Piccole Donne Recensione 2019

Piccole Donne Recensione, l’adattamento cinematografico di Greta Gerwig

3 min


Abbiamo visto, in anteprima, la nuova trasposizione cinematografica di Piccole Donne ad opera di Greta Gerwig,  disponibile a partire da oggi nelle sale cinematografiche italiane, ecco la nostra recensione!

Quella di Piccole Donne è una storia che ha affascinato il pubblico internazionale sin dalla pubblicazione del romanzo di Louisa May Alcott nella seconda metà dell’800. Il romanzo ha ricevuto infatti oltre 10 adattamenti, tra cinema e serie tv e ritorna, ancora una volta, a raccontare le storie delle donne della famiglia March nel nuovo film diretto da Greta Gerwig.

La regista ha deciso di raccontarci nuovamente questa storia con la volontà di catturare la vera essenza dietro alla trama creata da Louisa Alcott, ricca di quella emotività cruda e disarmante che plasma i personaggi.

Piccole Donne Recensione

Per chi non conoscesse la storia, nonostante gli anni, Piccole Donne narra la vita della famiglia March composta da Margareth e Robert March e delle loro quattro figlie, Meg, Jo, Beth e Amy. Dopo che Robert fu richiamato ad imbracciare le armi nella seconda Guerra di secessione americana, le donne della famiglia March dovettero affrontare da sole le difficoltà economiche e sociali di un periodo storico difficile. Contemporaneamente le quattro sorelle si scontrano con gli ostacoli dell’adolescenza e delle convenzioni sociali tipiche del tempo.

Il Piccole Donne di Greta Gerwig racconta l’iconica storia dell’omonimo romanzo attraverso lo sguardo di Jo, la sorella March più ribelle e insofferente e con una visione completamente nuova.  Il film inizia infatti quando le giovani protagoniste sono già adulte per poi raccontarci il passato delle stesse attraverso l’utilizzo di continui flashback. La visione personale della Gerwig traspare in ogni scena ed è chiara la sua intenzione di mettere sotto i riflettori le difficoltà che portano all’autonomia femminile così come anche la natura del matrimonio troppo spesso   più legata alle utilità, economiche e di immagine, che non ai sentimenti.

Dopo la versione del film del 1994, sicuramente la più popolare, la regista ha voluto dare un taglio fresco e rinnovato per il pubblico, femminile e non, del 2019.

Dall”800 a oggi

Sebbene, come anticipato, il romanzo risalga ad oltre 150 anni fa, il tema che tratta è assolutamente attuale, in un periodo, il nostro, in cui la presa di coscienza della disparità di genere è più alto che mai. Questo fa si che le parole e, soprattutto, le azioni di Jo, Amy e delle altre donne March risuonino ancora una volta a gran voce nella società contemporanea. A questo si aggiunge anche il forte spirito femminista della Gerwig e la volontà di dare grande attenzione ed enfasi ai personaggi femminili. Due caratteristiche che abbiamo già sperimentato in Lady Bird e che ben si prestano a una storia come questa.

Lo sguardo moderno della trama non deve però preoccupare i più romantici. La storia di Piccole Donne resta infatti integra nella sua classicità. Sebbene alcune scene siano state rimaneggiate o aggiunte, i punti salienti della vita delle sorelle March sono tutti lì, come li ricordavamo: dal rifiuto da parte di Jo del giovane Laurie, al natale in casa March fino alla tragica scena della morte di Beth.  Ciò che forse può stranire gli appassionati della storia è il continuo uso di flashback, tra presente e passato, non sempre ben posizionato e che rischia di disorientare anche gli sguardi più attenti.

Questo pretesto permette però di assaporare un ritmo più veloce e incalzante senza trascurare nessuna scena, coinvolgendo lo spettatore nella storia e nei personaggi. Questi ultimi mantengono il carisma e la tenacia con cui li ricordavamo e sono riusciti a superare la prova del tempo rimanendo, ancora oggi, più attuali che mai.

Protagoniste d’eccezione

A dare ancora manforte a quest’ultimo punto ci ha pensato un cast a dir poco eccezionale. La scelta di raggruppare in unico film alcuni dei volti più amati di Hollywood ci è sembrata una decisione più che vincente data, soprattutto dalla grande alchimia tra gli attori che traspare nel film e che si riflette nelle loro performance. Da Meryl Streep, che ci ha regalato un’eccellente zia March, a Saoirse Ronan che interpreta nel migliore dei modi la protagonista Jo. A loro si aggiungono Emma Watson, Florence Pugh, Eliza Scanlen e Laura Dern. Quest’ultima è riuscita, a nostra avviso, a rappresentare al meglio la passione e la forza di carattere di Marmee March, la madre delle giovani sorelle.

Notevole, sia in termini di performance che di importanza scenica, la controparte maschile del cast composta da Timothée Chalamet, nei panni Laurie, Louis Garrel, James Norton e Bob Odenkirk. Tutti insieme sono riusciti a rappresentare al meglio una versione di Piccole Donne di cui, nonostante gli anni, avevamo un grande bisogno per una serie di motivi: dall’emancipazione femminile alla parità di genere, dal ruolo della donna nella società al razzismo. Tutti problemi che, sebbene presenti in modalità differenti, la società moderna si è trascinata dietro dal 1800 e che necessitano quindi di essere messi sotto i riflettori per poter essere finalmente risolti.

Greta Gerwig è riuscita a cogliere l’essenza del libro e presentarla in maniera chiara ed efficace al pubblico contemporaneo. Con scene emozionati e scelte di regia sapienti e ben pensate, in circa due ore di film, riesce a farci capire che queste Donne sono tutt’altro che piccole.


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Daniele Cicarelli

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Indigente giramondo con la grande passione per i videogiochi, l'Arte e tutte le storie Fantasy e Sci-Fi che parlano di mondi alternativi senza zanzare. Fermo sostenitore dell'innovazione, del progresso tecnologico e della superiorità del Tipo Erba. Dalla parte dei Villains dal 1991.
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