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Orgoglio Nerd intervista i →Pia-no-jaC←

4 min


Continuano le nostre avventure in terra nipponica, stavolta abbiamo avuto l’onore di poter conoscere e intervistare due grandissimi musicisti i →Pia-no-jaC←. Alcuni di voi probabilmente hanno avuto la fortuna di ascoltare il loro concerto nel recente Lucca Comics and Games, concerto che è stato molto apprezzato dal pubblico italiano. I →Pia-no-jaC←  sono un duo di musicisti giapponesi, nato nel 2005 composto da Hayato, pianista e Hiro, suonatore di Cajon. Da questa insolita accoppiata è nata una combinazione esplosiva che negli anni ha portato Hayato e Hiro a realizzare ben 12 album e tantissime importanti collaborazioni,  come con la Disney, Square Enix, il gruppo pop giapponese Arashi e il famoso violinista Taro Hakase. Altro punto forte dei →Pia-no-jaC← è la loro originalità nel reinterpretare molti brani classici nel loro stile unico. Dopo questa piccola introduzione è il momento di conoscere meglio i due musicisti:

Orgoglio Nerd: Raccontateci, come vi siete conosciuti e come avete deciso di diventare i →Pia-no-jaC←?

Hiro: All’inizio abbiamo avuto modo di incontrarci in diverse sessioni a cui partecipavamo. La cosa interessante è che, anche se ancora non ci conoscevamo bene, riuscivamo a capire soltanto guardandoci negli occhi cosa l’altro voleva fare. Lo abbiamo trovato molto divertente e così ci siamo ripromessi di suonare un'altra volta insieme. Dopo un po’ di tempo abbiamo avuto modo di rincontrarci in diverse Live House, cosi abbiamo deciso di formare un duo. All’inizio però facevamo solo musica di accompagnamento per altri musicisti. Facendo questo ci siamo resi conto che ci divertivamo di più a suonare da soli che a fare solo da spalla. Inoltre non solo noi, ma anche chi ci vedeva da fuori ci veniva a dire che sembravamo divertirci di più quando suonavamo da soli, così abbiamo deciso di provarci ed eccoci qui.

ON:
Quali sono state le vostre principali influenze musicali?

Hiro: In origine suonavo in una cover band di Visual Key, ma la cosa che più mi piaceva ai tempi erano i videogames e la loro musica, come ad esempio quella di Final Fantasy. La musica strumentale è sempre stata alle radici della mia musica.

Hayato:
Se devo aggiungere qualcosa, fra le nostre influenze non vi si trova solo la musica. Nelle performance dei →Pia-no-jaC← troviamo molto anche la pantomima e la danza, quindi ci rifacciamo a un’unione di stili non basati solamente sulla musica ma anche su molti altri aspetti.

ON: Fra i vostri progetti passati quale pensate siano stati i più importanti e significativi per voi?

Hayato:
Direi Kumi Kyoku, la nostra canzone di debutto. Di solito le canzoni che ti rendono famoso sono quelle che si ricordano con più affetto, e anche durante il recente tour europeo abbiamo visto che questa canzone ha avuto parecchi riscontri positivi fra la gente, quindi possiamo dire che grazie a questa canzone che ora ci sono i →Pia-no-jaC←.

ON:
Avete qualche progetto in mente per il prossimo futuro?

Hayato: Lo scorso 19 novembre è uscito il nostro nuovo album, ed è una scelta di grandi classici musicali riadattati seguendo il nostro stile. Da gennaio poi inizieremo il nostro nuovo tour, anche se sarà solo in Giappone. In futuro però speriamo di poter ritornare in Europa per fare un nuovo tour dato che l’ultimo ci è piaciuto tantissimo.

ON: A proposito del tour in Europa, raccontateci della vostra esperienza in questo tour. Sappiamo che avete suonato anche sul palco di Lucca, com’è stata quest’esperienza?

