Le Gloriose lottatrici del Wrestiling sono tornate con Glow 3. La terza stagione della serie targata Netflix ha fatto il suo ritorno lo scorso 9 agosto con 10 episodi da circa 35 minuti. Una stagione che intensifica le emozioni e mette un po’ da parte il puro aspetto del wrestling – pretesto per raccontare un tema come l’emancipazione femminile – per approfondire le personalità delle sue protagoniste.

Glow 3 las vegas

La terza stagione della serie firmata da Liz Flahive e Carly Mensch ci porta a Las Vegas con tutti i cliché e i suoi lati irresistibili. Le nostre lottatrici si esibiscono e alloggiano nel fantastico Fan-Tan, location che è ambientazione dell’intera serie e che, per uno strano gioco del destino, sarà determinante in molte delle scelte dei protagonisti. È tra le mura di questo scintillante hotel che si trova il coraggio di fare dichiarazioni d’amore (come quella di Sam a Ruth), di ammettere la propria sessualità, di lasciare o di confessare di non volere un figlio. Ma andiamo per ordine.

Alert: questo articolo contiene spoiler

GLOW 3, DONNE IN CONTINUA EVOLUZIONE

Nonostante il pretesto narrativo sia il medesimo, ovvero lo spettacolo delle Gloriose lottatrici del wrestling, Glow 3 riesce a mantenere alta l’attenzione sui suoi personaggi, sviluppandone a uno a uno la personalità e portando a galla situazioni inedite e lati che mai ci saremmo aspettati. Il lavoro iniziato nelle prime due stagioni, dunque, prosegue ma al contempo si dirama in strade differenti.

Ed ecco infatti che ognuna delle protagoniste immerge lo spettatore di Glow 3 in una particolare tematica, offrendo al contempo una visuale generale della società in continuo cambiamento degli anni Ottanta. Il caso per eccellenza è quello di Debbie Eagan (Liberty Belle). La disperata mamma, tradita dal marito e dalla migliore amica nella prima stagione e con un figlio a carico, nella terza stagione si allontana man mano dal ruolo di attrice per seguire il sogno di diventare una produttrice. Non è però facile in un modo ancora dominato dagli uomini.  Debbie (interpretata da Betty Gilpin) però non si arrende e riesce a mettere nella vita quanto imparato sul ring: lottare sempre, non arrendersi mai. Lezione che la porta sul finale ad anteporre i sacrifici fatti per questo sogno alla possibilità di una lunga storia d’amore.

Glow 3 debbie

Come Liberty Belle, anche Ruth (Zoya la Destroya) è costretta a mettere se stessa con le spalle al muro per capire “se sto sprecando la mia vita. Devo lasciare tutto e fare qualcos’altro?” Lo chiede ad una cartomante dalla quale cerca di trovare le risposte che, in fondo, ha sempre avuto. E il finale di stagione lo conferma: la strada più facile non è mai stata la sua e, nonostante quello di diventare attrice sia un sogno sempre più irto di ostacoli, vale la pena inseguirlo fino alla fine.

GLOW 3, IL CASO DI SHEILA

Impossibile non fare particolare menzione ad una delle evoluzioni più interessanti di Glow 3. L’abbiamo conosciuta e vista per 2 stagioni costantemente vestita da lupo, come in una sorta di reincarnazione. E forse anche per questo, Sheila non ha mai ricevuto una particolare attenzione dal pubblico. Nella terza stagione, il personaggio interpretato da Gayle Rankin ritrova se stessa, gettando la maschera che per anni ha portato. E ci riesce proprio mettendo altre maschere in un corso di recitazione che le fa riscoprire il suo vero “io”. Saranno però determinanti due incontri: quello con Bobby Barnes (Kevin Cahoon), una drag queen, omosessuale,  dalla magnifica voce; e quello con un vero e proprio lupo, in cima ad un’altura. Il passaggio da “la donna lupo” a Sheila sarà infatti preceduto da uno svenimento, quasi come in un incantesimo.

E se vederla per la prima volta senza tutta quella pelliccia addosso e quella parrucca arruffata lascia le sue compagne combattenti senza parole, ammirarla sul palco, in un monologo – perla di questa stagione di Glow – nel quale espone tutta se stessa al pubblico, renderà palese a tutti quale sia la sua vera strada.

AMORE, SESSUALITÀ, MATERNITÀ

Se l’indipendenza femminile e l’inseguimento dei propri sogni sono il centro di Glow 3, temi come la sessualità e il corpo non sono da meno. Li affrontiamo pienamente e in modi differenti con alcune delle lottatrici.

Il tema del corpo è affrontato con Welfare Queen che si ritrova in grave difficoltà a causa di alcuni problemi di salute dovuti dalla fatica degli incontri. Un mal di schiena la porta a dover dire basta ai combattimenti ma la testardaggine della donna e la voglia di non abbandonare il suo sogno la porta a reinventarsi, trovando un espediente per rimanere nello show.

Il tema del corpo è affrontato anche nella parentesi dedicata a Cherry Bang, il cui marito desidera a tutti i costi avere un figlio. Questo porta ad una riflessione sui cambiamenti che la maternità apporta sul corpo femminile, cambiamenti che l’attrice non vuole affrontare. Una decisione che porterà avanti anche a rischio di mettere fine al suo matrimonio.

Arthie (Sunita Mani) e Yolanda (Shakira Barrera) ci addentrano invece nel tema della sessualità e, in particolare, dell’omosessualità. La loro relazione d’amore viene approfondita e mostra alti e bassi dovuti anche a crisi di personalità. Crisi che vive anche un altro personaggio: Bash Howard. L’improvviso calo di interesse sessuale per sua moglie Rhonda (Kate Nash), lo porta ad esplorare una strada inaspettata: avere un rapporto sessuale con un uomo. E ammetterà a Debbie, in piena crisi di pianto: “Mi è piaciuto, e anche molto. Lo rifarò, ne sono sicuro!”

Anche l’amore ha il suo ruolo di protagonista in Glow 3. Quello che Sam riesce finalmente a dichiarare a Ruth (poi ricambiato). Quello di Debbie per il suo lavoro e il sogno di diventare produttrice. Quello di Carmen per il “vero” wrestling, che la porterà a dire addio a Glow.

GLOW 3, CONCLUSIONI

glow 3

È vero, la spettacolarità dei combattimenti, tema centrale della serie, è sicuramente messa un po’ da parte in questa terza stagione. Ma è anche vero che a beneficiarne è un viaggio nella psiche dei protagonisti, che riescono a creare un contato empatico con lo spettatore. Di wrestling ne rimane il poco ma giusto: la serie affronta quella svolta inevitabile per non cadere nel banale dopo sole due stagioni. Nonostante questo, Glow non perde quell’originalità che ha attratto il pubblico di Netflix sino ad oggi. Sarà interessante capire in quale direzione verrà poi sviluppata la quarta stagione.

 


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Anna Montesano

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Scrittrice da quando ne ho memoria, dai diari al web. Viaggiatrice incallita e malata di serie tv, appassionata di tv e cinema. Nella vita un solo motto: "Perché rimandare a domani quando puoi vederlo oggi?"