L’ultima stagione di Orange is the new Black verrà rilasciata tra pochissime ore su Netflix e per aiutarci a ricordare gli eventi trascorsi in questi 6 anni, abbiamo pensato di stilare un breve recap sulle storie di Litchfield.

Raccontare Orange is the New Black non è semplice. Potremmo dirvi che è la storia di Piper Chapman, una giovane ragazza di New York incarcerata per un crimine compiuto 10 anni prima, oppure che è la storia di un gruppo di detenute in una prigione femminile americana. Per rendere al meglio l’idea che abbiamo di questa serie, rubiamo le parole di Uzo Aduba (Suzanne Warren): “Questo show non ha nulla a che vedere con le donne in una prigione. Questa storia racconta di persone e della loro vita”.

Inutile ricordarvi che, per quanto breve esso sia, questo riassunto contiene una gran quantità di Spoiler. Quindi, se non avete visto le 6 stagione della serie, ora è il momento di fermarsi a leggere e correre a guardare Orange is the new Black!

Orange is the new Black: com’erano

Come tutti ricorderemo la storia inizia sì, con la povera Piper, giovane ragazza di famiglia benestante e con un grande futuro davanti che si vede catapultata, di punto in bianco, a passare 15 mesi in prigione per un crimine compiuto molto tempo prima. Ma, dopo 6 anni di show, chi direbbe ancora che la protagonista della serie è Piper? Orange is the New Black ci ha regalato decine e decine di protagoniste tutte meravigliosamente caratterizzate e speciali. I primi giorni di prigionia di Piper sono stati un veicolo sorprendentemente efficace per introdurci una carrellata di personaggi fantastici. Oltre un centinaio tra detenute, personaggi ricorrenti e dipendenti del carcere.

Il primo incontro tra Piper e Red e la sua famiglia, lo scontro di una ragazza per bene contro la dura vita di prigione, Il ritrovo di Alex, l’ex-fidanzata di Piper che l’ha accusata davanti al giudice, la violenza delle guardie, il fanatismo religioso di Tiffany, la convivenza estrema con Miss Claudette, le avances di Suzanne Occhi Pazzi, un pericoloso cacciavite scomparso, un vietatissimo porno-cellulare, una gravidanza in carcere con annessa storia “d’amore”, una morte per overdose e un’ambita gallina…e tutto ciò in appena 13 puntate. La prima stagione di Orange is the New Black è un perfetto biglietto da visita per una serie che ha mille cose da raccontare.

Ogni stagione di Orange is the New Black è riuscita, in media, a superare la precedente in fatto di novità e intensità delle storie. Nella seconda stagione il carcere di Litchfield è stato messo sottosopra dalla spietata Vee. La violenta donna di potere che è riuscita ad influenzare il gruppo delle detenute afroamericane e instillare nel carcere una violenta dittatura alimentata da un commercio illegale di sigarette e droga. La sua ingombrante presenza ha incrinato i rapporti tra quasi tutte le detenute facendoci raggiungere punti d’odio che raramente avevamo provato per un personaggio di una serie TV.

Come Sono diventate

Il “villain” della terza stagione è la MCC, una spietata società privata che si è “offerta” di salvare il carcere di Litchfield dall’imminente chiusura. Le sue intenzioni, però, sono quelle di trasformare il carcere in una gallina dalle uova d’oro sfruttando (ancora di più) il lavoro delle detenute e riducendo i costi al minimo. Il tutto mentre Piper e Alex decidono di avviare un pericoloso quanto prolifico commercio di mutandine femminili usate da vendere all’esterno della prigione. Non mancano nuovi personaggi, tra cui la folle Lolly e il comandante Piscatella, una partita di cocaina da far sparire e l’omicidio di una guarda. Mai un attimo di noia a Litchfield!

La quarta stagione è dove tutti abbiamo pianto. Alex e Lolly devono liberarsi del corpo di una guardia entrata in carcere solo con l’obbiettivo di uccidere Alex e impedire che potesse accusare un pericoloso boss della droga. Nel frattempo Judy King, una famosa chef televisiva, viene arrestata e trasferita a Litchfield per evasione fiscale irrompendo nella vita delle detenute. Il mercato delle mutandine di Piper continua a crescere attirando le attenzioni di altre detenute intenzionate a partecipare al bizzarro commercio.

