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Intrattenimento

Prey: l’incubo dei ricordi

I ricordi sono ciò che ci rende le persone che siamo oggi. Dentro la nostra mente sono contenute tutte le esperienze che abbiamo fatto in vita: le nostre scelte, le nostre passioni, i nostri sbagli, tutto ciò che ci rende unici rispetto alle altre miriadi di persone presenti sulla faccia del pianeta Terra. Il cervello ha ancora tanti lati nascosti che la scienza non è ancora riuscita a mettere in luce; districarsi nel labirinto mnemonico è infatti uno degli obiettivi maggiori per la comunità scientifica, il comprendere appieno il potenziale del nostro cervello è una sfida che va avanti fin dall’alba dei tempi e capirlo appieno potrebbe portare l’evoluzione della specie umana verso nuovi orizzonti, anche se, come la fantascienza ci insegna, non sempre del tutto rosei.

Prey riprende questo tema e lo evolve in una storia di stampo fantascientifico narrata magistralmente, pregna di riferimenti e omaggi ad altri titoli videoludici simili e a tutto il filone della fantascienza cinematografica. I nostri ricordi sono il principale punto di riferimento per districarci nella vita, ci fanno capire ciò che siamo, ma se non ci potessimo aggrappare neanche a questa insindacabile certezza che cosa ci rimarrebbe, in cosa potremmo effettivamente riporre la nostra fiducia?

Gli sviluppatori di Arkane Studios, già meritevoli di aver realizzato qualche mese fa l’ottimo Dishonored 2, rielaborano l’IP di Prey, titolo uscito nell’ormai lontano 2006, in qualcosa di completamente nuovo e affascinante, ispirati da capolavori come la serie di Bioshock e System Shock, con anche un pizzico di Half Life. Sarebbe però riduttivo definire il lavoro di Arkane come un semplice omaggio ai classici citati prima; Prey ha un’anima tutta sua che ci ha saputi conquistare, diventando un altro dei titoli di punta di questo, videoludicamente parlando, fantastico 2017.

Prey ci vede nel ruolo di Morgan Yu, ricercatore nella stazione spaziale di Talos I. All’inizio del gioco, Morgan viene sottoposto a dei test misteriosi che lo illudono di essere ancora sulla Terra, giocando con la sua memoria, che viene più volte resettata così da non far sospettare nulla al protagonista. L’inganno della sua vita fittizia è rivelato quando una calamità aliena si abbatte sulla stazione di Talos I, costringendo Morgan a capire cosa stia realmente succedendo, mentre dovrà farsi strada per le anguste vie del complesso. Oltre a svelare i misteri degli esperimenti tenuti su Talos I, Morgan dovrà tentare di sopravvivere contro i temibili alieni denominati Typhon, esseri pericolosi e altrettanto misteriosi. In questa enigmatica ricerca, il nostro alter ego dovrà compiere delle scelte importanti, da cui dipenderanno le vite di molti, mentre, senza memoria, dovrà capire se davvero potrà fidarsi di chi dice di volerlo aiutare, in una situazione dove verrà naturale dubitare del proprio fratello e persino di sé stessi.

