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Intrattenimento

Monster Hunter World: benvenuti nel Nuovo Mondo

“Il respiro ardente del Rathalos è a pochi metri dalla mia posizione, e pensare che doveva essere una semplice spedizione di esplorazione della Foresta Antica. Dovevo solo raccogliere qualche pianta e fungo per il campo base, chi l’avrebbe mai detto che avrei incontrato il Re della foresta? Planato a pochi metri dalla mia figura con maestosa furtività, senza neanche che me ne rendessi conto, sono ancora troppo inesperto. Fortuna vuole che mi trovavo di fianco a un grosso tronco cavo a raccogliere funghi, quando ho realizzato la situazione. Resto immobile come paralizzato dal gas di un Pararospo, mentre il gigante scarlatto mi passa di fianco, se dovesse vedermi gli basterebbe un soffio per arrostirmi come una bistecca di Apnototh ben cotta. D’altronde l’unica creatura affrontata nella mia esperienza di cacciatore è un modesto Gran Jagras, uno dei mostri fra i livelli più bassi della catena alimentare di questa foresta. Persino il possente Anjanath, che ci ha dato il benvenuto in questo nuovo mondo ostile, evita di far infuriare il re Rathalos. Meglio dunque aspettare che torni al suo trono…per il momento.”

Questa introduzione narrativa non è inventata ma è semplicemente uno dei tanti momenti epici che Monster Hunter World, il nuovo capitolo della famosa saga di Capcom, ci ha regalato durante la nostra esperienza. Dopo la nostra anteprima, finalmente siamo riusciti a mettere le mani sulla versione completa, il primo Monster Hunter a uscire su console fisse dai tempi del terzo capitolo per Wii, e il risultato finale è andato oltre ogni nostra più rosea aspettativa. Il gioco è talmente vasto che abbiamo deciso di dividere le nostre impressioni finali in due parti: dal punto di vista di un cacciatore alle prime armi (letteralmente), in cui vi parleremo del sistema di gioco principalmente, e da quello, in futuro, di cacciatore veterano, con le cicatrici che ne conseguono.

IL NUOVO MONDO

Monster Hunter World è un nuovo inizio per la saga, e lo capiamo dai tanti rimandi sottintesi, a cominciare dalla storia ambientata in un nuovo continente dove, misteriosamente, ogni dieci anni avviene una migrazione dei draghi anziani, le creature più potenti e pericolose del mondo selvaggio creato da Capcom. Il nostro personaggio fa parte della quinta flotta mandata a indagare su questi inspiegabili eventi e, dopo anni e anni di ricerche, la Gilda dei Cacciatori si aspetta che la nostra spedizione sia quella buona, quella che possa risolvere l’enigma. La creazione del nostro personaggio viene affrontata grazie a un editor ben realizzato, forse non uno dei più dettagliati in circolazione, ma che permette comunque molta libertà. Oltre al nostro avatar virtuale, potremo anche creare il nostro inseparabile compagno miagolante, il Felyne (gatto semi antropomorfo) che ci accompagnerà e salverà la pelle in diverse situazioni. Anch’esso completamente personalizzabile grazie a un editor.
I primi passi nel nuovo mondo sono rappresentativi dell’ambiente selvaggio in cui abbiamo messo piede come ultimo gradino della piramide alimentare: in ordine verremo prima fatti naufragare dal colosso ardente Zorah Magdaros, poi scamperemo all’assalto dei lucertoloidi Jagras e infine eviteremo di diventare il pranzo di un Anjanath infuriato. Un bel benvenuto da parte del nuovo mondo, prima di entrare ad Astera, la città dei cacciatori, che sarà il nostro Hub di gioco principale. Qui infatti potremo svolgere tutti i compiti al di fuori delle missioni, dal creare equipaggiamento al comprare pozioni e viveri, dall’analizzare i dati sui mostri incontrati al creare un party con altri giocatori per andare a caccia. Insomma, passerete parecchio tempo ad Astera.

