia sulla stessa linea d’onda. Stiamo parlando del fatto che i vostri dispositivi possono sapere quanti passi abbiate fatto nell’arco della giornata o quanto spendete in media per cibo d’asporto, le vostre App possono sapere i vostri consumi energetici e conoscere il vostro bioritmo. Piccole grandi cose sui cui raccolgono dati quotidianamente di cui non vi rendete conto e, con l’avvento del 5G, questo fenomeno sará sempre piú esteso.

Grandi compagnie possono pagare oro per queste informazioni, non tanto perché si vogliono fare i fatti vostri personali ma perché gli consente di migliorare i propri prodotti, rendendoli più utili in base allo stile di vita medio della vostra demografica. La cosa strana è che questi piccoli dati (che sommati diventano una sorta di nostro profilo) possono essere legalmente posseduti da aziende ma noi stessi non abbiamo modo di riappropriarci di essi: questa strana situazione si chiama di “Inverse Privacy“. Scopritene di piú su questo studio di ricerca del 2014 della Microsoft.

Pensate, peró, quanto possa essere utile al vostro medico sapere l’andamento del vostro battito cardiaco nella quotidianeitá (il vostro smartwatch puó prendere questi dati) o quanto spesso siete fisicamente attivi nella giornata? Molto e questo aiuterebbe a migliorare la vostra salute. Pensate, potreste sapere ogni settimana quanto avete speso sulle App per consegne a domicilio per gestire meglio la vostra dieta o capire su cosa tendete a spendere troppo su Amazon. Aiuterebbe immensamente a rimanere nel vostro budget mensile, trimestrale, annuo, senza dover prendere appunti su ogni singola spesa: lo fanno i vostri dispositivi per voi.

Microsoft ha visto in questo fenomeno la possibilitá di creare un mezzo che ci consenta di gestire due cose: quanto enti terzi possano sapere su di noi e l’accesso ai dati che voi create. Il progetto è in Beta e richiede un codice di accesso, fortunatamente potete richiedere un codice senza grosse storie. Tuttavia, pare che per molti utenti il sito rimanga non disponibile e, anche in possesso di un codice, la pagina non carichi.

Attualmente lo sviluppo in Beta pare essere cosa ancora privata. Sicuramente sará qualcosa da tenere d’occhio. Voi cosa ne pensate?

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Caroline Ribi Zappi

È qua perchè ha sbagliato coordinate dimensionali. Nella vita reale è una persona seria, qui dà libero sfogo al suo nerdismo represso. Sogna invano di diventare il prossimo Piero Angela.

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