La storia di Prey riesce a conquistare il giocatore grazie a una narrazione mai scontata. Nessun vero punto di riferimento ci viene dato, costringendoci a decidere se davvero la via che stiamo perseguendo sia quella corretta solo sulla base dei pochi indizi che i PNG ci riferiranno. Video e messaggi che troveremo, specie quelli lasciati dal Morgan ancora in possesso dei suoi ricordi, ci lasceranno spiazzati, offrendoci verità in contrasto con quanto detto da Alex, il fratello di Morgan, e da altri personaggi che incontreremo nell’avventura. Il senso di smarrimento che il giocatore proverà nei panni di Morgan Yu ci accompagnerà fino allo spiazzante finale. Arkane Studios è riuscita a creare una storia coinvolgente e profonda, piena di spunti di riflessione sulla tecnologia e sul controllo delle facoltà mentali umane.
La narrazione non si dipana solo tramite le quest principali, ma l’intera Talos I sarà protagonista con le storie del suo equipaggio e della stessa stazione spaziale. In maniera molto simile a quanto visto in titoli come Bioshock, durante l’avventura potremo ottenere maggiori dettagli su quanto successo nella stazione, esplorando e cercando ogni particolare. Leggere le email dello staff, ascoltare registrazioni o recuperare appunti perduti, approfondiranno la nostra conoscenza degli eventi, che potranno andare da fatti marginali, come le avventure sentimentali di qualche membro dell’equipaggio, fino allo scoprire alcuni dei segreti più oscuri custoditi all’interno della titanica struttura spaziale. Interessanti infatti sono le molte sidequest che troveremo nel titolo, che ci mostrano nuove prospettive agli eventi; alcune di esse avranno un impatto anche sul finale del gioco.

Nonostante Prey appartenga al genere degli sparatutto in prima persona, dimenticate di poter andare in giro a falciare ogni cosa come, ad esempio, in Doom. Il titolo di Arkane Studios ci mette contro dei nemici temibili, anche il più semplice degli scontri potrà risultare mortale se affrontato in maniera impreparata. Le risorse, inoltre, scarseggeranno, dando quel tocco da survival che rende il tutto più interessante e proprio per questo dovremo valutare ogni opzione tattica compresa la fuga. Fortunatamente avremo parecchi modi di affrontare le situazioni in cui ci troveremo. Dalla nostra avremo un discreto arsenale di armi, non troppo vario in realtà, ma piuttosto efficace. Oltre a grandi classici, come il fucile a pompa e la pistola, avremo anche delle new entry originali, come il cannone GLOO, che spara una sostanza in grado di immobilizzare i nostri nemici permettendoci di finirli poi a colpi della nostra inseparabile chiave inglese. Il cannone GLOO non avrà solamente un ruolo difensivo, ma ci aiuterà in diversi enigmi ambientali: grazie ad esso potremo sigillare le fiamme uscenti da dei tubi del gas guasti, oppure potremo sparare la sostanza sui muri per creare degli appigli artificiali, così da giungere in zone normalmente inaccessibili. Oltre alle armi potremo anche utilizzare i poteri dei Typhon, innestandoli tramite le Neuromod, oggetti alla base della storia del titolo. Le Neuromod sono degli speciali congegni, che una volta innestati nel cervello danno all’utilizzatore la possibilità di sviluppare delle abilità prima non possedute, come ad esempio quelle di suonare il pianoforte o di pilotare un elicottero. Nell’economia del gameplay dovremo trovare queste neuromod per acquisire abilità sia umane che aliene: potremo ad esempio aumentare la nostra abilità di hacker per violare i sistemi di cui non conosciamo la password, oppure aumentare la nostra forza fisica per spostare pesanti oggetti che bloccano vie alternative. Dal lato Typhon potremo acquisire le abilità offensive dei nostri nemici; scansionandoli grazie allo psicoscopio, uno strano casco che analizza le creature aliene, verremo a conoscenza di abilità e punti deboli di ogni essere. Grazie a questa tecnologia potremo ottenere nuovi poteri, come la possibilità di trasformarci in oggetti dello scenario per tendere agguati agli ignari avversari, oppure potremo attaccare con colpi psichici, raggi elettrici o fiammate, fino a controllare temporaneamente i nemici organici o robotici. Le possibilità di approccio offerte da Prey sono molte e si adatteranno a ogni stile di gioco, sia che preferiate un approccio stealth sia che vogliate sfruttare maggiormente l’ambiente o i poteri nemici.