La situazione degenera presto e Piper si ritrova marchiata a fuoco per la sua supponenza. Il clima nel carcere si carica di tensione che sfocia in una protesta pacifica delle detenute contro il crudele trattamento del comandante Piscatella. La protesta si conclude con la morte di Poussey, una delle detenute, in una straziante e intensa scena che ricorderemo per molto tempo…

La rivolta

La mancata giustizia per la morte di Poussey infiamma le detenute del carcere che decidono di prendere in mano la situazione e organizzare una vera e propria rivolta nel carcere che si protrae per tutta la quinta stagione. Da un lato Taystee, furiosa per la morte dell’amica, dall’altro Dayanara che si ritrova a sparare alla guardia Humps con l’arma che lui stesso aveva portato illegalmente in carcere. Le guardie e Caputo sono prese in ostaggio, ridotte in mutande, umiliate e costrette a partecipare ad un esilarante talent show improvvisato per intrattenere le detenute. Nel frattempo Taystee e il suo gruppo richiedono all’esterno giustizia per Poussey e condizioni di vita migliori in carcere.

In tutto ciò Piscatella, dopo essere stato tratto in inganno da Red, entra furtivamente in carcere con l’intenzione di fermare da solo la rivolta. La guardia riesce in breve tempo a sopraffare le persone vicine a Red e attirare quest’ultima in uno sgabuzzino per iniziare a picchiarla e umiliarla. Come prevedibile, la situazione degenera molto in fretta. Nessun compromesso viene raggiunto e le guardie in ostaggio vengono liberate da Ruiz nella speranza che questo possa ridurre la sua pena. Una volta perso il loro scudo di sicurezza, il carcere viene attaccato dagli uomini del CERT che arrestano tutte le detenute per portarle in un carcere di massima sicurezza.

Come le abbiamo lasciate

Qui la situazione è molto diversa dal carcere di sicurezza minima in cui si trovavano. Le nostre protagoniste sono rinchiuse in celle di isolamento e devono ora interfacciarsi con le altre detenute del carcere di massima sicurezza. Come se non bastasse, qui è in corso una lunga faida tra il braccio C e il braccio D del carcere comandati da Barbara e Carol Denning, due violenti sorelle perennemente in lotta tra loro. Piper, Alex e le altre si ritrovano così al centro di un’imminente guerra. Il campo di battaglia è un vero e proprio campo da gioco dove le due fazioni, apparentemente lì per disputare una partite di pallone, si scontreranno.

In tutto ciò Taystee è accusata di aver comandato la rivolta e dell’omicidio di Humps e di Piscatella, ucciso per errore durante la rivolta. Nel frattempo Aleida, uscita di carcere inizia una relazione con l’agente Hopper che lavora al MAX. I due iniziano anche un prolifico spaccio di droga all’interno del carcere per permettere ad Aleida di riavere i suoi figli attualmente in affido.

Dopo la rivolta, la MCC, guidata ora da Linda, sta cercando di rifarsi una nuova immagine pubblica. Istituisce quindi una classifica a punteggio per le detenute che prevede il rilascio delle prime 25. Piper ha scoperto lo spaccio di droga che sta avvenendo in carcere e decide di denunciare il fatto allo stesso agente Hopper. Per evitare che il suo piano vada in fumo, Hopper decide di inserire Piper al primo posto nella classifica delle detenute per permetterle di uscire.

Cosa ci aspetta la settima stagione?

La fine della sesta stagione ci ha lasciato tutti con il fiato sospeso. La guerra tra il braccio C e D si è effettivamente conclusa in una partita di pallone che ha unito le detenute, Barbara e Carol hanno risolto le loro divergenze uccidendosi a vicenda in uno sgabuzzino, Taystee è stata giudicata colpevole dalla giuria e Piper è libera.

Che succederà ora? Piper dovrà affrontare la vita fuori dal carcere senza Alex mentre Flores, anch’essa uscita di prigione, dovrà vedersela con la polizia d’immigrazione. Taystee è tornata in carcere e reincontrerà le sue amiche, anche quelle che l’hanno tradita durante il processo. Lorna ha dato alla luce suo figlio nell’infermeria del carcere.

Al pensiero che tutte le incognite rimanenti dovranno essere sbrogliate in un’unica ultima stagione la nostra preoccupazione sale alle stelle. Forse, però, siamo solo preoccupati di dover definitamente lasciare Litchfield e le sue storie, che ci hanno accompagnato in tutti questi anni.

Orange is the new Black sarà disponibile su Netflix a partire da oggi 26 luglio.


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Daniele Cicarelli

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Indigente giramondo con la grande passione per i videogiochi, l'Arte e tutte le storie Fantasy e Sci-Fi che parlano di mondi alternativi senza zanzare. Fermo sostenitore dell'innovazione, del progresso tecnologico e della superiorità del Tipo Erba. Dalla parte dei Villains dal 1991.