Il 5, il 6 e il 7 ottobre avevate tutti un impegno che speriamo non sia sfuggito agli occhi dei più capaci. 
Nei cinema italiani è arrivato finalmente il primo film d’animazione targato Studio Ghibli (erroneamente attribuito ma canonicamente riconosciuto),"Nausicaa della Valle del Vento", con un nuovo doppiaggio più fedele all’originale che va a soppiantare la versione passata in Rai del 1987.
Uscito nel 1984 rappresenta il primo lungometraggio scritto e diretto da Miyazaki Hayao, trasposizione ispirata dal suo omonimo manga, e segna l’inizio della sua brillante carriera nel mondo dell’animazione. 
La storia narra l’avventura di Nausicaa, principessa della Valle del vento che, suo malgrado, verrà coinvolta in uno scontro contro Tolmechia, regno che cerca di riportare in funzione uno dei leggendari Guerrieri Invincibili per sradicare definitivamente la Giungla Tossica (Mare Marcio) , una foresta velenosa che pian piano inghiotte il pianeta. Al conflitto prenderà parte un ulteriore regno, quello di Pejite, anch’esso interessato all’arma finale e, per non farci mancare niente, anche giganteschi insetti mutanti abitanti della giungla (cd. Mostri-tarlo).
Premessa: l’intero film, a prescindere dai gusti personali, è un capolavoro. 
Tutto dell’opera è curato nei minimi dettagli e unito in un incastro che è fonte stessa di ispirazione. Personaggi, sfondi, trama, temi, morale e colonna sonora. Niente è sottovalutato portando il prodotto finale ad essere uno dei film che di diritto hanno scritto la storia dell’animazione giapponese incidendovi a caratteri cubitali il proprio titolo.
Stesi su paesaggi sconfinati, disegnati con tale cura che le matite e gli acquerelli donano morbidezza anche alla nave più dura, prendono vita i personaggi della storia. 
Personaggi che non sono né bianchi né neri. Non individuiamo il cattivo, la forza malvagia, ma solo avidità, smania di potere e cecità verso il mondo. Il cattivo da manuale è sostituito da diverse visioni del mondo, diverse volontà di agire.
Miyazaki getta appieno la sua ideologia cosi come farà nelle opere future. Non è interessato a definire le fazioni morali ma piuttosto descrive diverse ragioni che collidono per la supremazia, ognuna credendo fermamente di avere la giusta ratio. 
E tra di loro svetta Nausicaa, la prima autentica eroina dello Studio Ghibli.
Pura, gentile, coraggiosa e curiosa rappresenta lo stampo precursore di tutte le successive protagoniste delle opere di Miyazaki. Non condanna, non giudica. Difende, combatte e porge l’altra guancia. Incarna l’ideale di bene ma con la volontà di cambiare, di non fermarsi davanti alle ingiustizie, ma avere la forza di volerle combattere.
L’opera ci mostra un futuro dove l’avidità e la cupidigia dell’uomo hanno trasformato radicalmente la terra miscelando desolazione e tecnologia in un connubio tra steampunk e natura mutata, diversa dall’immaginario classico, dove le conseguenze disastrose dell’inquinamento hanno generato un velenoso countdown verso l’annientamento. In questo scenario post-apocalittico gli uomini sono divisi, egoisti e si mostrano ciechi verso le vere cause da fronteggiare (l’attualità stringente dell’opera non è da sottovalutare).
Miyazaki, però non si limita a rappresentare i problemi in una vacua caducità ma offre anche speranza e ne mostra una possibile via di fuga attraverso il suo “Profeta”. Che poi sappia combattere se gli viene data una spada, si libri nel cielo a cavallo di ali ferrose e sia in grado di comunicare con i giganteschi mostri-tarlo, questo non fa che renderla ancora più affascinante.
Ma “Nausicaa della Valle del Vento” è ben più di un film d’animazione con ottime tavole e solide basi. È un messaggio lanciato nel 1984 e ancora del tutto attuale. È un tweet di pace oggi, come poteva l’esserlo il biglietto da visita firmato WWF ieri.
È una ricetta grezza in cui un cuoco alle prime armi testa i propri elementi sicuro del prodotto finale. Pacifismo, ambientalismo, assenza dei concetti di bene e male (in senso assoluto), passione per il volo e un ruolo primario per le donne sono gli ingredienti che pesca tra la moltitudine e che negli anni ricompariranno spesso nelle sue opere.
In definitiva, “Nausicaa della Valle del Vento” è uno tuffo nel passato con uno sguardo al presente ma che nel suo cuore tiene celato un importante messaggio per il domani. Un’opera diagonalmente trasversale che insegna l’importanza di ciò che diamo per scontato cercando di mostrarci i problemi del mondo adulto attraverso le immagini create per i bambini. Che riflettendoci bene poi tanto per bambini non è.
Importante nota a piè pagina è che con Nausicaa inizia la lunga e prolifica collaborazione tra Miyazaki e il compositore Joe Hisaishi. Scusate se è poco. 

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Mattia Russo

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Laureato in Comunicazione, Marketing e Pubblicità per farla breve, e aspirante giornalista. Curioso per natura, dalla vena impicciona, tendo a leggere qualsiasi cosa, con un'inclinazione al fantasy. Non sono uno che ama i silenzi e parlo troppo. Pace.