Hiro: Per me il tour europeo è stata un esperienza davvero divertente. Oltre il divertimento l’ho trovato anche molto interessante perché è stato un po’ un ritorno alle origini. Abbiamo infatti suonato in molti posti differenti: dalle strade, davanti le stazioni, fino alle piccole live house, e questo ci ha ricordato molto le attività che svolgevamo agli inizi della nostra carriera, quando andavamo a cercare il pubblico nelle strade, proprio come abbiamo fatto in quest’ultimo tour europeo. Dunque da questo punto di vista ci ha ricordato parecchio i nostri albori. Lucca d’altro canto è un festival molto grande dove c’erano tantissime persone, ed è stato molto bello proprio perché abbiamo potuto suonare davanti a tutta questa gente che ha apprezzato la nostra musica.

Hayato:  La prima impressione che ho avuto nell’essere in Europa è che la gente ascolta con attenzione. Nel senso che in Giappone, quando iniziamo a suonare la gente batte le mani e comincia a muoversi a ritmo della musica. Il pubblico europeo invece, probabilmente non sapendo cosa aspettarsi da noi, è stato più attento all’ascolto. Altra cosa fantastica che ho notato è che la musica è ovunque: per esempio si entrava in un locale dove c’era un piano e si comincia a suonare e la gente ti ascolta senza problemi. Lucca è una fiera molto grande ed è stato emozionante suonare davanti tutte quelle persone che non aveva mai sentito i →Pia-no-jaC←. E’ stato molto bello quando ci hanno richiesto l’encore  perché non era costruito come a volte succede durante i concerti ma è venuto genuinamente dalle persone. Da questo punto di vista l’ho trovata un esperienza veramente toccante.
ON: Oltre alla musica avete altre passioni?

Hiro: 
A me piace molto cucinare, specie piatti che prendono tempo per essere fatti, perché quando cucino mi libero la mente e mi rilasso. Quindi è anche un modo per farmi venire nuove idee
.
Hayato: Ho molti interessi, probabilmente quello più forte è la fotografia, mi piace fotografare soprattutto i paesaggi. In genere sono una persona che scrive in musica quello che vede con i propri occhi o quello che sento nel vedere un paesaggio. Anche nel tour europeo avevo sempre dietro la macchina fotografica e ho scattato molte foto. Adesso infatti, riguardando queste foto, sono in fase di composizione e non vedo l’ora di farvi ascoltare le canzoni che sono state ispirate dai posti che ho visto in Europa.

ON:  Per finire chiediamo sempre ai nostri ospiti: quale superpotere vi piacerebbe avere?

Hiro: A me piacerebbe avere la telecinesi, così potrei suonare il Cajon in aria.

Hayato:
Io vorrei avere la capacità di rendere tridimensionale il suono, per esempio se mentre suono penso ai fiori di ciliegio mi piacerebbe che si materializzassero, so che è difficile perché alla gente piace immaginare ascoltando la musica però mi piacerebbe trasmettere in questo modo la mia musica.

Ringraziamo i →Pia-no-jaC← per l’intervista concessaci e speriamo di rivederli presto suonare in Italia!


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2 Comments

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  1. Bella intervista, ho scoperto questa band a Lucca convinto di averli già sentiti da qualche altra parte ed è stato amore a prima vista, un sound unico che ultimamente è raro trovare.
    Però, per favore: Visual Kei, non Key, non tanto per l’errore in sè, ma perché è il più banale che avreste potuto fare. Correggete! è_é

Silvio Mazzitelli

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Di stirpe vichinga, sono conosciuto soprattutto con il soprannome “Shiruz”, tanto che quasi dimentico il mio vero nome. Videogiocatore incallito sin dall’alba dei tempi, adoro il mondo videoludico perché dopo tanto tempo riesce sempre a sorprendermi come la prima volta. Scrivo ormai da diversi anni di questa mia passione per poterla condividere con tutti. Sono uno dei fondatori di Orgoglio Nerd e sono anche appassionato di tutto ciò che riguarda la cultura giapponese e la mitologia (in particolare quella nordica).
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