A CIASCUNO LA SUA ARMA

Il primo passo da compiere è giustamente la selezione di un’arma, fondamentale se vogliamo competere come cacciatori in questo nuovo mondo inospitale. Come nei passati capitoli della serie, avremo a disposizione 14 armi, ognuna con un moveset unico da padroneggiare, se vogliamo essere in grado di abbattere le possenti creature che andremo a incontrare. La scelta dipenderà molto dal vostro stile di gioco: preferite l’ignoranza pura e infliggere il massimo danno con un colpo? Lo spadone o il martello è quello che fa per voi. Volete qualcosa che abbia un buon rapporto fra velocità e danno con l’aggiunta di un po’ di stile nelle mosse? La Katana allora è perfetta. Preferite la velocità al danno? Andate di doppie lame o spada e scudo. Qualcosa di più tecnico e versatile? Spadascia o Lama Caricata allora vi sapranno soddisfare. Se volete invece attaccare sicuri (per modo di dire) dalla distanza avrete due tipi di balestre e un arco fra cui scegliere. Insomma, sarà facile trovare l’arma giusta per voi fra tutte quelle proposte.
Il moveset è rimasto a grandi linee invariato per le diverse tipologie di strumenti offensivi presenti; se venite dai vecchi capitoli vi ci abituerete subito, notando come alcune mosse sono state integrate dagli stili presenti nel Generations, l’ultimo capitolo uscito su 3DS. Per i neofiti basterà fare pratica nel campo d'addestramento per imparare ogni mossa e combo, questo Monster Hunter per la prima volta inserisce tutorial per ogni meccanica presente nel gioco.

OTTIMIZZAZIONE NON VUOL DIRE PIÙ FACILE

La cosa che più ci ha colpiti durante le nostre avventure iniziali è stato il processo di ottimizzazione che hanno subito molti aspetti del titolo. Molti avevano paura che Capcom, proponendo Monster Hunter alla massa, lo avrebbe semplificato, ma questo è totalmente un altro discorso, che non tocca minimamente la difficoltà progressiva di Monster Hunter. In questo caso si è trattato di uno snellimento di molte meccaniche del gioco, cosa di cui si sentiva il bisogno da tempo. La raccolta delle risorse non avrà più animazioni lunghe e noiose ogni volta che dovremo recuperare una semplice erba o un fungo; potremo mangiare e riequipaggiare gli oggetti e addirittura accettare nuove missioni direttamente all’accampamento dell’area in cui siamo, senza dover per forza tornare alla base; alcune risorse, come parti dei mostri uccisi, ossa e minerali, non occuperanno lo spazio del nostro inventario di base; non avremo più il problema di picconi, retini per gli insetti e canne da pesca che si rompono, ecc.
Tutte queste piccole modifiche sono agevolazioni che sul lungo periodo fanno risparmiare un sacco di tempo, che nei precedenti giochi si perdeva in operazioni ridondanti e noiose. Non dovremo nemmeno andare a cercare su internet le debolezze dei mostri e i drop o segnarci i materiali mancanti per una determinata armatura o arma, dato che ci sono nuove funzioni come la guida dei mostri o la lista dei desideri (proprio come se fossimo su Amazon o siti simili) che si occuperanno di ricordarci queste cose. Anche il miglioramento delle armi ha subito un netto cambiamento, grazie al diagramma che ci consente di vedere tutte le future evoluzioni e la possibilità di ritornare all’arma precedente, recuperando tutti i materiali utilizzati, nel caso volessimo provare un altro potenziamento.
Insomma, ben venga questo snellimento del sistema, perché ha solo fatto guadagnare al titolo momenti in più di divertimento.

NATURA VIVA

Dal punto di vista del gameplay duro e puro, World prende dal passato, rendendo anche questo aspetto più interessante. Sostanzialmente il tutto ruoterà intorno alle missioni divise in diverse categorie: Incarichi, le missioni che mandano avanti la storia; Facoltative, missioni secondarie che possono essere di caccia o raccolta; Taglie, che, sbloccate durante le altre missioni, sono sempre missioni di caccia ma consentono di ottenere del bottino e del denaro in più; Eventi, missioni speciali legate ad occasioni particolari, come quella dedicata alla collaborazione con Horizon Zero Dawn; infine, le Spedizioni, grazie alle quali potremo recarci in un’area ed esplorarla senza limiti di tempo.
Il mondo di gioco sarà suddiviso in aree corrispondenti a diversi biomi, che si sbloccheranno con il progredire dell’avventura. Finalmente ogni area non sarà suddivisa in piccole aree con caricamento al passaggio dall’una all’altra, ma ogni zona selvaggia sarà esplorabile da cima a fondo, senza nessuna schermata di loading. I numeri in cui le aree sono divise sono un’eredità lasciata più per comodità nel ricordarsi di risorse e altro presenti in quel punto che per altro.  Sin dalla Foresta Antica, ma anche in ogni regione successiva, la cosa che ci ha lasciato a bocca aperta è la perfetta ricostruzione dell’ecosistema, e la bellezza di ogni angolo di natura che vedremo al nostro passaggio.
Mai come prima d’ora in questa serie, il mondo vive di vita propria, i predatori ghermiscono erbivori indifesi, le bestie più feroci lottano fra di loro per il possesso del territorio, gli animali necrofagi arriveranno subito a banchettare con le carcasse lasciate sul nostro cammino. Secondo noi a dare tanta vitalità al mondo sono proprio gli animali più piccoli: fra rospi, lepri, insetti e uccelli vari, sono tanti quelli che vediamo muoversi e dare colore all’ecosistema di Monster Hunter, rendendolo credibile.

