fbpx
Intrattenimento

Neverwinter Nights Enhanced Edition: con gli occhi di un bambino

Abbiamo deciso di parlare di Neverwinter Nights in una maniera particolare, non tanto perché non se ne possa fare una recensione particolareggiata e tecnica, ma semplicemente perché Neverwinter Nights ormai è leggendario, è più di un videogioco, è un tassello nostalgico della nostra infanzia videoludica.

Proprio come Dungeons and Dragons, il gioco di ruolo al quale si ispira, è qualcosa che c'è e basta, semplicemente, indipendentemente da se piaccia oppure no, NWN è parte integrante della cultura di molti appassionati di Fantasy, e oltre ad avere influenzato noi, ha influenzato anche tanti altri videogiochi.
Alcune cose "sono così e basta"

Neverwinter Nights Enhanced Edition rientra sotto quella fetta enorme di videogiochi che si accostano bene a una frase ormai diventata cliché: "nei videogiochi non conta la grafica ma la trama."
Questo è sia un punto a favore sia un difetto di questa remastered, perché i cambiamenti di grafica non sono abbastanza incisivi da farci notare una qualche differenza, cioè le texture sono incredibilmente più particolareggiate a ogni livello di zoom, c'è completa retrocompatibilità con salvataggi e modo, sono tutti enormi passi avanti. Conquiste che rendono ottimo questo sforzo creativo e che giustificano la pena di comprarlo.

Ma è la nostalgia che ci frega, non perché ci fa preferire il vecchio, ma perché ci fa ricordare il vecchio in una maniera che non è mai stata.

Un "classico" già migliorato, già esaltato visto con gli occhi di un bambino. E così vale anche per i giochi a 8 bit, quelli del Game Boy o della prima PlayStation, ammassi informi di bit che però noi vivevamo tramite le emozioni e che oggi ricordiamo già epici, e per i quali potremmo mettere la mano sul fuoco e dire: " No, la grafica non è migliorata è sempre stata così." 
Il grande pregio di Neverwinter Nights è stato anche quello di aver insegnato a tanti giocatori cos'è il gioco di ruolo, quello classico con carta e penna. Agli inizi del 2000, quando ancora la community di internet era agli albori e le informazioni non erano così facili da reperire come adesso, per molti il mondo del gioco di ruolo era solo qualcosa di sentito dire. Grazie all'esperienza multiplayer di NWN molti amanti del D&D originale crearono campagne virtuali, o addirittura mondi persistenti come lo era Ultima Online o lo sarebbe poi stato World of Warcraft, ma basati sul giocare di ruolo.
Chi entrava in questi server non andava semplicemente a livellare il proprio personaggio, ma lo viveva davvero in un contesto fantasy immersivo, con DM interpretati da altri giocatori che li coinvolgevano in grandi avventure. Nel Neverwinter classico spesso il massimo del divertimento era dialogare in locanda con un nano e un elfo della loro cultura. Ancora oggi, nonostante gli oltre quindici anni passati nessun titolo è stato in grado di ricreare le emozioni che si vivono intorno a un tavolo durante una partita a D&D come il primo NWN.
Allora remastered come questa diventano una semplice scusa per giocare di nuovo a qualcosa che abbiamo amato, diventa quasi secondario il rimaneggiare tecnico della casa produttrice. Quello che possiamo fare è apprezzare il fatto che molti altri conosceranno qualcosa che noi abbiamo apprezzato così tanto da giovani. In una veste completamente nuova per i loro occhi, ma che sarebbe stata unica anche giocando all'originale. 
Neverwinter Nights è sempre stato così, il filtro dell' emotività ha fatto un buon lavoro e continua a farlo. Noi ci siamo di nuovo appassionati e innamorati di Neverwinter, Ma di chi è il merito? Di una remastered ben fatta o del cuore di un videogiocatore di una volta? Come sempre la verità sta un po' nel mezzo sepolta tra qualche vecchio bonus a forma di fungo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Next Article
Close

Adblock Rilevato

Considera di supportarci disabilitando il tuo adblocker