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Once Upon a Time: Innovazione o Scempio?

3 min


Ormai il mondo delle favole Disney, prese a loro volta dalle fiabe tradizionali europee, ha invaso lo schermo, sia grande sia piccolo. Dopo i vari esperimenti cinematografici Biancaneve e il Cacciatore, Maleficent, Cinderella e Into the Woods - a nostro avviso tutti fiaschi dei quali si può senza troppi patemi d’animo evitare la visione - anche il piccolo schermo è stato preso d’assalto da una quantità infinita di prìncipi, principesse e malvagi. 
Si tratta di Once Upon a Time, trasmessa dall’emittente Americana ABC dal 2011. La serie è liberamente (molto liberamente…) ispirata ai racconti classici delle fiabe, con l’inserimento di qualche elemento fantasy (vedi dr. Frankestein/Whale) e ambientata al giorno d'oggi e al tempo delle fiabe, con continui salti temporali. I riferimenti ai film d'animazione Disney sono ovviamente al centro della scena. Dalla serie madre, nel 2013, è stato tratto lo spin-off: Once Upon a Time in Wonderland, ma tralasciamolo senza troppi problemi, visto lo scarso successo ottenuto.
Finora sono uscite cinque stagioni da ventidue episodi ciascuna, e la prima metà della sesta stagione è appena iniziata (settembre 2016, terminerà nel 2017). La trama principale si svolge principalmente in due luoghi: Storybrooke, una cittadina nel Maine, nella quale gli abitanti, che in realtà altri non sono che personaggi di fiabe, vivono come persone normali, impegnati tra lavoro e vita quotidiana e apparentemente sembrano non ricordare la loro vera identità. 
Essi provengono in realtà dalla Foresta incantata, luogo fiabesco nel quale vivevano prima di essere trasportati nel nostro tempo dalla Regina Cattiva. L’unico in grado di ricordare tutto è Henry, un ragazzino di dieci anni e figlio adottivo del sindaco Regina Mills/Regina Cattiva, il quale conosce la verità e cerca costantemente di risvegliare le memorie perdute degli abitanti. Per riuscire nell’impresa cerca e trova Emma Swan, sua madre biologica, e la convince a tornare con lui a Storybrooke. Henry crede che sua madre naturale sia la Salvatrice, l'unica persona in grado di spezzare il sortilegio che avvolge la città e i suoi abitanti da ventotto anni, quando la Regina Cattiva spostò tutti i personaggi delle fiabe nel mondo reale, privandoli della possibilità di far vivere loro il lieto fine. Da lì parte una serie di vicende che porteranno gli abitanti di Storybrooke a riprendere la loro vera identità, e Henry a ricongiungersi con la sua famiglia (nientemeno che il Principe Azzurro e Biancaneve, genitori di Emma, sua madre, e quindi suoi nonni!).
Ci sono molte cose da dire su questa serie tv. Ma, se dobbiamo esprimere un’opinione, possiamo dire che i lati positivi superano (di poco in realtà, ma ci riescono) i lati negativi! 
L’alchimia tra i personaggi funziona, e anche se ci sono una miriade di personaggi ricorrenti, i principali possono riassumersi nella famiglia di Henry: Emma Swan, sua madre naturale, Regina Mills/Regina Cattiva, ovvero sua madre adottiva, Biancaneve, il Principe Azzurro e Tremotino, interpretato da un sempre ottimo Robert Carlyle. Alcuni di loro, specialmente Azzurro, sembrano incarnare quella sorta di bonaria e beata piattezza coraggiosa e senza macchia che a volte rimanda davvero al personaggio del Classico Disney. E questo non è un male. Dà alla serie quella dimensione fiabesca che in alcuni punti rischia di perdere. 
La nostra protagonista, - diciamolo -, non sempre risulta, - per usare un eufemismo - simpatica. A differenza della Regina Cattiva, donna dalle mille sfumature, in bilico perenne tra malvagità e redenzione, tra amore e sofferenza, è sicuramente molto più interessante di Emma Swan. Anche Tremotino/Bestia/Robert Carlyle funziona alla grande, e la sua storia è di certo la più intricata.
Quello che ci ha lasciati basiti è la svolta dark di Peter Pan, e la versione buona (per così dire) di Capitan Uncino. No. Peter Pan malvagio non si può proprio vedere. I buoni devono rimanere buoni in questi casi, così come Hook avrebbe dovuto essere la controparte malvagia di Pan. O si rischia di fare la figura barbina di Maleficent. Ok l'innovazione, ma qui la tradizione sarebbe stata d'obbligo.
La trama ha il suo punto di forza nel suo essere ambientata tra il mondo reale e i vari mondi delle Fiabe, tra i quali la Foresta Incantata, il Paese delle Meraviglie, il Mondo di Oz e Arendelle. In alcuni punti diventa molto noiosa da seguire, specialmente la terza stagione, che sembra una forzatura. Ottima la prima, la migliore, così così la seconda, e molto più interessante la quarta. Mentre la quinta ci ha lasciati un po' interdetti.
La quarta stagione, divisa in due parti, introduce i personaggi di Frozen, e nella seconda metà riunisce il trio delle Evil Queens Maleficent, Ursula e Crudelia De Mon. E termina con un colpo di scena (in)aspettato, ma che cambia le carte in tavola, e ha fatto da premessa a una quinta stagione nel complesso abbastanza deludente. Lo show sta provando a cambiare qualcosa: che l'introduzione di Aladdin e Jasmine nella sesta stagione sia la svolta?
Per noi il giudizio finale è positivo, quanto mento se paragonato ai recenti disastri cinematografici. Con la speranza che non tirino troppo la corda, allungando un serial che, a un certo punto, inevitabilmente esaurirà tutto quello che ha da dire!

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lorenziociotti

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