Divertente anche la funzione inserita grazie a cui potremo catturare con una rete speciale questi piccoli animali per poi liberarli nei nostri alloggi e vederli gironzolare.
 I giganti che dovremo cacciare sono poi i protagonisti assoluti del titolo. Molti nuovi musi zannuti sono stati aggiunte in World, e la varietà di mostri è davvero soddisfacente. Ogni creatura avrà un suo pattern d’attacco, le sue debolezze e i suoi punti di forza e dovremo imparare a gestirli se non vorremo fare una brutta fine. Altra aggiunta interessante è la componente strategica data dall’ambiente. Se prima questa era limitata alle posizioni sopraelevate da cui potevamo lanciarci su un mostro per cavalcarlo e atterrarlo (funzione ancora presente e anch’essa resa con maggior spessore), qui potremo sfruttare l’ecosistema a nostro vantaggio, dallo svolgere azioni semplici, come il rompere una pianta tossica per avvelenare il mostro di turno, oppure farlo cadere nelle sabbie mobili, fino ad azioni più incredibili, come il far travolgere il mostro da una cascata d’acqua dopo aver distrutto una diga di rocce formatasi naturalmente. La caccia dunque assume una nuova componente strategica che rende il tutto ancora più divertente. Fra le altre novità inedite abbiamo la possibilità di utilizzare dei mantelli che ci daranno nuove abilità, come la mimetizzazione, un aumento della difesa per un breve periodo, ecc.

CACCIARE IN COMPAGNIA

Nonostante il titolo sia godibilissimo anche in solitaria, il multiplayer è quel valore aggiunto che ne migliora esponenzialmente la qualità, specie se viene giocato con gli amici. Monster Hunter è per antonomasia un titolo da giocare in compagnia e questa volta è ancora più facile farlo grazie alle diverse opzioni per l’online. Potrete infatti creare un team da quattro con i vostri amici, unirvi a una missione insieme a qualcuno della vostra sessione (ogni sessione contiene un massimo di 16 giocatori), aiutare qualcuno che ha lanciato un razzo SOS, specificando anche la tipologia di missione (uccisione o cattura) a cui volete prendere parte, o il tipo di mostro che volete cacciare. Anche in questo caso avrete l’imbarazzo della scelta. Particolarità inedita del titolo è la possibilità, finalmente, di poter affrontare anche le missioni della storia in multiplayer: in ogni momento potrete lanciare il razzo SOS per “aprire le porte” della vostra sessione ad altri cacciatori.

Graficamente il titolo è molto valido, grazie a delle ambientazioni visivamente spettacolari. Gli effetti di luci e ombre, specialmente nel fitto della vegetazione, sono ben resi e si fanno perdonare qualche texture non di altissima qualità. La realizzazione dei modelli dei mostri, con delle animazioni davvero impeccabili, è la cosa più riuscita del titolo dal punto di vista tecnico. Su PlayStation 4 standard il gioco gira a 30 fps fissi con qualche lieve calo nelle situazioni più caotiche, ma senza grossi problemi. Abbiamo notato solo qualche difetto di compenetrazione poligonale e un abbassamento della qualità di resa grafica per i mostri in lontananza.
Dal punto di vista sonoro Monster Hunter fa il suo dovere con una colonna sonora funzionale per l’ambientazione, anche se non resterà impressa, e un ottimo doppiaggio in italiano.

Monster Hunter World è un gioco mastodontico
come le creature al suo interno. Il problema principale (se di problema vogliamo parlare) è che genera assuefazione e difficilmente riuscirete a staccarvene. Sarà probabile che il counter delle ore superi il centinaio, data la mole di contenuti presenti. Avremmo ancora molto da dire, ma lasciamo il resto per la seconda parte di quest’avventura, dato che la nostra caccia ancora non è finita, l’ombra oscura del Nergigante ci attende e probabilmente pericoli ancora maggiori si annidano nel cuore del nuovo continente. Ci risentiremo quando saremo diventati i re della catena alimentare.

Silvio Mazzitelli

Di stirpe vichinga, sono conosciuto soprattutto con il soprannome “Shiruz”, tanto che quasi dimentico il mio vero nome. Videogiocatore incallito sin dall’alba dei tempi, adoro il mondo videoludico perché dopo tanto tempo riesce sempre a sorprendermi come la prima volta. Scrivo ormai da diversi anni di questa mia passione per poterla condividere con tutti. Sono uno dei fondatori di Orgoglio Nerd e sono anche appassionato di tutto ciò che riguarda la cultura giapponese e la mitologia (in particolare quella nordica).

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