I Typhon che ci ritroveremo ad affrontare non saranno molti per quanto riguarda le tipologie, ma ognuno di quelli presenti è ben caratterizzato. I mimic sono forse quelli più caratteristici. Questi sono delle specie di ragni fatti di materia oscura in grado di assumere le sembianze di qualunque oggetto di piccole o medie dimensioni presente in una stanza. Questa loro particolarità ci costringerà ad avanzare cautamente ogni volta che dovremo fare il sopralluogo di una nuova porzione della mappa. Gli spettri, presenti in varie tipologie, saranno le unità più feroci dei Typhon e ci attaccheranno senza sosta non appena riusciranno a scorgerci. Andando avanti, troveremo tipologie di Typhon sempre più agguerrite: degno di nota è l’Incubo, un enorme alieno che ci darà la caccia per tutto il gioco e che ricorda un po’, come ruolo, il Nemesis di Resident Evil 3.

Il punto focale dell’esperienza di gioco però non sono i combattimenti, che seppur godibili risultano un po’ troppo statici (specie utilizzando le armi da fuoco), ma è l’esplorazione. Andare in giro per Talos I sarà una continua scoperta e sarete spinti a entrare in ogni porta sigillata o cunicolo nascosto per il solo gusto di esplorare e scoprire nuovi segreti, o semplicemente per rimediare munizioni e oggetti utili. Il level design di ogni area è realizzato ottimamente, creando zone interessanti da scoprire e ben caratterizzate, nonostante la forzata monotonia delle classiche ambientazioni di tipo spaziale. Degna di nota l’area esterna la stazione, che ci farà muovere nello spazio siderale intorno alla stazione di Talos I, facendoci sentire come un vero astronauta.
Anche qui, come per il combattimento, avremo completa libertà d’approccio, che potrà variare a seconda del nostro stile. Potremo utilizzare le nostre doti di hacker per accedere negli spazi sigillati, potremo cercare in lungo e largo chiavi e codici d’accesso, oppure, sfruttando l’ambiente e il nostro jetpack, potremo passare da cunicoli nascosti nelle parti più alte e normalmente inarrivabili. Gli approcci possibili sono diversi e lasceranno il campo alla fantasia del giocatore.
La componente grafica del titolo fa un buon lavoro, anche se non eccelso. Il CryEngine funziona bene nel dipingere le complessità della stazione spaziale, un po’ meno nei modelli dei personaggi, soprattutto per quanto riguarda i volti dei PNG, che risultano piuttosto approssimativi. Ben fatti invece i nemici, oscuri e sinistri come dovrebbero essere. Altro aspetto molto riuscito è quello del comparto sonoro, con una colonna sonora abile a mantenere alta la tensione del giocatore e a rendere un’atmosfera da horror degna di film come Alien.

Il titolo non è comunque esente da difetti, anche se nulla che infici l’esperienza di gioco. Nella nostra prova abbiamo avuto alcuni problemi con un paio di sidequest, con personaggi o nemici che non sono proprio comparsi, impedendoci di completarle. Confidiamo che una patch risolva questi problemi a breve. Anche l’IA nemica non eccelle particolarmente, infatti ci è capitato più volte di vedere i nemici camminare tranquillamente verso pericoli ambientali, come fiamme o scariche elettriche, morendo senza che noi facessimo il minimo sforzo.

Prey è un titolo che scrive un nuovo capitolo nell’ambito fantascientifico relativo ai videogiochi. La trama appassionante e piena di mistero e un gameplay che premia l’approccio libero del giocatore lo rendono uno fra i titoli più interessanti del genere, degno di sedersi al fianco dei capolavori a cui si è ispirato, come Bioshock o Half Life.

Silvio Mazzitelli

Di stirpe vichinga, sono conosciuto soprattutto con il soprannome “Shiruz”, tanto che quasi dimentico il mio vero nome. Videogiocatore incallito sin dall’alba dei tempi, adoro il mondo videoludico perché dopo tanto tempo riesce sempre a sorprendermi come la prima volta. Scrivo ormai da diversi anni di questa mia passione per poterla condividere con tutti. Sono uno dei fondatori di Orgoglio Nerd e sono anche appassionato di tutto ciò che riguarda la cultura giapponese e la mitologia (in particolare quella nordica).

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